Enrico Gaeta la mostra a Castellammare

Enrico Gaeta la mostra a Castellammare

di Giuseppe Zingone

Errico Gaeta

Errico Gaeta (immagine restaurata con IA)

Fu un anno che profumava ancora di polvere e promesse, l’anno in cui videro la luce queste poche pagine dedicate a Enrico Gaeta, da Piero Girace. Non era solo carta, fu il sommesso omaggio che il giovane critico d’arte rese ad uno dei più genuini figli della nostra città, Enrico Gaeta: un uomo che aveva saputo convincere la nostra terra a farsi guardare, rubandole i colori per restituirle una dignità che solo il pennello, quando è intinto nel cuore, sa dare.

La mostra fu realizzata e promossa dal dopolavoro comunale “Filippo Corridoni“,1 per la stampa della tipografia Fedeli di Castellammare correva l’anno 1933, XI-XII dell’Era Fascista.2  

Si ringrazia la Biblioteca Vittorio Emanuele III di Napoli per la Gentile Concessione.

Articolo 7 marzo 2026


1. Filippo Corridoni (1887–1915) è stata una delle figure più affascinanti e contraddittorie del panorama politico italiano d’inizio Novecento. Fu un sindacalista rivoluzionario, un trascinatore di folle e, infine, un eroe di guerra, la cui memoria è stata a lungo contesa tra la sinistra radicale e il fascismo.

2. L’espressione “Era Fascista” si riferisce al sistema di datazione introdotto durante il regime, che affiancava il calendario gregoriano contando gli anni a partire dalla Marcia su Roma (28 ottobre 1922).

  • Durata di un singolo anno: L’anno fascista durava esattamente come un anno solare comune, ovvero 365 giorni (o 366 negli anni bisestili).

  • Ciclo annuale: Ogni nuovo anno fascista (indicato con numeri romani, ad esempio E.F. VII) iniziava il 29 ottobre e terminava il 28 ottobre dell’anno successivo.

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