Archivi categoria: Storia & Ricerche

In questa rubrica (anima del sito), sono pubblicate brevi storie e le ricerche  
effettuate dal Libero Ricercatore nella città di Castellammare di Stabia.

Villa Acton

Villa Acton

a cura di Giuseppe Zingone

Così scrive il professor Giuseppe D’Angelo di Villa Acton: “Questa è la villa più antica, in ordine di tempo e fu edificata in una proprietà dei marchesi Pellicano nella zona di via Sanità, dal generale John Acton, ministro di Ferdinando IV, su progetto dell’architetto stabiese Catello Troiano, nell’anno 1789“. Nota come Villa Acton “perchè nel 1789 don Pietro Pellicano aveva concesso in enfiteusi la propria villa con il parco al generale John Acton, ministro di Ferdinando IV di Borbone, che la ampliò”.1

Villa Acton, proprietà Gaetano Fontana

Villa Acton, stampa collezione Gaetano Fontana

Quante volte ci siamo chiesti come potevano essere in origine e nel loro splendore queste Ville  nobiliari sorte intorno a Quisisana. Ebbene la completa descrizione dell’Abate D. Francesco Sacco, viene qui riportata per intero, per soddisfare la nostra vorace curiosità.

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  1. Per altre interessanti notizie su Villa Acton si rimanda al libro di Giuseppe D’Angelo, La Castellammare Borbonica 1734-1860, Lulu.com, 2014 pag. 33-35.

Storia di un sindacalista stabiese

Premessa

“In questi anni ho raccontato tante storie di tanti personaggi della nostra Castellammare, tanti volti, sconosciuti ai più, tanti fatti, pur importanti, ignorati dalla nostra comunità. Ormai siamo un popolo senza memoria, ma grazie a gente tenace come quelli di Libero Ricercatore, come tante formiche che accumulano scorte per fare fronte al lungo inverno, così riusciremo a lasciare tracce della storia della nostra Città e ai pochi o i tanti che leggono lasceremo il testimone della Castellammare che fu e che ci auguriamo continuerà ad essere. 

Ora mi permetto di lasciare una storia anomala, di fare un piccolo peccato di vanità, raccontando una storia diversa, quella di un personaggio di cui non faccio mai il nome ma del quale non ci vuole molto a capire chi sia in realtà. A suo modo ha percorso una strada importante, altra gliene resta, spero ancora per molto. In fondo a quelli che non credono in un’altra vita, l’unica speranza di immortalità consiste nel ricordo che riesce a lasciare di sé agli altri. Piccole vanità di piccoli comuni, umani mortali”.


Storia di un sindacalista stabiese

di Raffaele Scala

Venne al mondo un sabato, alle quattro del mattino, a Scanzano, nella casa al primo piano di via Santa Caterina, 17. Era l’anno in cui in Italia iniziarono le prime, timide trasmissioni televisive, la scatola magica destinata a trasformarsi nel nuovo focolare che avrebbe inchiodato sulla poltrona le famiglie di ogni ceto e classe sociale e portato alla chiusura di tante sale cinematografiche. Nacque in quel borgo di origine romana, sul colle del Solaro, allora ancora non offeso dal cemento delle Nuove Terme Stabiane, dall’albergo e dagli altri manufatti, ma fertile terreno coltivato dai contadini che si erano liberati degli antichi latifondisti negli anni successivi al primo conflitto mondiale.

Panorama dal colle del Solaro

Panorama dal colle del Solaro

Era il terzo di otto figli, il padre operaio in una fabbrica di legnami, la Rosa Rosa Legnami, e la madre casalinga. Frequentò le scuole elementari al Cicerone, nell’istituto appena inaugurato, le medie alla, Francesco Di Capua, la ragioneria alla Luigi Sturzo e l’Università alla Federico II, dove si laureò in Sociologia.
Racconta una leggenda familiare che tra gli otto figli era il più fortunato, o almeno era questa l’aurea di cui era circondato. Non si è mai saputo il motivo. Secondo la madre questo derivava dal fatto che appena nato era stato preso tra le braccia della bisnonna Nunzia, vedova da 36 anni. E lei ora, in quel fatidico anno della nascita del terzo pronipote, di anni già ne contava 77. Gliene restavano da vivere ancora tredici. Continua a leggere

Stabiae: Villa San Marco

articolo di Maurizio Cuomo

paesaggio villa san marco

Villa San Marco

Tra i siti archeologici di Castellammare di Stabia, particolare attenzione merita villa San Marco; tanto si è scritto in merito, per cui Libero Ricercatore cercherà di essere sintetico e allo stesso tempo esauriente. Situata sul pianoro di Varano, fu completamente sepolta dalla celeberrima eruzione vesuviana del 24 agosto del 79 d.C., che stessa sorte riservò alle vicine città di Ercolano, Oplonti e Pompei.

Villa San Marco (il colonnato)

Villa San Marco – il colonnato (foto Maurizio Cuomo)

Villa San Marco, quasi del tutto dimenticata, venne esplorata diversi secoli dopo dai Borbone (ricercatori che operarono sul nostro territorio dal 1749 al 1782), i quali, sin dai primi scavi, si resero conto che la pioggia di cenere e lapilli, antica portatrice di morte e distruzione, paradossalmente, poteva essere considerata una manna dal cielo, per l’ottimo stato di conservazione in cui aveva mantenuto la struttura del complesso archeologico e i numerosi reperti ritrovati.

Dopo un periodo spento dal punto di vista archeologico, finalmente nel secolo scorso (secondo il diario di scavo i lavori iniziarono a far data dal 16 febbraio 1950 e proseguirono con sacrificio e con alterne fortune fino al 1962), Stabiae rivide definitivamente la luce, grazie al nostro illustre concittadino Libero D’Orsi.

In particolare, villa San Marco è il risultato del così definito “scavo A”, operato sul fondo Gaspare De Martino e fondo Massa (guardando la collina dalla Città il sito è posto sull’estrema sinistra), la suddetta denominazione vi è stata attribuita perché la Villa è situata dove nella seconda metà del 1700, fu costruita una cappella dedicata a San Marco, ormai del tutto scomparsa.

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Banca della Memoria dei Marinai

( archivio Antonio Cimmino )

Un archivio aperto che si prefigge di raccogliere e di arricchirsi giorno per giorno con le vostre testimonianze.

Banca della Memoria dei Marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia

Banca della Memoria dei Marinai del Compartimento Marittimo di Castellammare di Stabia

“Da secoli, Castellammare è legata alla Marina, a cominciare dall’Armata di Mare, passando per la Regia Marina per approdare alla Marina Militare. Migliaia di suoi cittadini hanno servito, in pace ed in guerra, sulle navi e nelle postazioni a terra, indossando il solino blu. Centinaia di essi sono morti e riposano in fondo al mare ed altrettanti sono stati decorati per episodi di valore legati principalmente alla solidarietà che tra la gente di mare trova la sua massima espressione. Estremamente affascinato da questo mondo ho iniziato a raccogliere: foto, storie e testimonianze, sia dai diretti interessanti che dai loro familiari, ed ho riscontrato con stupore che tutte palesano il profondo amore che gli stabiesi nutrono per la Marina e l’indissolubile legame per il naviglio varato nel nostro glorioso cantiere”.

Antonio Cimmino


Ultime schede inserite

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Il Capitano della Guardia di Finanza Giovanni Acanfora

a cura di Gaetano Fontana

Nel maggio 2013, una casa di produzione americana, la “Listen Prodution” di Santa Monica annunciò che avrebbe prodotto un film sulle Foibe. Il film intitolato appunto “Foibe”, sarebbe stato diretto da John Michael Kane e girato tra Trieste e Hoolywood ed avrebbe impegnato un gruppo di grandi artisti che vanta ben 12 Oscar vinti e 30 Nomination. Ci dovevano essere 152 ruoli ed un migliaio di comparse. Gli attori sarebbero provenuti dalla Repubblica Ceca, Svezia, Polonia, Russia ed ovviamente dall’Italia. Tra gli attori italiani avremmo trovato Alessandro Haber, Gianni Bruschetta, Arnaldo Harzarich, Norma Cossetto, Giobbe Covatta, Karolina Porcari, Fabio Camilli ed infine Nicolas Vaporidis. Le riprese sarebbero iniziate a gennaio 2012 e doveva essere presentato al pubblico il 10 febbraio 2013 “Giorno del Ricordo“ in memoria delle vittime delle Foibe. A noi stabiesi la notizia sembrerebbe non riguardare particolarmente, le foibe sono a Trieste, mille chilometri da qui. Però il dott. Antonio Cimmino ha notato che il film avrebbe narrato  anche la triste storia di un Capitano della Guardia di Finanza certo Giovanni Acanfora  che è nato a Castellammare. Il film  al momento (febbraio 2017) non è  ancora andato in produzione.

Ho voluto fare una ricerca su questo nostro concittadino. Innanzitutto, ho cercato qualche parente che vivesse ancora a Castellammare. Nella ricerca sono stato fortunato . Non solo l’ho trovato, ma questa persona mi è stata di fondamentale aiuto per la ricerca stessa. Si tratta del sig. Franco Acanfora cugino di primo grado del capitano Giovanni Acanfora (figlio del fratello maggiore del padre).

Capitano Giovanni Acanfora

Andiamo per ordine. Il capitano Giovanni Battista Acanfora nasce a Castellammare il 10 febbraio 1911 da Luigi (commerciante) e da Castellano Maria Carmela alle ore 9,15 in via S. Caterina 77 (palazzo Madonna della Libera) come si evince dall’atto di nascita in allegato. Continua a leggere