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Le immagini della memoria

( della città di Castellammare di Stabia )

Nella rubrica “Le immagini della memoria”, esponiamo per il piacere di poterle rivivere (sia pur soltanto mentalmente), alcune vecchie immagini (inquadrature inedite, particolari interessanti e scorci suggestivi) della città di Castellammare di Stabia.

ultime immagini inserite:

Villa Comunale - anno 1959 (foto gentilmente concessa da Onofrio Iezza)

Villa Comunale – anno 1959 (foto gentilmente concessa da Onofrio Iezza)

Villa Comunale (anno 1959)

fanciullo con pallone gonfiabile… sullo sfondo bagnanti e le mitiche cabine sulle palafitte

( per gentile concessione del sig. Onofrio Iezza )

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Scanzanesi in fuga da Sparanise

nei ricordi di Raffaele Cimmino

Mi chiamo Rafele e sono figlio di Mariuccia ‘e Tittone, abitavo a Scanzano a Via Santa Caterina n. 2 nel primo palazzo sulla destra dopo il largo “Miezo ‘a guardia”, con mia madre e mio fratello Peppe. Mia madre era vedova del marito Antonio dal 1923 e si arrangiava a lavorare saltuariamente nella fabbrica dell’olio. Mio fratello, invece, era muratore; dopo essere stato a lavorare ad Adissa Abeba come operaio militarizzato dopo il servizio militare nella Regia Marina. Era del 1910 e allo scoppio della guerra non fu richiamato perché dall’Africa si era portato una lieve forma di malaria. Io sono del 4 gennaio del ‘17 e, dopo il servizio di leva, sempre nella R.M., fui trattenuto fino all’armistizio. Avevo una sorella, più grande di me, si chiamava Teresa e si era sposata con Ciccio del rione spiaggia e abitava a Via Partoria angolo Vico Trecase. Dal loro matrimonio era nata mia nipote Cristinella. Il padre Ciccio, assieme ai fratelli Antonio e Ferdinando, a Giacomino ‘e Giacobbe ed altri, lavorava nella “carovana” della ferrovia, una specie di cooperativa di scaricatori dei treni merci. Anche lui era stato in Marina sul cacciatorpediniere Scirocco, ma non era stato richiamato forse perché sposato e con prole. Mio cognato era un tipo dritto, era tra quelli che avevano protestato contro la guerra a Castellammare nel 1943 prima dell’armistizio. A lui ero particolarmente legato sia perché più grande di me e sia perché marito della mia unica sorella, punto di riferimento in assenza di mia madre spesso al lavoro. Si era a metà del mese di settembre 1943 e a Castellammare erano successe cose turche.

 Cantiere navale di Castellammare (veduta d'insieme della distruzione)

Cantiere navale di Castellammare (veduta d’insieme della distruzione)

I tedeschi avevano ucciso dei marinai e altri militari e distrutto il cantiere navale ed altre fabbriche, nonché ammazzate molte persone. Durante il saccheggio della Cirio, non riuscii a prendere nulla perché la notizia era arrivata tardi a Scanzano. Continua a leggere

Leggo e ripropongo…

gli articoli che riguardano in qualche modo la nostra Castellammare, ma di altrui firma, vengono riproposti a beneficio dei nostri lettori nella rubrica ” Leggo e ripropongo… “.

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A volte davvero non si riesce a comprendere, perché a Castellammare si ostacolino quelle poche, belle, realtà territoriali… a malincuore apprendiamo che la prossima mostra presepiale organizzata dagli amici dell’ASAP (Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe), rischia di saltare perché Cappella Sant’Anna (sua location storica) è andata in affidamento ad altre associazioni… A seguire il comunicato apparso in questi giorni sul web:

MOSTRA DI ARTE PRESEPIALE CITTA’ DI CASTELLAMMARE DI STABIA/CAPPELLA SANT’ANNA

Per chi ha avuto il piacere di farci visita, pubblichiamo e foto dell’allestimento dello scorso Natale perché, a futura memoria, con ogni probabilità, darà testimonianza dell’ultima mostra presepiale fatta a Cappella Sant’Anna.

Cappella Sant'Anna - L'ultima mostra presepiale

Cappella Sant’Anna – L’ultima mostra presepiale


Non accampiamo pretese, non lo abbiamo mai fatto, non rivendichiamo diritti per la mancata assegnazione di questo spazio, affidamento richiesto dalla nostra associazione dal 2010 per farne, come dichiarato mille volte verbalmente e per iscritto, un polo delle Arti, uno spazio dinamico, flessibile e condivisibile con tutti coloro che ne avessero fatto richiesta, nessuno escluso.
Fino ad oggi siamo stati in silenzio evitando polemiche inutili, la critica distruttiva non è nella nostra natura, in una “piazza” difficile come Castellammare, sappiamo bene che la strumentalizzazione politica è sempre dietro l’angolo e lo potrebbe essere ancor più in questo particolare periodo di grosse tensioni legate alla chiusura degli impianti termali ed agli annosi lavori di completamento della villa comunale.
Non polemizziamo, dunque, ma abbiamo il dovere morale di spiegare le cose come stanno.
Avevamo più di una ragione per credere nella VII Mostra, con l’avvicinarsi del Natale, avevamo iniziato a pubblicare le immagini delle mostre precedenti sulla nostra pagina facebook, eravamo certi che con un po’ di buona volontà si poteva trovare la soluzione che salvasse come si suol dire “capra e cavoli”, permettendo a migliaia di persone di continuare ad ammirare l’Arte dei presepisti stabiesi senza ledere i diritti degli assegnatari.
In più esisteva un Gentlemen‘s Agreement che il Sindaco nell’incontro del 7 settembre ha ricordato e ribadito più volte. A quanto pare questo patto non è stato né rispettato, né tantomeno preso in considerazione.
Ci è stato proposto di ridimensionare la mostra in termini di spazio rinunciando all’abside ed allo spazio centrale (che sarebbe stato occupato da palco e sedie) o in alternativa di accontentarci di uno spazio laterale, uno sgabuzzino fino a pochi mesi fa in uso ai messi notificatori.
Proposte inaccettabili per mille motivi, sicurezza dei visitatori in primis.
Se questa non è una mancanza di apertura, un tentativo di umiliare una manifestazione: bella, pulita, di successo, una di quelle rare iniziative (se non l’unica), a costo zero per le casse comunali, davvero non saprei come definire l’ostracismo che abbiamo subito.
Che dire, abbiamo tanto amaro in bocca e pur non comprendendo il motivo per il quale non siamo stati presi in considerazione per una gestione in sinergia della struttura, accettiamo questa decisione.
Ci dispiace deludere le migliaia di persone che ogni anno venivano a farci visita (diverse decine in 5 edizioni), i nostri Amici sostenitori e tutti gli appassionati del Presepe.
Nella speranza di portare a compimento il lavoro iniziato già da mesi ci rimane ancora qualche possibilità, una delle quali offerta dal Sindaco che ci ha proposto uno spazio alternativo nel quale poter esporre, proposta, che valuteremo con molta attenzione.
Come ben capirete, i tempi sono veramente ristretti all’osso per un cambio di location, ma faremo l’impossibile per non mancare al tanto atteso appuntamento Natalizio.
Cosa aggiungere… Auguriamo le migliori fortune alle associazioni che gestiranno Cappella Sant’Anna, nella certezza che sapranno fare grandi cose e rendere quella chiesetta ancora più bella di quanto siamo riusciti a fare noi.

Associazione Stabiese dell’Arte e del Presepe

Comunicato tratto da: facebook/PresepeStabia Continua a leggere

Giuseppe Abbagnale

a cura di Giuseppe Zingone

Giuseppe (1)

Giuseppe Abbagnale

Abbagnale, una famiglia fucina naturale di atleti, che ha dato e continua a dare soddisfazioni ad un paese, l’Italia, assetato di vero sport, un Olimpo di medaglie raggiunto con disciplina e sacrificio. Tutto questo in un Sud che negli anni Ottanta si riscopre “Canottiere” e le cui parole più in voga sembrano essere “Due con”, una specialità che ci ha visto imperare nel mondo, uomini che hanno dato lustro ad una Città nella quale tutto parla di mare. Continua a leggere

Salvatore ‘o cuzzecaro

a cura di Enzo Cesarano

Nella presente pagina di LR, seppur brevemente, ho il piacere di ricordare Salvatore Schettino, un figlio di Stabia molto noto agli estimatori dei cosiddetti frutti di mare, un uomo che con il suo particolare lavoro, contribuiva a rendere caratteristica la nostra “piccola città”.

Salvatore 'o cuzzucaro (foto gentilmente concessa dal figlio Leopoldo)

Salvatore ‘o cuzzecaro (foto gentilmente concessa dal figlio Leopoldo)

Salvatore, detto ‘o cuzzecaro, per anni (dal ’60 circa fino alla fine degli anni ’80) ha venduto prodotti ittici sul suo “puosto” di via Bonito, un banco ittico che affacciava sul porto a poca distanza dal mare della sua cara Stabia. Continua a leggere