John Addington Symonds At Castellamare

John Addington Symonds At Castellamare

di Giuseppe Zingone

John Addington Symonds at Castellamare

John Addington Symonds, colorata AI

In memoria dell’amica Carmela Salvato

John Addington Symonds nacque a Bristol, il 5 ottobre 1840 in una famiglia borghese e tipicamente vittoriana; Nella sua carriera di scrittore durata circa vent’anni, Symonds scrisse quasi due libri all’anno, oltre a decine di lunghe poesie inedite o stampate privatamente, centinaia di articoli e recensioni per riviste e migliaia di lettere. Pubblicò sette volumi di grande spessore sulla storia del Rinascimento in Italia.

John Addington Symonds, legò indissolubilmente il proprio spirito alle bellezze della nostra Penisola, eleggendola a sua seconda patria spirituale, sin dal 1865, per morire nella città Eterna il 19 aprile 1893.

Tra il 1870 e il 1880, Symonds si spinse a più riprese nel Mezzogiorno, lasciandosi ammaliare dalle suggestioni della Sicilia — ove sostò tra le vestigia di Taormina e Palermo — e da una Campania feconda di storia, che lo incantò e dove fu viandante tra le sponde del mare e le nostre contrade..[1]

At Castellamare è una sua poesia, raccolta nel volume: The Englishman in Italy, di George Hyde Wollaston, pubblicata ad Oxford nel 1909.

John Addington Symonds at Castellamare

The Englishman in Italy, 1909

A Castellammare

SVEGLIATI, mia Mirto, col nascere del giorno,

Sorgi e va’ verso il prato in questo primo di maggio.

Non ancora il sole con la sua forza prepotente

Ha asciugato le perline sulla gemma e sul fiore;

Ancora nei cieli pallidi trema la stella della notte,

La stella aralda del mattino, e tutta la gloriosa oscurità

Sta aspettando che l’alba riaccenda

I suoi occhi di fuoco sopra la baia ardente.

Svegliati, mia Mirto, col nascere del giorno,

Sorgi e va’ verso il prato in questo primo di maggio.    

Vedi nei folti viali di giardino, intrecciati e verdi

Come rosa dopo rosa, sprofondata, beve la rugiada:

Racchiuse in un morbido sonno nascondono il loro serico splendore,

Né conoscono la passione della luce feroce che attraverso

Le loro sfere cremisi colpirà quando il mattino è nuovo:

Così non dormiamo noi quando l’amore invita a giocare.

Svegliati, mia Mirto, col nascere del giorno,

Sorgi e va’ verso il prato in questo primo di maggio.

Ah, rosa sciocca! Lei ha una piccola ora

Per spargere la sua dolcezza sulla primavera amorosa;  

Il bacio del mezzogiorno deflorerà la sua fanciullezza,

L’ape lasciva s’arrampicherà sul suo grembo,

E gli uccelli canteranno la loro chiara rima carica d’amore,

Finché non discenderà la notte che tutto porta via.

Svegliati, mia Mirto, col nascere del giorno,

Sorgi e va’ verso il prato in questo primo di maggio.[2]

Articolo del 9 luglio 2026


[1] Sebbene fosse sposato e avesse figli, Symonds, come era comune per l’epoca, visse la sua vera identità omosessuale in modo privato e attraverso i suoi scritti. È considerato un pioniere, in questo campo, per aver affrontato il tema dell’amore tra persone dello stesso sesso nei suoi studi, in particolare quelli sulla Grecia antica.

[2] At Castellamare, di J. A. Symonds, In: George Hyde Wollaston, The Englishman in Italy, Oxford 1909, pag. 239.

La poesia At Castellamare, si colloca all’interno del libro come un’antologia organizzata secondo un preciso criterio geografico: pag. 236-237: Naples, Percy Bysshe Shelley; pag. 238: Vesuvius, Richard Chenevix Trench; pag. 239: At Castellamare, John Addington Symonds; pag. 240: Sorrento, Richard Chenevix Trench.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *