La storiella del piscialetto: aneddoto stabiese per ricordare una pianta pericolosa

Sono certo che vi state chiedendo che cos’è il piscialetto? Potrei rispondere che si tratta di una pianta, ed è vero. Ma non è soltanto questo, è anche una storiella che da bambino avrò ascoltato un milione di volte. Non so chi l’abbia ideata, ma sono sicuro che chi l’ha fatto, conosceva bene la natura e amava i bambini. Ed è proprio ai bambini che la storiella del “piscialetto” è dedicata. Grazie alla domanda di un bimbo il suo ricordo è riaffiorato nella mia memoria.

Passeggiare con i bambini è un’esperienza meravigliosa. Non importa che tipo di itinerario si segue: in città, in campagna, al mare o in montagna. Non ci si annoia mai, c’è sempre qualcosa da vedere e da scoprire e vi assicuro che niente è più gratificante del saper rispondere a qualcuna delle mille domande che un bambino ti può fare.

Uno degli itinerari più belli, che maggiormente stimolano la fantasia dei più piccoli, è quello del parco della reggia di Quisisana a Castellammare di Stabia.
A pochi minuti dal caotico centro cittadino ogni bambino può avvicinare quanto di più bello la natura ci offre.

Proprio in una delle escursioni alla reggia di Quisisana, mio nipote Mario mi ha chiesto: “Zio, che pianta è questa?”. Gli ho risposto: “Beh, questo è il “piscialetto”, si tratta di una pianta magica. Devi sapere che se un bambino la tocca non passerà la notte senza fare la pipì nel letto”.

Ovviamente la pianta non è stata toccata. Ma ai bambini bisogna raccontare sempre la verità. Gli ho spiegato, quindi, che la storia del “piscialetto” era stata inventata tanto tempo fa per evitare che i bambini si facessero male perché quella che lui aveva visto è una pianta pericolosa: un’Euforbia. Tutte le piante che appartengono alla famiglia delle Euphorbiaceae contengono un lattice bianco, irritante e velenoso. Basta tirare una foglia o spezzare un rametto per farlo uscire e quindi è saggio non toccare la pianta.

“Ecco le Euforbie che crescono nei monti di Stabia, ricordatevi di non toccarle!”

N.d.A.
Le sette specie di Euforbia che crescono nei monti di Stabia sono tutte localmente conosciute col termine piscialetto. Queste piante sono abbondantemente presenti in tutto il territorio stabiano perché favorite nell’espansione dalla loro notoria tossicità che le rende inappetibili agli animali erbivori.

Ferdinando Fontanella
Twitter: @nandofnt

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Collaboratore di Redazione

Naturalista e giornalista pubblicista, è laureato in Scienze della Natura, con specializzazione in Divulgazione naturalistica e Museologia scientifica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

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