Colonia dei Ferrovieri - Pozzano (archivio liberoricercatore.it)

L’ex collegio orfani dei ferrovieri di Pozzano

a cura di Maurizio Cuomo

L’imponente edificio da anni abbandonato, che insiste su di un tratto della costa di Pozzano che gli stabiesi identificano con il nome di “Colonia dei Ferrovieri”, un tempo a noi non molto lontano era un collegio per i giovani orfani dei ferrovieri.

Colonia dei Ferrovieri - Pozzano (archivio liberoricercatore.it)

Colonia dei Ferrovieri – Pozzano (archivio liberoricercatore.it)

Per il piacere di sapere e soprattutto per lasciarne traccia alle future generazioni, rimettiamo in pubblicazione una interessante ricerca, tratta dall’antologia storica: “Stabiae e Castellammare di Stabia” di Michele Palumbo. Nella fattispecie con l’articolo a seguire, a firma di Giuseppe Gullo, l’autore descrive il Collegio di Pozzano dalle origini fino agli anni del suo massimo splendore (primissimi anni ’70 del ‘900).


Il collegio orfani ferrovieri a Pozzano1

Ad iniziativa dell’Opera di Previdenza del personale delle Ferrovie dello Stato, nel 1946 sorse a Castellammare di Stabia un Collegio per accogliervi gli orfani, di ambo i sessi, dei ferrovieri. Allo scopo fu adibito il fabbricato alla via Sorrentina, originariamente costruito per gli uffici del Cantiere mercantile Calabretta, opportunamente trasformato e dotato di ogni conforto, giacché già da diversi anni veniva utilizzato, dalla detta Opera di Previdenza, per ospitare la Colonia estiva per gli stessi figli di ferrovieri. Il Collegio cominciò a funzionare il 9 ottobre del 1946, mentre era Capo del Compartimento F.S. di Napoli il dott. ing. Morando Morandi.

Il collegio orfani dei ferrovieri a Pozzano (coll. Massimiliano Greco)

Il collegio orfani dei ferrovieri a Pozzano (coll. Massimiliano Greco)

Con l’autorizzazione delle competenti autorità scolastiche vi furono subito istituiti i corsi elementari, che diventarono « parificati » a partire dal 1° ottobre 1954. Conseguita la licenza elementare, gli assistiti venivano trasferiti in altri Istituti, anche questi gestiti dall’Opera di Previdenza, per frequentare le Scuole medie. Merita ricordare la particolare assistenza igienico-sanitaria e scolastica, riservata ai piccoli ospiti del Collegio, col funzionamento di un bene allestito e attrezzato ambulatorio diretto dal dott. Bruno, e mettendo in atto, per ciascun fanciullo, la cartella sanitaria ed il libretto scolastico, per modo che l’esperimento, se così si può definire, precedette di parecchi anni l’estensione di analoghi provvedimenti da parte dello Stato per le Scuole elementari pubbliche.

Collegio orfani dei ferrovieri a Pozzano - aula scolastica (coll. Massimiliano Greco)

Collegio orfani dei ferrovieri a Pozzano – aula scolastica (coll. Massimiliano Greco)

Sin dall’inizio delle attività nel Collegio sono stati accolti, ogni anno, dai cento ai centotrenta fanciulli, maternamente curati dal personale direttivo, insegnante e di servizio, che complessivamente raggiungeva circa le trenta unità. Prima direttrice, che profuse tutte le sue migliori energie nell’opera di collaborazione, sia durante la fase organizzativa che durante quella di assestamento dell’Istituto, fu la signorina Guglielmina Fanara, laureata in lingue, letteratura e istituzioni europee, con specializzazione in quelle tedesche. La signorina Fanara diresse ininterrottamente il Collegio per ben quattordici anni. L’aver perduto il babbo appena ragazzina e l’essere stata accolta per diversi anni in Collegio, costituì per lei condizione ideale per comprendere la psicologia degli orfani affidati alle sue cure. Colpita da male inesorabile, ella decedette il 2 febbraio 1960. Le successero, nel gravoso incarico, prima l’insegnante elementare sig.na Anna Manfredini, e successivamente, dall’ottobre 1961, la prof. sig.na Marcella Strazzeri. Con l’inizio dell’anno scolastico 1949-50 i maschietti vennero assegnati al Collegio di Calambrone (Livorno), sicché quello di Pozzano venne ad assumere il ruolo di Istituto femminile. Le ragazze, completato il ciclo elementare, furono ammesse, con l’anno scolastico 1957-58, a frequentare la locale Scuola di Avviamento a tipo Commerciale G. Bonito, che l’anno dopo, a titolo di esperimento, istituì una Sezione staccata, con sede proprio nel Collegio. La domenica 6 maggio 1956, ricorrendo il decennale dell’Istituto, presenti le maggiori au­torità ferroviarie, religiose, civili, militari e politiche provinciali e locali, l’Istituto venne intitolato al nome della benefattrice N.D. An­na di Raimondo, consorte dell’allora Direttore Generale delle F.S., da poco deceduta. Nel cor­so della breve cerimonia, solenne e mesta al tempo stesso, conclusasi con un indirizzo di omaggio rivolto dal Capo Compartimentale F.S. dott. ing. Severo Rissone al Direttore Generale dott. ing. Giovanni di Raimondo, venne sco­perta una lapide di marmo, murata lungo i portici del fabbricato, con la epigrafe:

Lapide Colonia dei Ferrovieri

Lapide Colonia dei Ferrovieri

L’andamento del Collegio in tutte le sue branche di attività formativo-educative, fu sempre ammirevole. Nelle varie ricorrenze le convittrici si esibivano in manifestazioni artistiche, a cui gli invitati assistevano con vivo interesse. L’annuale festicciuola della Befana costituiva un avvenimento di notevole rilievo: oltre ai giocattoli e dolciumi, venivano distribuiti, in considerazione anche dell’età e delle necessità manifestate da ciascuna convittrice, utili doni, spesso di notevole importanza.  Con la chiusura dell’anno scolastico 1963-64 la ridente baia di Pozzano venne privata di così cara e benefica istituzione, avendo l’Opera di Previdenza limitata l’assistenza convittuale agli orfani, alunni delle classi elementari, ai soli casi eccezionali (orfani di entrambi i genitori e altre gravi condizioni), affidando gli assistiti a Convitti convenzionati, in prossimità del luo­go di residenza delle famiglie interessate. Situato, in una cornice di incomparabile bel­lezza, nel golfo di Napoli, l’immobile, che pe­raltro è fornito di una moderna ed ampia pi­scina con acqua pompata direttamente e con­tinuamente dal mare, viene tuttora utilizzato come Colonia marina. Ogni anno, nei mesi di luglio e agosto, i cancelli aprono i battenti a centinaia di figli di ferrovieri dell’Italia centro­ meridionale, offrendo ad essi un periodo di cu­re elioterapiche in un ambiente accogliente e di serena letizia.


Note: 

  1.  da: Antologia storica: “Stabiae e Castellammare di Stabia” di Michele Palumbo, Aldo Fiory Editore – Napoli. Anno 1972. Pagg. 384 – 385. Brano n. 276 di Giuseppe Gullo.

About 

Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
E' anche autore di NonSoloRisparmio.it (guida pratica on-line su come risparmiare e fare economia).

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