‘O juoco d”o Chirchio nella tradizione stabiese
( Il gioco del Cerchio )
articolo di Enzo Cesarano
Un tempo le strade di Castellammare erano piene di bambini che giocavano all’aperto. Tra i passatempi più amati c’era ‘o chirchio. Si usava il cerchione di una bicicletta, senza i raggi. Per farlo muovere si spingeva con una bacchetta di ferro o un bastoncino di legno.
Il gioco consisteva nel seguire il cerchio correndo dietro, guidarlo nelle curve, farlo correre in salita o in discesa. Era divertente e faticoso. Allenava agilità, velocità e resistenza. Chi possedeva un chirchio lo custodiva gelosamente: lo considerava un piccolo tesoro.
Nel napoletano e in molte comunità della Campania questo gioco faceva parte del vissuto quotidiano. Spesso si giocava nei vicoli, nei cortili, nelle piazze. Le regole variavano: dove fermarlo, come guidarlo, quanto veloce farlo correre. Ma la speranza e il divertimento comune restavano uguali.
Oggi ‘o chirchio vive nei ricordi. Le storie vengono tramandate oralmente da chi lo praticava da bambino. Alcune ricerche etnografiche ne hanno documentato gli oggetti: il cerchione, la bacchetta, la mazza. In alcune feste paesane si ricorda il gioco come esercizio di abilità e memoria storica.
Perché è importante? Perché attraverso giochi come questo si comprende la creatività popolare. Si vede come un oggetto semplice si trasformava in divertimento. E come il corpo, la socialità e la comunità si costruissero fuori dalla tecnologia.
Le vostre testimonianze:
Federico Cosenza
I ragazzi, con questi cerchi ornati con fiocchi, andavano a piedi, andata e ritorno, alla Madonna dei Bagni che è un conosciuto Santuario che si trova alla periferia di Scafati. Questo percorso ricordo che verso la fine degli anni quaranta, l’ho fatto anch’io assieme a tanti altri miei coetanei e posso testimoniare che nonostante un poco di stanchezza, eravamo felici di averlo fatto, anche se durante il percorso, ci veniva tanta fame.
Antonio Guarino
Era un gioco da maschietti. Non bastava avere solo ‘nu bell chirchio perché continuamente i ragazzi si sfidavano per verificare la bravura di chi era più veloce. Si stabiliva un percorso, preferibilmente in leggera pendenza, dove, fino a 4, ci si sfidava. Il vincitore era quello che arrivava prima al traguardo.
Esposito Francesco Saverio
Tantiisimi anni fa era tradizione fare il pellegrinaggio per la Madonna dei bagni a Scafati con i cerchi tutti adornati a festa con fiori e fiocchi colorati.
Umberto Pepe
Mio nonno Umberto, nativo di Pagani, raccontava che , ai suoi tempi, c’era l’usanza , in occasione di una festa religiosa, di partire da Pagani con cerchione di bici ed asta e dimostrare la propria abilità nel raggiungere , mi pare, il santuario della Madonna dell’Arco senza far cadere la ruota a terra.


