Francesco Paolo Bonifacio

Personaggi stabiesi

Francesco Paolo Bonifacio

biografia a cura di Maurizio Cuomo

Francesco Paolo Bonifacio

Francesco Paolo Bonifacio (immagine modificata con IA)

Francesco Paolo Bonifacio nacque a Castellammare di Stabia il 3 maggio 1923. La sua città natale, ricca di storia e cultura, contribuì a forgiare il suo carattere determinato e riflessivo. Fin da giovane mostrò una spiccata propensione per gli studi umanistici e giuridici. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza con il massimo dei voti, intraprese una brillante carriera accademica. Divenne ben presto docente universitario, ottenendo cattedre prestigiose in importanti atenei italiani.

Una carriera giuridica d’eccellenza

Grazie alla sua profonda conoscenza del diritto e alla sua lucidità interpretativa, Bonifacio venne nominato giudice della Corte costituzionale. Successivamente, il 23 febbraio 1973, raggiunse l’apice della sua carriera giuridica assumendo la presidenza della Corte. Ricoprì tale carica fino al 25 ottobre 1975. Durante questo periodo, guidò la Corte in anni politicamente complessi, caratterizzati da profondi cambiamenti sociali e da dibattiti intensi sull’interpretazione della Costituzione. La sua presidenza fu segnata da equilibrio, fermezza e rispetto per i principi democratici. Bonifacio fu sempre in grado di coniugare la rigidità delle norme con il senso profondo della giustizia. Continua a leggere

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

Pitture nostrane

Pitture nostrane

Castellammare di Stabia (pitture nostrane)

a cura di:
Maurizio Cuomo & Giuseppe Zingone

La pagina raccoglie le pitture che ritraggono Castellammare di Stabia. Opere senza tempo di vari autori che hanno celebrato una bellezza paesaggistica unica al mondo.

ULTIMA OPERA INSERITA NELLA GALLERIA E ALTRI DIPINTI


Jacob More, Mount Vesuvius in Eruption, National Galleries of Scotland

Mount Vesuvius in Eruption, Jacob More

Titolo:Mount Vesuvius in Eruption

Autore: Jacob More

Tecnica: olio su tela

Dimensioni: 151 cm x 201 cm

Periodo: 1780

 Luogo: National Galleries of Scotland

Curiosità: Nei primi anni del 1770 Jacob More, che era diventato il principale pittore paesaggista scozzese, si trasferì definitivamente in Italia e aprì uno studio a Roma. Una lettera del 1781 di un amico di More, l’artista e mercante d’arte James Irvine, fa riferimento a un dipinto del Vesuvio come all’illustrazione del fuoco all’interno di una serie di opere che rappresentavano i quattro elementi. Questa serie fu commissionata da Lord Bristol, conte-vescovo di Derry, uno dei più fedeli mecenati di More e appassionato vulcanologo dilettante. More fu effettivamente testimone di un’eruzione del Vesuvio nel 1779. In quest’opera, ricostruisce l’eruzione del 79 d.C. e la distruzione di Pompei, includendo in primo piano la morte di Plinio il Vecchio. Il Vesuvio di More fu esposto alla Royal Academy nel 1784, seguito nel 1788 da Un’eruzione dell’Etna.

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Il 1° Maggio a Castellammare di Stabia dalle origini al dopoguerra

Storia e Ricerche

Il 1° Maggio a Castellammare di Stabia dalle origini al dopoguerra

articolo del dott. Raffaele Scala

Il principio delle tre otto prevede
che otto ore siano destinate al lavoro,
otto ore alla svago e all’istruzione
e otto ore al sonno.

Il 1° Maggio a Castellammare: Il Quarto Stato (opera di Giuseppe Pellizza - anno 1901)

Il 1° Maggio a Castellammare: Il Quarto Stato (opera di Giuseppe Pellizza – anno 1901)

PREMESSA:

Quelli che seguono sono semplici appunti di un lavoro appena abbozzato, stralci rubati alle numerose ricerche effettuate negli anni, un puzzle composto alla meno peggio, ma sentivo la necessità di pubblicare qualcosa sulla Festa del 1° maggio, di dare un senso, al tempo del corona virus, a questa giornata un tempo così importante e ormai declassata a giorno di riposo, da trascorrere chiusi in casa, magari ad ascoltare musica, ovviamente leggera, scacciapensieri.

Così in fretta e furia ho provato a mettere insieme i primi maggio vissuti in una Città ex industriale, antica roccaforte rossa al punto da essere definita la Stalingrado del sud. Dai primordi al 1948. Ho provato poi a chiudere questa breve panoramica con delle riflessioni a caldo, non bene ponderate.

Ho deciso di lasciarle così, in attesa di una seconda, magari terza stesura che il tempo, la voglia e lo studio mi consentiranno di meglio definire. Perciò chiedo venia delle eventuali inesattezze, imprecisioni e perfino di alcuni acidi commenti ai quali mi sono dedicato in chiusura di questa mia breve panoramica.


La giornata internazionale per la riduzione dell’orario di lavoro

Il 1° maggio, quella che oggi conosciamo come festa dei lavoratori, nasce in realtà come giornata di mobilitazione per la conquista delle otto ore lavorative in un tempo in cui si era costretti a lavorare almeno 12/14 ore al giorno, con punte di sedici, per sei giorni alla settimana e spesso impiegati  anche la mattinata della domenica per la manutenzione degli impianti. Erano tempi in cui i diritti degli operai erano prossimi allo zero e perfino scioperare era considerato un reato da una legge matrigna che riconosceva esclusivamente i diritti dei padroni. Continua a leggere

Farmacie di turno

Farmacie di turno a Castellammare di Stabia 

nel mese di maggio 2026

Farmacie di Turno


ORARIO DIURNO
Tutte le farmacie stabiesi sono aperte dal lunedì al venerdì ai seguenti orari:
dalle 9.00 alle 13.00 – dalle 16.30 alle 20.30


Turno festivo:

1: Ponte Persica (via Ponte Persica, 18/F)Imparato (S. Maria dell’Orto, 16)


Turno del sabato:

2: Scepi (via Tavernola, 132)Lombardi (p.zza “Orologio”, 11)
Filoni (via Napoli, 328) – Plinio (via Plinio, 62) – Del Mare (c.so A. De Gasperi, 165)


Turno della domenica:

3: Cuomo (via Napoli, 158) – Pisacane (via Gesù, 16)

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Accadde Oggi (30 aprile)

Accadde Oggi a Castellammare di Stabia

a cura di Maurizio Cuomo

Accadde oggi a Castellammare di Stabia

Accadde Oggi


Accadde il 30 aprile

Lucio Cornelio Silla - La distruzione di Stabiae

Lucio Cornelio Silla – La distruzione di Stabiae

Nel lontano 89 a.C., Stabiae viene distrutta da Silla

Il 30 aprile dell’89 a.C., Stabiae subì una devastazione irreversibile. Le legioni guidate da Lucio Cornelio Silla rasero al suolo la città in poche ore.

Questo tragico episodio avvenne durante la guerra sociale (91–88 a.C.), un conflitto interno che vide le popolazioni italiche ribellarsi contro Roma per ottenere la cittadinanza.

Stabiae, schieratasi con gli insorti, divenne un obiettivo militare. Silla non mostrò pietà. Ordinò la distruzione totale per lanciare un monito a tutte le città ribelli della Campania.

Le fonti antiche, come Appiano e Diodoro Siculo, raccontano che la distruzione fu metodica e spietata. Dopo l’assalto, Stabiae cessò di esistere come centro urbano fortificato.

Non furono più ricostruite le mura, né riattivati i servizi civici. L’abbandono durò diversi decenni. Tuttavia, il sito non perse importanza grazie alla sua posizione panoramica e alle acque termali.


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