Immacolata-San-Vincenzo

Fratielle e surelle (‘a primma stella)

a cura di Enzo Cesarano

Volendo dare, ai numerosissimi stabiesi emigrati dalla nostra Castellammare, la possibilità di riascoltare “fratielle e surelle”, anni fa, chiedemmo al carissimo Aniello Lascialfari di prestare la sua voce per la nobile causa…

A distanza di anni, il modulare limpido e sonoro di Aniello omaggia e rappresenta (in punta di piedi) l’operato dei numerosi cantori stabiesi che nel periodo della “dodicina” (dal 26 di novembre al’8 dicembre), con sacrificio ed assoluta devozione percorrono, nelle primissime ore del mattino, vie e vicoli della nostra amata Città, invitando i fedeli a recarsi in chiesa per la recita del Rosario.

Immacolata - Chiesa di San Vincenzo Ferreri (foto Maurizio Cuomo)

Immacolata – Chiesa di San Vincenzo Ferreri (foto Maurizio Cuomo)


Ascolta la voce votiva di Aniello Lascialfari  (il “fratielle e surelle” del web)

Fratielle e surelle, ‘o Rusario ‘a Maronna, oggi è ‘a primma stella d”a Maronna


Note: per ulteriori approfondimenti si consiglia “Fratièlle e surélle (voto alla Madonna)“, articolo di Maurizio Cuomo.


About 

Collaboratore di Redazione

Appassionato di folklore, teatro e tradizioni locali. Amante della fotografia, è l’ideatore della rubrica “Banca della Memoria stabiese” ed autore di numerosi interessanti articoli a sfondo popolar-tradizionale. E' responsabile della pagina Facebook di LR.

3 pensieri su “Fratielle e surelle (‘a primma stella)

  1. Lopes Rosario

    Salve,
    io sono nato a Napoli ma sono domiciliato a C. Mare; non conoscevo questa usanza locale.
    Purtroppo ne sono venuto a conoscenza, mio malgrado, nel momento in cui verso le 3.30 del mattino alcune persone “credenti” hanno cominciato a far esplodere fuochi d’artificio per le strade della città. Questa attività ludica (per loro) si è ripetuta per 12 giorni tutti gli anni per diversi anni.
    Mi domando: alle 6.30 quando suona la mia sveglia per andare i fabbrica, i “credenti” cosa fanno?
    Evidentemente sono gli stessi “credenti” che trovo avanti al bar alle 19.00 quando rientro a casa.
    Credo che questa tradizione (troclodita e tribale secondo me) andrebbe rivisitata. Saluti.

    Rispondi
    1. Luca

      Una volta fino agli anni ’80) era solo voce e, ti assicuro, era bello ascoltarla. Si sentiva lo stesso e, chi voleva, l’aspettava o si svegliava. Era davvero suggestiva ed emozionante. Da anni, purtroppo, è stata trasformata, in linea con questi tempi abbrutiti e pieni di tamarri arroganti.

      Rispondi
      1. Remigio

        Chissà se il Sig. Lopes abita ancora tra i “trogloditi”. 🙂 Spero che l’anno trascorso gli abbia insegnato, quantomeno un po’ educazione e rispetto verso le tradizioni della città che, purtroppo, lo ospita. 🙂

        Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Time limit is exhausted. Please reload CAPTCHA.