Il mercato nel 1842

a cura di Maurizio Cuomo

Per il piacere di conoscere più approfonditamente la nostra storia e perché no, di “respirare” il suggestivo vissuto stabiese di fine Ottocento, mi pregio di riportare la descrizione del Parisi, riguardante i “Mercati”1 e le mercanzie che in quell’epoca venivano introdotte e vendute nella nostra Castellammare.

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante - XIX sec.)

Il mercato a Castellammare (Giacinto Gigante – XIX sec.)

Castellammare principale città del suo distretto, nel centro di questo situata ed in molti prodotti fertile, oltre dello esterno suo commercio à pure dei larghi e ricchi mercati che molti dalle altre città continuamente vi richiamano e che a grande vantaggio di sè e della sua popolazione certamente pur sono. I lunedì, mercoledì e venerdì di ogni settimana improrogabilmente al suo mercato son destinati, dalla costa di Sorrento, di Amalfi – dalla provincia del Principato – Citeriore e da più remoti luoghi gente vi corre.

Molti grani dalle Puglie vengono e spesso cavalli, vaccine, majali, pecore dalle nostre province e principalmente da Salerno.

Dalla costa di Sorrento del burro, dei formaggi freschi, vi si portano e delle noci, una immensa quantità di eccellenti aranci e limoni e qualche piccola manifattura, estraendone della verdura in grande abbondanza, essendone privo quel paese, delle paste, della foglia di celso per la industria serica, dei salami e delle manifatture.

Dalla costa di Amalfi della carta vi si conduce, delle castagne, delle patate, delle nocciuole che spesso con altre merci vengono scambiate.

Da Vietri delle manifatture vi s’immettono dei vasi di creta e della carta.

Da Sarno, Nocera ed Angri del lino vi si trasporta del canape del legname in grande abbondanza, dei semi da ortaggio, della verdura e qualche manifattura, ritraendone dell’olio, sapone, formaggio e ogni specie di salami.

Da Gragnano, Lettere, Pimonte e Agerola vi s’introducono delle eccellenti frutte, delle ricotte, dei formaggi, dei vitelli e degli agnelli.

Da Torre Annunziata, Bosco Reale, Poggio-Marino ed Ottajano vi si reca alcun loro prodotto dell’acquavite del cremore di tartaro e delle castagne, e formaggi se ne trasportano, olio salami ed altro.

Mercato a Castellammare

Mercato a Castellammare

Questi i domestici bisogni dei cittadini (venduti) nel mercato. La piazza destinata ai mercati, quella è che ne porta il nome “Largo del Mercato“, che nel centro della città situata vicina al mare un commodo accesso offre, agli avventori  della costiera di Sorrento e delle isole e non molto veramente a quelli delle vicine città interne ed ai nostri abitanti dei terzieri.


Note:

  1. Contenuto tratto da: “Cenno storico descrittivo della città di Castellammare di Stabia, Catello Parisi, anno 1842, pagg. 77 e 78.

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Fondatore e Direttore Responsabile di liberoricercatore.it

Giornalista pubblicista, iscritto all'Ordine Nazionale dei Giornalisti con tessera n° 146480. Appassionato ricercatore di storia e di tradizioni locali.
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