Archivi autore: Carlo Felice Vingiani

Informazioni su Carlo Felice Vingiani

Collaboratore di Redazione Carlo Felice Vingiani, Dottore in Farmacia, lavora presso la "Farmacia San Carlo - Gallerani". È collezionista di "cose stabiesi" e fervente meridionalista.

Le cartoline di Ciccio di Pozzano

Le cartoline di Ciccio di Pozzano

Collezione Carlo Felice Vingiani

Ciccio di Pozzano - Collezione privata Carlo Felice Vingiani

Ciccio di Pozzano – Collezione privata Carlo Felice Vingiani

La nostra città è stata da sempre luogo di miti, ricco di tradizioni e bellezze naturali. Fino a tutti gli anni ’70, era fra le mete privilegiate del turismo nel Meridione d’Italia.

Porta di accesso verso la costiera Sorrentina, centro termale ed escursionistico, nella stagione del boom economico, ha vissuto momenti di grande splendore culturale e turistico.

Oggi vi presentiamo, la serie completa di cartoline d’epoca di Carlo Felice Vingiani,

serie in cui è ritratta una delle più importanti tappe turistiche del XX Secolo, l’Albergo ristorante Ciccio di Pozzano, al tempo di proprietà della famiglia Di Maio.

Il Terremoto del 1980 in alcuni scatti dell’epoca

Il Terremoto del 1980 in alcuni scatti dell’epoca

articolo del dott. Carlo Felice Vingiani

Il Terremoto del 1980 a Castellammare

via Roma angolo via Alvino

Ore 19.34 del 23 Novembre 1980: 1′ 30″ che nei miei ricordi di bambino, riportano alla mente le parole della sigla di un anime, che sarebbe stata trasmessa in tv solo alcuni anni dopo, ma che mi sembra calzino a pennello:

“mai, mai scorderai
l’attimo
la terra che tremò
l’aria s’incendiò
e poi
silenzio”

Ecco, quello che mi è rimasto maggiormente impresso di quei momenti, è il silenzio che attraversò la città subito dopo la scossa sismica. Un silenzio irreale, rotto solo dagli sguardi stravolti, increduli, sgomenti, atterriti e preoccupati delle persone che si guardavano intorno senza capire del tutto cosa fosse accaduto.

Quel minuto e mezzo pose fine alla vita di 24 stabiesi e sconvolse profondamente quella di chi aveva perso i propri cari o la propria casa. Con la casa, molti persero tutto ciò che possedevano, ritrovandosi all’improvviso privi di ogni riferimento materiale e affettivo.

Chi oggi racconta quei giorni lo fa con la malinconia di chi ricorda la propria giovinezza o infanzia, ma anche con profonda consapevolezza. La consapevolezza di aver trovato la forza di ricominciare e di essere riuscito a fronteggiare persino la spaventosa forza della natura.

Forse è anche per questo che, quando negli stadi italiani o nei raduni della Lega Nord veniamo chiamati “terremotati”, non ci sentiamo offesi. Anzi, proviamo quasi un senso di orgoglio nel poterci fregiare della medaglia invisibile, ma potente, di sopravvissuti.

Le immagini che corredano questo articolo furono scattate su incarico dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Campania. Servivano a stilare un inventario dettagliato dei danni subiti dal patrimonio architettonico nei centri storici della regione.

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La nascita del Rione San Marco

La nascita del Rione San Marco

articolo del dott. Carlo Felice Vingiani

Rione San Marco (la nascita) - stralcio di articolo (coll. Carlo Felice Vingiani)

Rione San Marco (la nascita) – stralcio di articolo (coll. Carlo Felice Vingiani)

68 anni fa

Il 22 Novembre 1950 era in piena gestazione il nuovo Rione San Marco che, come si legge in questo articolo tratto dal quotidiano “Roma” (LEGGI ARTICOLO), avrebbe visto la luce entro il mese di Aprile dell’anno seguente.

L’embrione di quello che sarebbe divenuto uno dei quartieri più popolosi della città era costituito da sei palazzine “INA-CASA“, finanziate nel febbraio 1949 mediante un piano di intervento statale finalizzato alla costruzione di nuove case popolari.

Un Nuovo Rione a Castellammare di Stabia

Il nuovo rione sarebbe sorto “in una delle località più amene della città, nell’aprica e solatia zona del Campo Sportivo, che domina la lussureggiante pianura del Sarno, e che dal torrente San Marco che la irrora prende il nome”. Continua a leggere

Reliquia di San Catello

Tiempe belle ‘e ‘na vota

“Tiempe belle ‘e ‘na vota, tiempe belle addó’ state? Vuje nce avite lassate, ma pecché nun turnate?”, parafrasando per intero il ritornello di una vecchia canzone di Aniello Califano, rimettiamo all’attenzione degli affezionati lettori la presente rubrica in cui vengono raccolti, numerosi documenti che testimoniano in modo semplice ed affascinante un passato stabiese non molto remoto. Un passato che sembra essere distante anni luce dai giorni nostri e dal nostro moderno modo di vivere (o sopravvivere) in una società sempre più frenetica e opprimente, che impone un modus vivendi affannoso e alla continua ricerca della modernità o di una acclamata effimera moda del momento. Al fine di salvaguardare, in una vera e propria “banca del ricordo”, il passato tracciato dai nostri padri (il cui solco, purtroppo, per i motivi di cui sopra, sembra svanire e perdersi come le tracce sulla sabbia di un bagnasciuga battuto dalle onde di un incontrollabile burrascoso progresso), verranno qui raccolte e proposte delle rare immagini, locandine d’epoca e quant’altro possa testimoniare l’indiscutibile e fervente attività economica svolta a Castellammare di Stabia, nei bei tempi che furono…

Maurizio Cuomo

Reliquia di San Catello

Reliquia di San Catello

La reliquia di San Catello
( Patrono e Protettore della Città di Castellammare di Stabia )