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La Corsa del Re – XVI Memorial Nino Forte

Locandina della Gara

La Corsa del Re – XVI Edizione Memorial Nino Forte

articolo di Corrado Di Martino

Domenica 22 aprile 2018, all’interno del parco della Reggia di Quisisana, si disputa, il XVI Memorial Nino Forte, corsa di 10 km misti, dedicata alla memoria dell’indimenticabile pluri-atleta Nino Forte.

Di lui si ricordano le circum-navigazioni in canoa delle grandi isole del Mediterraneo, le maratone del Passatore, la grande passione per lo sport, fra cui il nuoto di cui era apprezzato istruttore, la progettazione di un percorso podistico attraverso i Boschi di Quisisana, atto soprattutto, a valorizzare l’aspetto eco-naturalistico delle nostre colline. La gara podistica aperta a tutti previo iscrizione, prende il via all’interno della Reggia di Quisisana; sviluppandosi poi attraverso i Sentieri Borbonici, pregni di storia e di vita naturale. Dieci chilometri, piuttosto sfidanti per gli atleti, ma l’allegria dei partecipanti e degli spettatori, come ogni anno allevieranno le fatiche. In previsione della gara, è stata organizzata, a partire dalle ore 9,00, una escursione guidata con l’accompagnamento di conoscitori dei giardini della Reggia. A fine gara, perché no, sarà organizzata una festa della pasta e, i presenti potranno assaggiare un gustosissimo pasta, patate e provola.

Per qualsiasi informazione rivolgersi ai recapiti di seguito: info@antaresfreerunerstabia.it – www.antaresfreerunnerstabia.it – 3287640434 – 0818728271

La costruzione del Cine-Teatro Montil

La costruzione del Cine-Teatro Montil

a cura di Corrado Di Martino

Vista di insieme Cine-Teatro Montil – foto di Raffaele La Nave

Natale Montillo (Castellammare di Stabia 5 maggio 1898 – Castellammare di Staba 13 novembre 1965), attore, produttore, regista e sceneggiatore italiano; in seguito ai ricavi del suo ultimo film: Balocchi e Profumi, con Tamare lees, Cesare Danova, Roberto Risso, Tecla Scarano che poi visse a Castellammare, lo stesso Montillo ed altri ancora; nel 1953 diede il via alla costruzione del Cinema Teatro Montil.

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Un giornalista d’altri tempi: Ugo Cafiero

Un giornalista d’altri tempi: Ugo Cafiero

Primi appunti per una biografia del grande giornalista e antifascista stabiese

articolo di Raffaele Scala

Castellammare di inizio ‘900

Premessa

Per capire chi sia stato Ugo Cafiero basterebbe citare un solo episodio, quello raccontato da Matteo Cosenza nel suo bel libro, Il compagno Saul, edito da Rubettino nel 2013, dove l’autore racconta una storia che il padre ricordava spesso e che vede protagonista proprio il nostro personaggio. Ricordiamolo anche noi:

Di fronte alla sua abitazione (della famiglia di Saul Cosenza) di Piazza San Matteo, c’era e c’è, Villa Cafiero, una delle tante dimore estive che napoletani facoltosi, spesso nobili, avevano costruito nei decenni trascorsi nella zona collinare di Quisisana, sulla scia dei Borbone che avevano edificato nell’omonimo bosco alle falde del Faito, un loro Palazzo Reale. Chi non poteva entrare a Villa Cafiero ne raccontava faville e qualcuno del posto che andava lì a prestare la propria attività (cuochi, domestiche, giardinieri), alimentava discretamente queste favolose narrazioni. Una, però, non era fantasiosa e riguardava una data storica: la dichiarazione di entrata in guerra dell’Italia. La sera del 10 giugno 1940 un gruppo di antifascisti napoletani raccolti nella villa dei Cafiero brindò con champagne la fine del fascismo dopo il discorso di Mussolini a Piazza Venezia. [1]

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‘O Lunnerì ‘e Puzzano

Gli anni ’30 a Castellammare
( nei ricordi dello stabiese Gigi Nocera )

Durante il corso della vita molte volte capita di ricordare fatti e avvenimenti del passato che ci hanno visto, non sempre inconsapevolmente testimoni o protagonisti. Per esempio, quando avevo 10/12 anni ricordo molto bene il varo di due navi, la “Amerigo Vespucci” e la “Giovanni delle Bande Nere”; navi divenute poi famose chi per un verso chi per l’altro. Oggi però non voglio parlare di questo; semmai lo farò un’altra volta.


Oggi, in occasione delle festività per la Resurrezione di Cristo, voglio ricordare come la maggioranza dei cittadini trascorreva il lunedì del dopo Pasqua.
Srotolando la matassa dei miei ricordi inerenti quei giorni, due fatti sono risaltati netti: il primo bagno di mare e la gita a Pozzano con relativa merenda.
Il primo tuffo in mare avveniva regolarmente a mezzogiorno del Sabato Santo, quando le sirene del Cantiere e quelle delle navi in porto annunciavano la Resurrezione. In quel momento, puntualmente, dall’amata e mai dimenticata “Banchina ‘e zì Catiello” ci buttavamo a mare, pur col brutto tempo. Nella nostra interessata concezione era un rito e si doveva rispettare.
Della gita a Pozzano lo spunto me lo ha dato anche una bella cartolina degli anni “30” che l’amico Enzo Cesarano mi ha fatto pervenire nei giorni scorsi.

'o Lunnerì 'e Puzzano (cartolina di Enzo Cesarano)

‘o Lunnerì ‘e Puzzano (cartolina di Enzo Cesarano)

In questa cartolina si vedono, sul piazzale della Basilica, numerose bancarelle che espongono e vendono giocattoli, bibite e leccornie varie. Queste modeste e disadorne bancarelle erano schierate anche, una dietro l’altra, sulla salita che porta alla chiesa. Dato che la strada era stretta (in terra battuta e naturalmente polverosa), erano schierate soltanto su un unico lato. Continua a leggere

Il Sabato Santo

Il Sabato Santo

a cura di Tullio Pesola

Il Sabato Santo – Foto F. Fontanella

Se il Natale è la festa più attesa dell’anno, una festa magica che raccoglie la famiglia, che riunisce i parenti lontani, che più fa sentire il calore di una casa, la Pasqua, invece, è la festa della gioia, dell’esplosione della natura che rifiorisce in Primavera, ma soprattutto del sollievo, della giocondità che si prova, perché ci libera di una mestizia che creava angoscia; proprio così, in quanto per noi cristiani Essa è la dimostrazione che la Resurrezione di Gesù non era una vana promessa, ma una realtà. Nella liturgia della Chiesa cattolica la settimana santa è la principale settimana dell’anno liturgico, che va dalla domenica delle palme al sabato santo, e ha per scopo la commemorazione della Passione di Cristo dal suo ingresso messianico in Gerusalemme, concludendosi con la sua resurrezione.

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