Archivi categoria: Storia & Ricerche

In questa rubrica (anima del sito), sono pubblicate brevi storie e le ricerche  
effettuate dal Libero Ricercatore nella città di Castellammare di Stabia.

Le immagini incoronate della Madonna

Il rito delle “incoronazioni mariane” si fa risalire al nobile Alessandro Sforza Pallavicini, il quale lasciò cospicui beni al Capitolo di San Pietro in Vaticano purché dopo la sua morte, come scritto nel testamento del 3 luglio 1636, provvedesse a incoronare le immagini più celebri della Vergine1.

A Castellammare ci sono sei Immagini della Madonna che, per i loro pregi artistici, per l’antichità e per la grande devozione dei fedeli, sono state incoronate con decreto del Rev.mo Capitolo Vaticano, in accoglimento del desiderio del popolo stabiese. A seguire ve le proponiamo corredate da una breve descrizione.


Le immagini incoronate della Madonna

Santa Maria della Sanità

Santa Maria della Sanità

Titolo dell’Immagine: Santa Maria della Sanità
Data del rito dell’Incoronazione: 21 aprile 1912
Prelato che ha proceduto al rito: (*) Vescovo Michele De Iorio


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  1. da: Luoghi dell’Infinito – “Val d’Ega, la fede delle Dolomiti”, articolo di Paolo Simoncelli

Un giornalista d’altri tempi: Ugo Cafiero

Un giornalista d’altri tempi: Ugo Cafiero

Primi appunti per una biografia del grande giornalista e antifascista stabiese

articolo di Raffaele Scala

Castellammare di inizio ‘900

Premessa

Per capire chi sia stato Ugo Cafiero basterebbe citare un solo episodio, quello raccontato da Matteo Cosenza nel suo bel libro, Il compagno Saul, edito da Rubettino nel 2013, dove l’autore racconta una storia che il padre ricordava spesso e che vede protagonista proprio il nostro personaggio. Ricordiamolo anche noi:

Di fronte alla sua abitazione (della famiglia di Saul Cosenza) di Piazza San Matteo, c’era e c’è, Villa Cafiero, una delle tante dimore estive che napoletani facoltosi, spesso nobili, avevano costruito nei decenni trascorsi nella zona collinare di Quisisana, sulla scia dei Borbone che avevano edificato nell’omonimo bosco alle falde del Faito, un loro Palazzo Reale. Chi non poteva entrare a Villa Cafiero ne raccontava faville e qualcuno del posto che andava lì a prestare la propria attività (cuochi, domestiche, giardinieri), alimentava discretamente queste favolose narrazioni. Una, però, non era fantasiosa e riguardava una data storica: la dichiarazione di entrata in guerra dell’Italia. La sera del 10 giugno 1940 un gruppo di antifascisti napoletani raccolti nella villa dei Cafiero brindò con champagne la fine del fascismo dopo il discorso di Mussolini a Piazza Venezia. [1]

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Il Cantiere di Castellammare, nelle opere di Ducros

a cura di Gaetano Fontana

Intenzionato ad approfondire una personale ricerca sul cantiere navale di Castellammare, con enorme sorpresa, in questi giorni mi è capitato di rintracciare una serie di opere pittoriche di Abraham-Louis Ducros1 Questa piccola, fortunosa scoperta mi ha entusiasmato al punto che mi è sembrato doveroso condividerla con gli affezionati lettori di LR, utenti dal palato fine che di certo apprezzeranno quella che senza alcuna ombra di dubbio risulta essere una testimonianza storica che inconfutabilmente prova quanto, nei tempi andati, sia stata importante la nostra bellissima città.

Considerando che il cantiere di Castellammare fu fondato nel 1783 e che il periodo di permanenza a Napoli di Ducros va dal 1794 al 1799 (data certa in quanto fu accusato di Giacobismo ed allontanato), possiamo benissimo dire che queste opere pittoriche sono tra le prime rappresentazioni che immortalano il nostro cantiere ancor prima che assumesse l’aspetto attuale (fisionomia assunta in seguito alle opere di ampliamento volute da Gioacchino Murat nel 1808). Continua a leggere

  1.   Abraham-Louis Ducros nasce Moudon (Cantone di Vaud  in Svizzera) il 21 luglio 1748. Dopo aver viaggiato molto in Europa dal 1794 al 1799 si stabilisce  a Napoli. Tra i suoi innumerevoli clienti vi fu il ministro John Francis Edward Acton per il quale eseguì un numero elevato di paesaggi e vedute da arredare una intera stanza. In particolare Acton gli commissionò anche molte vedute del Cantiere Navale di Castellammare. che immortalano la nostra Castellammare così come si presentava a fine 1700.

L’eruzione del Vesuvio del 1906

articolo a cura di Maurizio Cuomo

Nella pagina riportiamo la cronaca dell’eruzione del Vesuvio avvenuta nell’aprile del 1906, sicuramente uno degli eventi più suggestivi ed intensi di vita cristiana, vissuti nella città di Castellammare di Stabia negli ultimi secoli. La suddetta cronaca estrapolata da due scritti d’epoca è tratta dagli archivi della Cattedrale stabiese.

Particolare di un dipinto di Francesco Filosa (Cattedrale stabiese)

Protezione della liberazione ottenuta nella terribile eruzione del Vesuvio mediante l’intercessione del nostro Protettore San Catello (libro VI delle conclusioni del Capitolo Stabiese pag. 18).

Fin dal giorno 2 aprile di questo corrente anno 1906 il vicino monte Vesuvio manifestò segni precursori di una eruzione. Aumentò l’attività nei giorni 5, 6, 7, con emissione continuata di lava di fuoco in vari punti, con sbuffi di cenere e sabbia, accompagnati a brevi intervalli da forti boati. Nella notte però dal 7 al 8 di detto mese, giorno di Domenica delle Palme, l’eruzione pigliava tali proporzioni da ridestare la più grave costernazione ed il più intenso terrore, in un tratto si aprivano varie bocche che gittavano laghi di fuoco, sicché tutto il Vulcano sembrava diventare una massa di fuoco presentando terrificante spettacolo. Allo spuntare dell’infausto giorno 8 immensa folla di gente di questa nostra città corse nella nostra Cattedrale fatta aprire ben per tempo e supplicava l’aiuto del nostro amato Protettore S. Catello, e più nostro vivo il desiderio che il venerando simulacro fosse portato fuori la Chiesa a vista del … monte. Continua a leggere

La Basilica di Pozzano e la patrona di Castellammare

La Basilica di Pozzano e la patrona di Castellammare

di Giuseppe Zingone

Basilica di Pozzano, foto Martina Cesarano

Basilica di Pizzano, foto Martina Cesarano

Pozzano è per gli stabiesi, una località amena e ricca di storia, per altri, un luogo suggestivo, traboccante di ricordi legati alla Pasqua, di cui oggi ci resta solo qualche foto sbiadita.

Pozzano in una guida inglese della seconda metà dell’Ottocento: “Il convento di Pozzano, fondato da Gonsalvo di Cordova nel 16 secolo, sorge sul sito di un tempio di Diana. La croce di legno di fronte ad esso si erge su un antico altare, (piedistallo) scoperto nel 1585. La chiesa ha un’immagine della Vergine trovata in un pozzo nell’undicesimo secolo, e tenuta in molta venerazione da parte dei contadini del distretto.1

'O Lunnerì 'e Puzzano (foto Liberoricercatore)

‘O Lunnerì ‘e Puzzano (foto Liberoricercatore)

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  1.  John Murray, A Handbook for Travellers in Southern Italy, London 1865, Fifth edition, pag. 263.