Estate senza Funivia

Storia e Ricerche

Estate senza Funivia

di Giuseppe Zingone

Estate senza Funivia

Inaugurazione Faito 3

È cominciata la stagione estiva oramai da un bel po’.

Ci sono i turisti, qualche svago, il mare che sembra essere tornato balneabile (proporrei sempre la dovuta accortenza) c’è il caldo intenso e afoso, la folla mai stanca per le strade assolate.

Grande assente è la Funivia del Faito, passata in pochi mesi nel dimenticatoio delle nostre vite sgretolate e che sembra non mancare proprio a nessuno. Non a noi di Liberoricercatore che sentiamo il dovere di ricordare.

Riassumiamo i fatti

Il 17 aprile 2025 si è verificata una tragedia sulla funivia del Monte Faito, che collega Castellammare di Stabia alla vetta. Un cavo traente si è spezzato poco dopo le 15:00, causando la caduta di una delle due cabine.

Vittime e feriti:

Il bilancio finale dell’incidente è di 4 vittime:

    • Carmine Parlato, 59 anni, il macchinista della funivia.
    • Janan Suliman, una giovane turista araba con cittadinanza israeliana, nata nel 1999.
    • Elaine Margaret Winn, una turista britannica nata nel 1967.
    • Graeme Derek Winn, fratello di Elaine Margaret, anch’egli turista britannico nato nel 1960.
  • L’unico sopravvissuto è stato Thabet Suliman, fratello di Janan, che è rimasto gravemente ferito e ricoverato in prognosi riservata, ma le sue condizioni si sono poi stabilizzate.

Come è nel nostro stile, non ci limitiamo solo al ricordo delle vittime, vorremmo dare qualcosa in più alla città, Una speranza!

Lo facciamo con questo stralcio di giornale, frutto di un personale lavoro di ricerca, dal titolo: In Funivia sul Faito, Anche Napoli ha la sua Svizzera, di Giacomo Deuringer. Un articolo sul giorno della inaugurazione e benedizione ad opera di mons. Agostino D’Arco.


Estate senza Funivia

Panorama dal Faito

Una inaugurazione sui generis quella che ha avuto luogo giorni fa tra Castellammare di Stabia ed il Faito, il monte che si erge con i suoi mille e dispari metri a cavaliere dei due incantevoli golfi di Napoli e di Salerno!

Già il solo nome di queste due località fa pensare a qualcosa di solare e di marino ad un tempo, ed invece la cerimonia si è iniziata tra la pioggia che scrosciava a dirotto ed ha avuto termine laddove il paesaggio assume quelle caratteristiche alpestri così in contrasto con l’aria mediterranea dei luoghi circostanti, caratteristiche che per secoli hanno fatto appunto del Faito ambita mėta di evasioni e pellegrinaggi.

L’imperversare del maltempo non ha impedito tuttavia lo svolgersi meticoloso di quanto previsto dal programma ufficiale della giornata.

Puntualissimi alle 16 i pullmanns che recavano da Napoli la maggior parte degli invitati, puntualissimo alle 16,50 il treno speciale della Circumvesuviana lasciava con le Autorità la stazione di Corso Garibaldi per giungere 40 minuti dopo a Castellammare, dove una vera e propria folla era in attesa per assistere al via da darsi alla Funivia più importante d’Europa, la quale avrebbe risolto il sentito problema del collegamento rapido tra la città «Regina delle acque» e quella che viene comunemente chiamata la «Svizzera napoletana!»

Eloquenti come al solito, più di ogni altro elemento, i dati cortesemente fornitici dalla Società Strade Ferrate Meridionali, cui si deve la realizzazione dell’opera imponente:

2955 metri lo sviluppo della linea tra la stazione a valle e la stazione a monte; 1085 metri di disiivello superato; il cavo della Funivia poggia su tre cavalletti di altezza variabile che dividono la distanza in quattro campate, una delle quali raggiunge la notevole lunghezza di 1600 metri; l’intero percorso Castellammare-Faito viene effettuato in 8 minuti: con l’attrezzatura ferroviaria esistente e con la Funivia si può arrivare da Napoli, sul mare, ai 1100 metri del Faito in soli 45 minuti.

Ci si renderà facilmente conto, nello scorrere i dati, dell’eccezionale importanza dello avvenimento e si giustificherà pieinamenite l’attesa cui abbiamo accennato. La realizza-zione, non ancora abbastanza rilevata in Italia ma di cui all’Estero, specie in Svizzera, si fa un gran parlare, ha richiesto ben tre milioni di ore lavorative per 500 tecnici ed operai tutti presenti alla cerimonia inaugurale tutti particolarmente commossi al momento in cui, dopo la benedizione impartita da S. E. Mons. Agostino D’Arco Vescovo di Castellammare di Stabia, il Ministro Spataro ha proceduto al taglio del simbolico nastro ed ha dato il via alla regolare messa in esercizio delle vetturette. In poco più di un’ora cirea mille turisti ascendevano al Faito. Quanti ne giungeranno nei prossimi anni?

Estate senza Funivia

La benedizione di monsignor D’Arco

E’ proprio qui, in fondo, l’importanza della opera compiuta, nella possibilità del facile ac-cesso che essa offre ad una delle zone turistiche più belle d’Italia. Attraverso la Funivia inaugurata di recente, verso il Faito (finora frequentato da pochi turisti che potevano concedersi il lusso di un gita in macchina e della dispendiosa sosta nel Grande Albergo o in una delle ville costruitevi negli ultimi anni) potrà anche sfociare la gran massa dei meno abbienti che parimenti possono aspirare ad uno svago sano ed onesto.

Ma v’è di più. V’è qualcosa che noi cattolici non possiamo dimenticare. V’è quel tempio sul Faito in onore dell’Arcangelo San Michele costruito nel VI secolo da San Catello Vescovo e Patrono di Castellammare; v’è il culto dello stesso San Michele confermato nei secoli dalla fede ardente delle migliaia di fedeii accorrenti al Tempio ed alle pendici del monte per sottrarsi alla invasione dei barbari; v’è il progetto in via di realizzazione di quella cittadella sacra, attraverso la quale giungere alla più alta vetta del Faito, a metri 1443 sul livello del mare, dove si vuole erigere una Croce al neon alta 60 metri visibile dai Golfi di Napoli e di Salerno.

Essa, eretta sulla cima più alta del Monte sacro al culto dell’Arcangelo, starebbe ad indicare all’umanità pericolante la via della verità nell’unione e nella carità. Significherebbe l’unità dei cattolici nella difesta della Chiesa. La Federazione Michelina, che un tempo si estese dal Faito al Gargano ed alla Normandia, abbraccerebbe simbolicamente i 400 milioni di cattolici sparsi in tutto il mondo.

Estate senza Funivia

I primi passeggeri

L’opera poderosa permetterebbe anche molteplici funzioni di carattere pratico. Alla sommità della Croce si prevede una loggia panoramica capace di accogliere 200 persone. L’altezza raggiunta dalla costruzione offrirebbe la possibilità di impiantarvi una stazione aerologica e segnaletica utile alla navigazione aerea e marittima. Per i turisti ed i pellegrini la possibilità di raggiungere la sommità della Croce costituirà attrazione sensazionale e le quote per l’ascesa concorreranno sensibilmente all’ammortamento della spesa.

Continueranno a vigoreggiare ai suoi piedi, come un popolo di giganti, i maestosi pini del Faito, della poderosa montagna che, domata dallo ingegno degli uomini, ha smesso in que-sti giorni il suo isolamento, ma potrà ben presto donare, proprio a coloro che l’hanno domata, la possibilità di una evasione più pura e di una più consolante meditazione, da svolgersi più vicini alla celestiale armonia, pregustando la gioia di un mondo superiore.
GIACOMO DEURINGER


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Inaugurazione Funivia Faito1

Altre immagini

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Inaugurazione Faito 1

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Inaugurazione Faito 2

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Inaugurazione Faito 3

Articolo del 2 luglio 2025


Note:

1. L’Osservatore della Domenica, Città del Vaticano, 14 settembre 1952, Anno XIX, numero 37, pag. 4.

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