Castellammare danneggiata da un nubifragio

Castellammare danneggiata da un nubifragio 12 morti e 20 feriti

di Giuseppe Zingone

Castellammare danneggiata da un nubifragio

S. A. R. Umberto II di Savoia, via Tavernola

Una notizia a noi già nota, soprattutto nell’amaro articolo di Maurizio Cuomo, Alluvione del 20 agosto 1935.

Il brano che proproniamo è apparso su: Il Popolo del Friuli, il giorno 21 agosto del 1935, un testo breve, quasi riassuntivo, al quale però vogliamo aggiungere altri interessanti documenti fotografici.

La cronaca

Castellammare di Stabia, 21
Ieri sera verso le 19, una pioggia torrenziale si rovesciava a Castellammare, a Gragnano e sulle campagne. Contemporaneamente, per la rottura degli argini, straripava il torrente S. Marco e i suoi affluenti. Le due città per oltre un’ora rimanevano parzialmente allagate. La furia dell’acqua ostacolava i primi sосcorsi. La corrente trascinante masserizie, bestiame e tronchi di alberi invadeva violentemente gli scantinati e le botteghe, raggiungendo in alcuni punti, specie in via Roma e nella piazza della Ferrovia, l’altezza di circa tre metri, La popolazione trovava rifugio nei piani superiori delle case.
Col generoso concorso dei mitraglieri del 225.º Battaglione, e dei Militi della V Legione universitaria «Mameli», qui accantonati, di tutte le forze armate disponibili e delle squadre di pompieri accorse da Napoli, è stato possibile procedere a numerosi salvataggi, malgrado l’impetuosità della corrente. Diversi fabbricati sono rimasti danneggiati. Sono accertate dodici vittime, di cui cinque a Castellammare e sette a Gragnano, oltre a una decina di feriti, di cui uno gravissimo. Sul posto, oltre a tutte le autorità locali, sono il Vice Prefetto e il Commissario Straordinario di Napoli. Si procede ora allo sgombero delle vie ed allo svuotamento degli scantinati.

Il Principe Umberto sul luogo della sciagura Castellammare di Stabia, 21

Poco dopo le sette, è giunto da Napoli S. A. R. il Principe di Piemonte, che, seguito dalle autorità locali ha visitato i luoghi devastati dalla alluvione di ieri sera, recando conforto ai danneggiati. Lungo le vie è stato salutato calorosamente dalla popolazione. Indi il Principe ha proseguito per la vicina Gragnano.1

Le immagini

Questa è un’aerofotogrammetria dei luoghi interessati dall’alluvione, del 1943, epoca molto vicina a quella del nubifragio. Siamo all’intersezione tra le attuali via Tavernola e viale Europa, una delle zone più colpite nel 1935. (Architetto Salvatore Gallo)

Castellammare danneggiata da un nubifragio

Vista dall’alto della zona a noi oggi nota come Tavernola, anno 1943

Castellammare danneggiata da un nubifragio

I danni all’incrocio tra via Virgilio e via Tavernola

Castellammare danneggiata da un nubifragio

L’incrocio odierno tra via Virgilio e via Tavernola

Castellammare danneggiata da un nubifragio

Incrocio strada Tavernola e Viale Europa

Castellammare danneggiata da un nubifragio

Incrocio Viale Europa e Strada Tavernola

Castellammare danneggiata da un nubifragio

S. A. R. Umberto II di Savoia, via Tavernola

Castellammare danneggiata da un nubifragio

Strada Tavernola direzione passaggio a livello

Castellammare danneggiata da un nubifragio

Umberto II di Savoia in visita nell’agosto 1935 a Castellammare, sempre nei pressi di Via Tavernola

La seconda parte dell’articolo (Il Popolo del Friuli) fa riferimento alla visita del Principe di Piemonte a Castellammare di Stabia e Gragnano.2 È proprio grazie alle fotografie realizzate in quell’occasione che siamo riusciti a ricondurre la fotografia in esame a via Tavernola.

Le foto della visita a Gragnano

Si ringrazia l’architetto Salvatore Gallo per la supervisione e il contributo alla realizzazione del presente articolo.

Articolo terminato il 20 luglio 2026


1. Castellammare danneggiata da un nubifragio, Il Popolo del Friuli, giovedì 22 agosto 1935, XIII, pag. 2 1935.

2. Nel 1935, il Principe di Piemonte era Umberto II di Savoia. Figlio di Re Vittorio Emanuele III e della Regina Elena del Montenegro, è stato l’ultimo Re d’Italia (noto anche come il “Re di maggio”), prima della proclamazione della Repubblica nel 1946.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *