Il Gran Tour dei Conti di Castellammare
CAPITOLO VI
23 luglio Pavia; 23 luglio – 25 luglio Voghera; 25 luglio – 28 luglio Genova;
28 luglio Pegli; 28 luglio (sera) – 2 agosto Genova;
3 – 5 agosto Genova – Livorno per mare;
5 – 6 agosto Livorno; 6 – 15 agosto Firenze
Dopo aver onorato di Loro Augusta Presenza per 22 giorni questo Paese, scrive la rivista “Notizie del mondo”:
i RR Conte e Contessa di Castellamare, finalmente sabato della scorsa settimana 23 del corrente dopo le più tenere reciproche dimostrazioni di vera stima, e del più sincero affetto hanno preso congedo dalla R. Famiglia, e sono partiti circa le ore 11 accompagnati da S. A. R. l’Arciduca Governatore, dirigendosi alla Certosa di Pavia indi a Pavia.
Arrivati a Pavia visitarono l’Università, l’orto botanico con annesso laboratorio di chimica, il Museo di Storia Naturale, il Collegio Germanico-Ungarico, annesso laboratorio di chimica ed infine il Collegio universitario Borromeo e quello Ghislieri. Quindi si recarono ad assistere ad un’esercitazione a fuoco del Reggimento Caprara, diretto dal generale Joseph Apremont, che riuscì molto bene e che essi apprezzarono molto. La stessa sera, col cambio delle Poste, ripresero il loro cammino verso Genova, accompagnati dall’Arciduca fino ai confini di Gravellona, dove andò loro incontro una delegazione di nobili fatta venire a bella posta dalla Repubblica di Genova. Alle undici di sera giunsero a Voghera dove li attendevano la principessa e il principe di Piemonte. Presero alloggio nel solito albergo il Moro e dopo aver cenato si ritirano ognuno nelle proprie stanze.
Trascorsero la domenica andando a Messa, conversando con la principessa di Piemonte e leggendo la posta arrivata col corriere da Napoli. Infine, alle otto di sera, dopo aver cenato si misero in cammino per Genova, accompagnati dal marchese di Breme, seguendo il percorso del corriere della posta. Arrivarono in città alle cinque della mattina dopo e presero alloggio con tutto il loro seguito nel palazzo del Patrizio Anton Giulio Brignole. Poiché avevano preferito serbare l’incognito e quindi arrivare sotto il titolo di Signori Conte e Contessa di Castellamare, non furono eseguiti gli onori pubblici, che aveva destinato loro il Serenissimo Governo per mezzo di sedici Patrizi ed otto Dame.
Dopo poche ore di riposo, il Re si portò a bordo del suo Vascello san Gioacchino, ancorato nel Porto con tuttala Squadra. Accompagnato da una folla di persone, sia all’andata che al ritornofu salutato dalla suaartiglieria, da quella degli altri bastimenti nazionali e da quelle inglese ed olandese. Ritornato nel suo alloggio per il pranzo, conlaregina,ricevette in udienza diversi personaggi e ministri esteri. In seguito, per il giuoco del Pallone si trasferì all’Acquasola (fig. 39).
In serata si recarono al Teatro di S. Agostino illuminato a giorno per l’occasione. Vi si intrattennero fino alle dieci di sera, ricevendo in questa occasione le visite di molte Dame e nobili.
Non sarà sfuggito ai lettori che il re Ferdinando, durante tutto il viaggio, non tralasciò mai l’occasione di assistere al gioco del pallone, arrivando perfino ad organizzare egli stesso incontri
tra squadre avversarie.


