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DOMENICA 10 APRILE
2011
(ore 19,00)
Chiesa
parrocchiale del SS. Salvatore ( Scanzano - C/mare
di Stabia )

Le note dell'organo ottocentesco della chiesa parrocchiale del SS.Salvatore di Castellammare di Stabia ritornano a risuonare di bellezza dopo un accurato lavoro di restauro. Domenica 10 aprile alle ore 19.00 è prevista l'inaugurazione, con la benedizione dello strumento da parte di S.E. mons. Felice Cece, arcivescovo della diocesi Sorrento-Castellammare di Stabia, a cui seguirà un concerto del maestro organista Michele Tuoro e della corale parrocchiale, diretta da Sr Miriam Giuliano, alcantarina, accompagnata all'organo dal giovanissimo Giovanni Palumbo.
L'organo fu realizzato nel 1891(o probabilmente nel 1894, come risulta da alcuni antichi registri parrocchiali)) dal maestro organaro Pietro Sar(r)acini di Alvito; situato nella cantoria sul portale d'ingresso della chiesa, è uno strumento a tastiera unica, secondo la tradizione organara italiana. I suoni sono emessi attraverso un sistema di 538 canne di piombo e di legno (alcune di origine settecentesca), le cui dimensioni e fatture variano a seconda delle note e dei timbri che riproducono. L'organo è in grado inoltre di riprodurre una complessa sinfonia di suoni grazie alla presenza di vari registri di interessante effetto sonoro, come il Principale, il Tremolo, il Contrabbasso, il brillante e robusto Ripieno, l'intensa e rotonda sonorità dei Flauti, di cui uno completamente in legno, la vibrante Voce Umana, la Tromba che con la sua forza riempie la bella chiesa.
A causa di diversi interventi, l'organo ha subito nel tempo molti danni, giungendo al restauro completamente smontato. Il restauro, iniziato nel 2007, è stato portato a compimento dalla ditta A. Bevilacqua, presso il laboratorio di Torre dei Nolfi (AQ), con la ditta Breglia che ha curato il restauro della cassa armonica lignea e con Paolo Ciabatti, che si è occupato invece della parte fonica.
Secondo la relazione tecnica di Eligio Bevilacqua, l'organo si mostra “ad un'analisi attenta dei materiali e delle componenti, uno strumento di ottima fattura dell'arte italiana”.
Il programma del concerto prevede l'esecuzione di brani classici: Sonata seconda in Fa maggiore (A. Lucchesi); Bir du bei mir (J. S. Bach); Psallite Deo nostro (M. D. Bartolucci); Veni Creator Spiritus (gregoriano); Trumpet voluntary (J. Travers); Resta con Noi (J. S. Bach); Victimae Pasquali Laude (gregoriano); Toccata secondo tono (B. Pasquini); Canto di gloria (Nino Rota).
L'organo ritornato all'antico splendore non soltanto è segno di bellezza per l'intera comunità, ma rappresenta anche un legame che supera il tempo: è un dono che viene dal passato da parte di chi ha avuto uno sguardo alle generazioni future.
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