Fanfulla
di Giuseppe Zingone
Fondato nel 1870 a Firenze, quando la città era ancora capitale del Regno d’Italia, Il Fanfulla fu molto più di un semplice quotidiano: rappresentò una voce ironica, graffiante e profondamente impegnata nel dibattito politico e culturale del tempo. Connotato da una vena polemica sempre presente, il giornale prese il nome da Fanfulla da Lodi, celebre condottiero che partecipò alla Disfida di Barletta, simbolo di coraggio e orgoglio nazionale.
A partire dal numero 286 del 21/22 ottobre 1871, la sede della pubblicazione fu trasferita a Roma, nuova capitale del Regno, segnando così una nuova fase nella vita del quotidiano, in sintonia con il cuore pulsante della politica italiana.
Man mano che svolgo le mie ricerche, mi accorgo sempre più, che le più belle notizie sulla nostra Castellammare, scaturiscono fuori o dai diari dei viaggiatori specialmente se stranieri, sia dalle guide d’epoca per turisti, ma soprattutto dai giornali.
Come ad esempio le notizie giunte a noi e che potete trovare nell’articolo sul Duilio, oppure in Fiori d’Arancio a Castellammare.
Cio che balza all’occhio è sicuramente il tono ironico del giornalista che si firma Brigada, il cui humor rende l’articolo piacevole e bello da leggersi, ma ci fornisce quei piccoli elementi che arricchiscono la storia di Castellammare, propri di un testimone oculare dell’epoca.
Eccone alcune:
“Le estati oziose per i villeggianti prima del 1879, il caffè Mosca, l’acquisto del bosco di Quisisana da parte del Comune per trecentomila lire, la villa reale diviene pensione. il palazzo di Quisisana servirà di villeggiatura al collegio militare della Nunziatella di Napoli. Il baritono Laici, la corazzata Italia, lo Stabia’s Hall, suscettibile di qualche perfezionamento, al primo anno di vita. Un pic nic alla villa Bagnara”.
Castellammare 25 agosto
Mi assicurano che, l’anno passato, la vita estiva quaggiù era tutto quello che di più serenamente noioso si potesse desiderare. Di giorno, tappati in casa; di sera, per tutta risorsa, una chicchera e quattro chiacchiere sull’uscio del caffè Mosca; poi a letto colla coscienza leggera e lo sbadiglio pesante….
Quest’anno invece, Castellammare si è messa risolutamente sulla via del progresso e minaccia di voler diventare una delle più brillanti e piacevoli stazioni balnearie…. E quando dico balnearie, non ammetto restrizioni; perchè qui c’è la scelta fra le salse onde marine che si frangono sulla spiaggia molle e arenosa, e le acque minerali che in gran copia e varietà si amministrano sotto forma di bibita e di bagno.
Poi c’è la montagna e il bosco di Quisisana coi freschi zampilli delle sue fontane, coi suoi dritti e maestosi viali, colle sue tortuose viottole, colle sue ombre tutelari che offrono alle coppie sentimentali la possibilità di filare il puro e perfetto amore anche nell’antipoetica, o antipatica ora del mezzogiorno.
Io ci ho un debole per questo bosco… Non per le ragioni che interessano alle suddette coppie… pur troppo! ma perchè l’ho in conto di bellissimo fra i belli, di deliziosissimo fra i deliziosi; perchè lo considero una vera rarità della specie, un qualche cosa che i forestieri non possono a meno di preferire e di invidiare. Ed è perciò che lodo il municipio di Castellammare di averne fatto l’acquisto per un prezzo relativamente mite (300 mila lire) sottraendolo all’abbandono e all’incipiente distruzione cui l’aveva condannato quel pessimo fra gli amministratori che si chiama Demanio.
Ed ora è desiderabile che il sullodato municipio riesca nell’intento di affidare a privati l’exploitation dell’annessa villa Reale ad uso di pensione o di casa di salute, in proporzioni colossali. Intanto, per tutto settembre, il palazzo di Quisisana servirà di villeggiatura al collegio militare della Nunziatella di Napoli. Ne godo per quei bravi ragazzi.
Ma io divago; per questa volta m’ero proposto di parlarvi ancora delle frivolezze della stazione castellammarese, e un po’ più sdrucciolavo a discorrer sul serio dei lavori del cantiere, della corazzata Italia, e della mostra agraria che si sta imbastendo per il mese venturo….. Torniamo a bomba.
Dicevamo dunque che a Castellammare quest’anno ci si diverte….. E come!
C’è lo Stabia’s Hall, suscettibile di qualche perfezionamento. Ma se si pensa che è al primo anno di vita, e che la buona società l’ha preso subito sotto l’alta sua protezione facendone il luogo favorito de’ suoi ritrovi, de’ suoi balli e delle sue cene, si può giurare che fra due o tre anni sul modesto emplacement attuale sorgerà un vauxhall vero e proprio, con tutti i comodi ed i lussi immaginabili.
C’è la casina Nazionale e la casina Gialla. A Firenze si dice Casino, ossia circolo, club, È cambiato il genere, ma il genere è lo stesso. Sale di lettura, di giuoco, di conversazione.
C’è il baritono Laici… con relativa appendice di fischi, torsi di cavolo e pietose collette.
Ci sono le gite, i balli all’aria aperta, le colazioni sulla molle erbetta….
A proposito.
Ai mille desideri della mia vita ieri ne ho aggiunto uno: quello d’esser fotografo, per poter ritrarre la spianata della villa Bagnara al tocco dopo mezzogiorno. Si poteva credere d’essere a un meet di Cecilia Metella o delle Cento Celle.
Una ventina di rotabili, parecchi cavalli da sella, un affaccendarsi di domestici in gran livrea, un chiamarsi, un rispondersi di voci allegre e d’ambo i sessi, un prepararsi a qualche cosa di gradito, d’inusitato….
Poi ci disponemmo in lunga fila e su per il colle, entrammo nel folto bosco di Quisisana. Giunti alla fontana della Regina, un alt generale e concorde.
E concorde anche l’appetito, quando, stese le tovaglie in terra, sdraiati sul muschio e sull’erba, ci mettemmo a divorare le provvisioni che ognuno aveva portate con sé per questo splendido pick-nick.
Gli elci, i frassini ed i castagni parevano piantati lì…. dall’ammirazione. Mai forse più nobile brigata aveva degnato farli spettatori d’una merenda.
Fra le signore c’erano le principesse Moliterno, Montevayo, Paternò, le duchesse Bagnara, Bovino, Crivelli, le marchese Avate, le contesse Senni e Gabardi; gli uomini, oltre i nomi più gentilizi, portavan con sé la maggior gentilezza di Napoli, Roma e Palermo…
Dopo il déjeuner, ballo all’aperto, sotto il pavillon della villa Bagnara. E la sera…. la sera, alcune bottiglie di Champagne e Bordeaux servirono ad inaffiare la pizza tradizionale sotto una tenda dello Stabia’s Hall…..
Ecco come a Castellammare s’intendono le domeniche e il santo precetto Servite Dominum in lætitia!
Brigada.1
Leggi anche: Brigada del Fanfulla.
Articolo del 29 maggio 2025
Note:
1. Fanfulla, 28 agosto 1879, Roma, pag. 2, articolo di Brigada.


