Alfred Eisenstaedt foto di Castellammare
di Giuseppe Zingone
Alfred Eisenstaedt nacque il 6 dicembre 1898, a Dirschau, nella Prussia Occidentale, all’epoca parte dell’Impero Tedesco (oggi Tczew, in Polonia) morì il 23 agosto 1995 a Oak Bluffs, nel Massachusetts, negli Stati Uniti.1
Fotografo e fotoreporter tedesco naturalizzato statunitense, è considerato uno dei padri del fotogiornalismo moderno. La sua lunga e prolifica carriera, in gran parte legata alla rivista Life, ha prodotto alcune delle immagini più iconiche del XX secolo, tra cui il celebre “V-J Day in Times Square”, la foto del bacio tra un marinaio e un’infermiera, celebrava la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Dopo la Prima guerra mondiale, cominciò la sua carriera di fotografo nella Berlino degli anni ’20, un laboratorio di idee e rivoluzioni culturali. Lavorando per l’agenzia fotografica Pacific and Atlantic Photos — poi assorbita dall’Associated Press — affinò il suo stile: diretto, spontaneo, umano.
Tra il 1932 e 1934 fu in Italia, ho ritrovato le sue foto (senza tempo) credo scattate a Torre Annunziata, si tratta di un piccolo reportage sulla produzione di spaghetti. In una foto, s’intravedono dei ragazzi che portano spaghetti e subito dietro lo Scoglio di Rovigliano ed in fondo il Faito.2
Nel 1935, a causa delle persecuzioni razziali contro gli ebrei, Eisenstaedt emigrò negli Stati Uniti. Fu lì che trovò la sua vera casa e divenne una leggenda del fotogiornalismo. Quando entrò a far parte del neonato LIFE Magazine, la sua carriera esplose: più di 2.500 servizi fotografici e oltre 90 copertine portarono la sua firma.
Nel 1947 la rivista LIFE, chiede ad Eisenstaedt un reportage sullo stato del nostro paese, lui che lo aveva visitato e fotografato nel decennio precedente, qui alcune considerazioni odierne della rivista:
Un articolo di LIFE esaminava il panorama italiano del dopoguerra e si preoccupava che il Paese fosse “sull’orlo della rivoluzione comunista”.
Quella rivoluzione non avvenne, ma l’Italia, culla del Rinascimento, aveva comunque visto giorni migliori.
Per il suo articolo del 1947, LIFE inviò il fotografo Alfred Eisenstaedt in un tour del paese e molte delle sue foto documentano scene di sofferenza, con gli italiani che facevano del loro meglio per sopravvivere in mezzo agli edifici bombardati.
Ma anche in quei tempi difficili l’Italia appariva ancora splendida, ed Eisenstaedt catturò persino scene più vivaci, la maggior parte delle quali non finirono sulla rivista. Eisenstadt fotografò un Teatro alla Scala gremito a Milano, marinai americani che si godevano Piazza San Marco a Venezia e persone al lavoro nei pastifici e nelle cantine toscane.
E il resoconto generalmente pessimo dell’Italia fatto da LIFE quantunque riconosca che nonostante l’instabilità politica e la povertà preoccupante, c’erano ancora turisti in visita e si potevano trascorrere momenti piacevoli.
La fotografia (sopra) ha per titolo: Due donne passano davanti a un’edicola, Castellammare 1947, si tratta dell’edicola che si incontra salendo la popolarmente nota “salita o discesa del Mulino”, via Ponte Scanzano, foto segnalata dall’architetto Salvatore Gallo. L’edicola è ancora oggi visibile, da me documentata anche nella passeggiata per immagini: La collina di Castellammare.
Questa fotografia non si limita a un ricordo: essa commemora la Castellammare svanita, spesso al centro delle pagine del nostro sito. La strada che le due donne imboccano, deviando verso la collina del Solaro, oggi è scomparsa; fu murata, probabilmente all’inizio degli anni Sessanta, per far spazio al nascente complesso e al Parco delle Terme Stabiane.
Lo scatto di Eisenstaedt non solo ci rivela l’irrimediabile danno alla storia della viabilità pedonale, risalente a un’epoca in cui pochissimi possedevano l’automobile. Con rammarico, constatiamo che anche la bellezza originaria dell’edicola è stata manomessa, rendendola quasi volgare nella parte alta e dozzinale, come molte delle deturpazioni dei nostri tempi moderni.
“Per contestualizzare lo scatto dell’epoca ed offrire al lettore una vista zenitale dei luoghi sopra descritti, pubblichiamo di seguito due stralci aerofotogrammetrici risalenti all’anno 1956: il primo, un ingrandimento, ritrae la biforcazione suddetta e la posizione dell’edicola fotografata da Eisenstaedt, di cui s’intravede l’ombra proiettata”;
“La seconda immagine riprende invece, l’intero percorso della stradetta che, serpeggiando, s’inoltrava silenziosa, con un lato in trincea, tra gli ubertosi campi coltivati fino a ricongiungersi con l’abitato di Scanzano all’altezza dell’intersezione tra le attuali vie Muscogiuri e Monaciello”.4
Per meglio comprendere Alfred Eisenstaedt, aggiungiamo anche i suoi scatti (dal 1932 al 1934 circa), immagini belle, modernissime, quasi attuali, sulla produzione degli spaghetti a Torre Annunziata.
- Con gli spaghetti in spalla, dietro lo scoglio di Rovigliano ed il Faito
- Spaghetti essicatura
- Spaghetti essiccatura
- Spaghetti essiccatura2
- Pronti per packaging
- Immagazzinamento
- Scugnizzi e spaghetti
Articolo terminato il 3 novembre 2025
1. Fonti diverse riportano come data di morte, il 24 agosto 1995.
2. Le immagini di Torre Annunziata esposte nell’articolo sono di Eisenstaedt.
3. ANNO SANTO 1933-1934
NEL CENTENARIO DELLA REDENZIONE PER COSÌ FAUSTO FOTO MON. D. GIUSEPPE PALMIGIANO E PER RICORDO LAPURA D’ANМЕ СUI ATTESE PER 32 ANNI IN QUESTA PARROCCHIA DEL SS. SALVATORE DISPOSE E PROVVIDE ALLA EREZIONE DI QUESTO MONUMENTO OSANNA AL SS. CROCIFISSO E PROMOSSE CON I SUOI FIGLIANI UNA SANTA LEGA CONTRO LA BESTEMMIA ORRENDO DELITTO VIZIO NEFANDO.
SAN FRANCESCO DI SALES UN GIORNO PROCLAMÒ OH QUANTO È BUONO STARE COL CROCIFISSO IO VOGLIO FARE TRE TABERNACOLI UNO NELLE SUE MANI UNO NEI SUOI PIEDI ED IL TERZO NELLA FERITA DEL SUO COSTATO LÌ VOGLIO LEGGERE E PARLARE LA RIPOSARE.
4. La spiegazione tecnica è dell’architetto Salvatore Gallo.















