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Castellammare di Stabia > Leggo e ripropongo...

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Leggo e ripropongo...

... a beneficio degli affezionati lettori di liberoricercatore.it

 

rubrica a cura di Enzo Cesarano

 

 

Leggo e ripropongo... rubrica a cura di Enzo Cesarano.

 

N.B.:  i messaggi pubblicati in questa rubrica  sono liberamente tratti dal web ad esclusivo scopo divulgativo.

Fatto salvo il pensiero espresso dagli autori, in taluni casi, i contenuti da noi riproposti potranno recare delle lievi rielaborazioni.  In ottemperanza alle leggi vigenti, verrà notificato il nome dell'autore e l'indirizzo web di origine. 

  

 

 

sabato 4 maggio 2013

(Luigi Casale)

Il prof. Luigi Casale ci propone "'O quatto 'e maggio", a firma di Luciano Galassi, articolo pubblicato su vesuvioweb.com. Buona lettura a tutti.

(fonte: "comunicazione e-mail"):

 

'O sfratto 'e casa (il trasloco a Napoli anche detto 'o quatto 'e maggio). Opera presepiale del M° presepista stabiese Franco Liguori (immagine gentilmente concessa dall'Associazione Stabiese dell'Arte e del Presepe).

'O sfratto 'e casa (il trasloco a Napoli anche detto "'O quatto 'e maggio"). 

Opera del M° presepista stabiese Franco Liguori 

(immagine gentilmente concessa dall'Associazione Stabiese dell'Arte e del Presepe)

 

     

 

lunedì 15 aprile 2013

(Aldo de Martino)

Dialogo serio tra Pulcinella e Giulietta circa le Elezioni a Castellammare di Stabia

(fonte: "facebook"):

 

La maschera di pulcinella (immagine tratta dal web)

  

Giulietta – Pullecené, vieni qua.

Pulcinella – Giulietta Bella.

Giulietta – Pullecené, ti debbo parlare delle Elezioni.

Pulcinella – Dell’erezione?

Giulietta – Ma che ‘e capito, tieni a capa sempe ‘e na manera? E poi ‘e l’erezione, parli con tua sorella, anzi, dato ca io songo femminista, cu tuo fratello!

Io aggio ditto Elezioni, nun‘o saje ca a Castiellammare se vota?

Pulcinella – Chesto ‘o saccio.

Giulietta – Meno male na cosa ‘a saje!

Pulcinella – Castellammare s’avota spisso.

Giulietta – Ma non signore, non ho detto s’avota ‘a chell’ata parte. Ma ho detto si vota, se sceglie ‘o Sindaco.

Pulcinella – E io non lo sapevo.

Giulietta  Come non lo sapevi? Sta sui giornali, int’‘a televisione. Approposito da televisione…

Pulcinella – Se scassata?

Giulietta – Ma quanto mai, ieri sera hai visto ‘a Metropoliss ‘a trasmissione?

Pulcinella – No, nun ‘o sapevo.

Giulietta – Tu non sai mai niente! Comunque ci stavano Cuomo e Corrado.

Pulcinella – Corrado, quello della Corrida?

Giulietta – Ma io non dicevo chillo, insomma, ci stavano due Nicola!

Pulcinella – E quattro Francischi!

Giulietta – Hanno parlato ‘e nu sacco ‘e cose.

Pulcinella – Cose belle?

Giulietta – Bellissime Pullecené, ci stava nu sacco ‘e gente, ca facevano ‘e domande… Ma tu dove stavi ieri sera, non la potevi fare pure tu una domanda?

Pulcinella –  Nisciuno mi ha detto niente! Io ‘a domanda la tenevo pronta!

Giulietta – Bravo Pulcinella. E che volevi domandare?

Pulcinella – Quando si mangia?

Giulietta – Ma che dici…Lo sai che hanno parlato pure do teatro?  

Pulcinella – Che bellezza! E che hanno ditto?

Giulietta – Nu sacco ‘e cose…ca ‘o teatro è ‘mportante, ca ce steva Annibale, ca ce steve Zì Papele…e po’ hanno ditto così, così, così…nu cuofone ‘e cose insomma.

E Sergio e Lelluccio hanno fatto pure ‘a domanda… (Arrabbiata) E tu, sfaticato e gnurante, nun ‘a putive fa na domanda ‘ncopp’‘o teatro pure tu?

Pulcinella – Ma io non lo sapevo, Giulietta mia, nisciuno mi ha detto niente! Io la tenevo pronta la domanda!

Giulietta – E che domanda sentiamo.

Pulcinella - (Inorgoglito) Nicoli, tutt’e duje!

Giulietta – Bravo Pulcinella…

Pulcinella – (A Giulietta) E questo è niente, mo’ siente! (Finendo la domanda) A che ora accummence ‘o spettacolo? Ca avimmo pavato ‘o biglietto!!!!

Giulietta -  Ma che dici ignorante. Poi hanno parlato do Museo…

Pulcinella –(Entusiasmandosi) Che  bella cosa!

Giulietta -   ‘O Museo do Mare,

Pulcinella – Aspe’Giulietta…

Giulietta – ‘O Museo de cose vecchie…

Pulcinella – Aspe’ Giulietta…

Giulietta – ‘O Museo doSport…

Pulcinella – Aspe’ Giulietta…

Giulietta – ‘O Museo da Cultura…

Pulcinella – Aspe’ Giulietta…

Giulietta – Insomma na cosa mondiale!

Pulcinella – Aspe’ Giulietta…

Giulietta – Ma insomma…che vai trovando?

Pulcinella –  Lo puoi dire a ‘e duje Nicola, si rimane na stanzulella…o facimmo ‘o Museo de Pupi?

Giulietta – (Inorridita) ‘e Pupi Pullecenè?

Pulcinella – Sissignore, ci mettiamo ‘e pupi, ‘e guarrattelle. ‘e pupazzi, i teatrini…tirammo tutto cose a dint’e casciuni!!!!

Giulietta – Pulecenè ma che stai dicenno? Chili ‘e Nicoli teneno che fa’ mica ponno perdere ‘o tempo cu ‘e pupi, e guarrattelle. ‘e pupazzi, i teatrini.

Siente a mme: Tieneli ‘nzerrati ‘e casciuni. Chili, hanno salvà ‘a Città.

Pulcinella – Hanno salvà ‘a Città?

Giulietta – Sissignore.

Pulcinella – E nun ‘a pozzo da pure io na mano ‘a salvà a città?

(Lazzi finale e poscia, calala tela)

Aldo de Martino".

 

     

 

domenica 17 marzo 2013

(Aniello Lascialfari)

Lettera aperta su facebook: "A cosa sto pensando..." di Aniello Lascialfari 

(fonte: "facebook"):

 

Gigi abbraccia Nello!!!

 
    Sto pensando all'amico mio che non c'è più, si quell'amico mio che viveva lontano dalla sua città, che aveva nel cuore, e ne sentiva ancora gli odori, gli umori e le trepidazioni. Era la fine di giugno del 2010, cine teatro Montil, sala “Annibale Ruccello”, presentazione del suo primo volume "Gli anni ‘30 a Castellammare", non conoscevo di persona l'illustre scrittore, Maurizio Cuomo, fondatore di liberoricercatore.it, mi diede un incarico quello d'intervenire alla presentazione, naturalmente conoscevo ogni cosa del libro in questione, e quando fui chiamato a fare il mio intervento esordii in questo modo: “Noi stabiesi siamo fieri di essere nati in questa città e anche se andiamo a vivere lontani non dimentichiamo mai le origini e il nostro vissuto in questa nostra cittadina, ed è il caso di Luigi Nocera, classe 1923 che dall'adolescenza vive a Torino, ebbene Gigi Nocera a tarda età si è scoperto scrittore raccontandoci la Castellammare della sua fanciullezza dei vicoli stretti e ombrosi del centro antico, delle strade piene di gente, dei dialetti forestieri parlati a voce alta da persone venute da ogni parte d'Italia, del via vai delle carrozzelle, del mare e dei suoi mestieri, la Castellammare dei teatri nei terranei, delle piazze dove in inverno il sole ti riscalda le spalle. Tutto questo ha scritto Gigi Nocera. Ho conosciuto lo scrivere di Luigi Nocera grazie a Maurizio Cuomo che ha raccolto in un volume i ricordi, i racconti e i fatti di un modo di vivere la Castellammare degli anni ‘30, e stasera illudendomi di esserne il protagonista vi voglio presentare una pagina del volume”, e all'impronta recitai il suo racconto "Fratielle e Surelle", alla fine del quale, quest'uomo che aveva una forza fisica eccezionale e una lucidità mentale da fare invidia ad un ventenne, che fino a quel momento non aveva dimostrato nessuna emozione, ricordando la sua fanciullezza si alzò e, visibilmente emozionato, mi abbracciò tra l'applauso generale. Io ancora sento quell'abbraccio… quella pagina di vissuto è indelebile e resta definitivamente con me, soprattutto quando ho il piacere di ricordare Gigi in alcuni dei miei monologhi.

Aniello Lascialfari".

 

     

 

sabato 9 marzo 2013

(Aniello Lascialfari)

Lettera aperta su facebook: "A cosa sto pensando..." di Aniello Lascialfari 

(fonte: "facebook"):


    Sto pensando a quella discarica di "monnezza" che sta proprio in piazza Caporivo, davanti casa mia, mi affaccio e il mio balcone dà proprio sulla discarica, c'è di tutto dalla monnezza normale che può produrre una famiglia, la vera monnezza: rifiuti, carta, scarti di verdura ecc, alla monnezza pericolosa ed inquinante come: plastica, qualche frigorifero, materassi e addirittura resti di coperture di plastica. Intanto questa grossa discarica aumenta sempre di più... non vi dico gli animali che vi si cibano, come ad una grossa mensa: cani, gatti, colombi, e soprattutto grossi ratti! Oramai tante persone del posto e da quartieri vicini vengono a buttare la monnezza in piazza Caporivo, più di una volta sono successe discussioni tra le persone per dissuaderli a non lasciare i rifiuti nella piazza perchè il camion della Multiservizi non viene mai, ma in tanti ora si sono abituati a lasciare i loro sacchetti su quella discarica abusiva. Il tutto è cominciato diversi mesi fa, prima un sacchetto, poi un'altro, fino ad arrivare alla discarica odierna; è vero, qualcuno non fa il proprio dovere, ma non è per questo che noi dobbiamo vivere nella monnezza, ed è altrettanto vero che la gente del Caporivo è abituata ad essere mal servita dalle Istituzioni, si i politici di qualsiasi colore politico, hanno avuto sempre un debole a non rendere vivibile questa piazza: dal parcheggio di macchine (che fa comodo a chi ha la voce grossa), alla mancata manutenzione delle strade che vi confluiscono, agli scarichi abusivi di calcinacci, depositati da tempo immemore, ad ingorghi mattinieri delle auto parcheggiate senza alcun criterio, per finire, nei giorni in cui piove più copiosamente, ai veri fiumi di monnezza che scendono da via santa Croce, e da Via San Giacomo; Niente, mai nessuno si è interessato alla persistente problematica, che nel concreto e nel pratico, oggi costringe tutti ad avere sotto agli occhi una grossa discarica, di cui non si parla e della quale tantomeno si pensa lontanamente di svuotarla. Allora  mi domando e dico: "Ma l'attuale Commissario prefettizio è al corrente di ciò, o la legalità è solo una parola adottata esclusivamente quando ci fa comodo? Noi stabiesi paghiamo per avere dei servizi, personalmente non penso che la Multiservizi, fa uno sconto sul prezzo per poi lasciare la monnezza nelle piazze per mesi, se i cittadini non fanno il loro dovere vanno multati noi non possiamo vivere in questo modo!". Ill.mo Sig. Commissario, faccia qualcosa non mi dica che dobbiamo aspettare il prossimo Sig. Sindaco, o ancor peggio che ci dobbiamo raccomandare ad un probabile futuro Sindaco, che ci chiederà il voto per far si che la Multiservizi faccia il proprio dovere!

Aniello Lascialfari".

 

     

 

sabato 22 dicembre 2012

(Giuseppe Plaitano)

"FINE DEL MONDO 21/12/2012... CASTELLAMMARE DI STABIA".

(fonte: "Enzo Cesarano"):

 

Ore 6.00 sveglia (solo per le mamme): incombenze domestiche fare “i servizi” casomai avessene arriva’ gli alieni hanna truvà tutto pulito;
ore 7.00 avviso bluff: "Scetateve songhe 'e 10 facimmo tarde, pure a murì, simme sempe 'e l'urdeme! Verimm 'e nun fa figure 'e merde!";
ore 7.30 addore dò cafè;
ore 8.00 si sente una voce... nun songhe gli extraterrestri..."Volete le ricottine?.." E’ turnate Carlucciello???????;
ore 9.00 maxi schermo in Villa Comunale... I goal dello spareggio Juve Stabia- Atletico Roma...;
ore 10.00 Multisala "Annibale Ruccello": Conferenza di Michele ‘o Scienziato "La teoria dell’ape Maya";
ore 13.00 coffe break: pizzelle, panzarotti, scagliuozze, graffe e bomboloni, gentilmente offerti dalle premiate ditte "Wana Wana/Pupetta";
ore14.00 pausa tra salato e dolce... ragazzi al Light Break danno a vedere "uomini e donne";
ore 15.00 caffè al bar Di Martino;
ore 17.00 tumbuliata alla Cassa Armonica con in sottofondo canzoni classiche napoletane degli "Aguaplano";
ore 19.00 rientro al Montil... il CAT: Emozioni con il teatro di Viviani;
ore 21.00 il tempo diventa nuvolosissimo e cupissimo... si sente una voce flebile in lontananza..."è arrivato....""?!?!?!?!"è arrivato...."?!??!?!... silenzio tombale...."è arrivato Michele ‘o scienziato... il fuso orario di casa sua portava le ore 10.00, Metropolis annuncia: "Allarme cessato, non ci sarà nessuna fine del mondo!";
ore 24.00 un solo pensiero: bastasse 'nu poco 'e volontà e "Castiellammare fosse…. ‘a fine d''o munno!".

 

 

lunedì 19 novembre 2012

(Il Secolo XIX)

"Canottaggio, Abbagnale presidente FIC".

(fonte: "pubblicazione web"):

 

Giuseppe Abbagnale, Presidente FIC (foto tratta dal web).

 

 

    La redazione di liberoricercatore.it, Castellammare di Stabia e gli sportivi tutti, si complimentano con Giuseppe Abbagnale per l'importantissimo traguardo raggiunto, nella certezza che la conduzione della FIC, gli porti soddisfazioni e possa dar continuazione e prestigio alla sua già ricca e onorata carriera di uomo di sport!

 

 

 

Di seguito il testo dell'articolo:


Roma - Un campione olimpico prende il timone della Federazione italiana canottaggio. A 53 anni, Giuseppe Abbagnale è stato eletto presidente della Fic, battendo per 129 voti a 118 Enrico Gandola, in carica nell’ultimo quadriennio. È stato un testa a testa al quale il campione di Castellammare di Stabia - ma anche il suo avversario, vincitore di due mondiali - è abituato e che ancora una volta ha concluso vittoriosamente, come quando vinse l’oro a Los Angeles 1984 e a Seoul 1988 nel due con, in equipaggio con il fratello Carmine e il timoniere Peppino Di Capua. È stata una «gara bella, combattuta e leale», ha detto alla fine dello spoglio Abbagnale, al quale il presidente uscente è andato subito a stringere la mano. 

Dal seggiolino dello skiff su cui usciva all’alba per allenarsi agli ordini dello zio Giuseppe La Mura, ai podi olimpici e mondiali (gli ori iridati vinti sono sette), alla poltrona di comando del remo italiano, Giuseppe Abbagnale ne ha fatta di strada e ora ha di fronte un compito non facile, dato che le recenti Olimpiadi di Londra sono state davvero avare di medaglie per l’Italia. Un flop che ha pesato sulla rielezione di Gandola, ma che è una pesante eredità per il nuovo responsabile: «Sarò il presidente di tutti: spero di far ricredere chi non mi ha votato. Non sono abituato a fare promesse ma a mantenerle. Non voglio esser politico ma esser riconosciuto come una persona che ha mangiato pane e canottaggio per 40 anni», ha detto ancora Abbagnale. 

Secondo quanto sosteneva il presidente uscente durante la campagna elettorale, il campionissimo avrebbe troppo a cuore l’attività di vertice per badare allo sviluppo della base, che, sempre nelle parole di Gandola, sarebbe stato organizzato in questi anni per riportare in alto il remo tricolore alle Olimpiadi di Rio 2016. Peraltro, non era facile dimenticare gli attacchi portati a Gandola dagli azzurri dopo le Olimpiadi, che hanno visto sul podio solo il duo Sartori-Battisti e il successivo licenziamento del ct, Peppino Di Capua. 

«Vogliamo portare avanti una squadra vincente per tornare a vincere medaglie mondiali ed olimpiche. Solo così si riuscirà a continuare a promuovere il movimento remiero italiano», aveva detto giorni fa Abbagnale. Vent’anni dopo aver portato la bandiera durante la cerimonia d’apertura dei giochi di Barcellona, ad Abbagnale tocca un impegno altrettanto prestigioso e delicato. E stavolta, manca un Galeazzi a spingerlo verso il traguardo".

 

 

I nostri articoli correlati (consigliati):

Giuseppe Abbagnale

Leonida, le legioni romane e il canottaggio

 

 

venerdì, 28 settembre 2012

(Gli Amici della Filangieri)

"La missiva degli "Amici della Filangieri".

(fonte: "Facebook"):

 

Gli Amici della Filangieri

 

 

    In base agli articoli usciti in questi giorni, sul riutilizzo che si prospetta dell’area e degli immobili della stazione FS, la nostra associazione sente l’obbligo di esprimere il suo pensiero sulla questione, lasciando il problema della chiusura della tratta a chi ha più competenza nel settore. Noi, Gli Amici della Filangieri, ci opporremo sempre ed in qualunque modo, a qualsiasi speculazione privatistica sull’area.
In questi giorni abbiamo protocollato una bozza di progetto per il riutilizzo dell’area, riutilizzo che a nostro avviso debba avere una funzione SOCIALE, lasciando l’area a libera fruizione della cittadinanza, che chiede da troppo uno stop alla cementificazione forsennata degli ultimi decenni!!!

 

 

 

Di seguito il testo del progetto protocollato al Comune di Castellammare:

 

 

All’attenzione del Sindaco


Tutti noi sappiamo le innumerevoli “sfide” della nostra città, una fra tutte è la forte cementificazione che attanaglia il nostro territorio, anni e anni di costruzioni e di abusivismo che ci hanno portato a “stuprare” la nostra terra.

Altra “sfida” tutta stabiese è che una città come Castellammare con una popolazione di quasi 70000 abitanti, con una storia culturale e politica importante come la nostra, non abbia un polo culturale gestito da giovani stabiesi dove poter coltivare i propri interessi “culturali”, dove poter esprimere la propria creatività; insomma un luogo per il sano divertimento, sano acculturamento ed un sano confronto con le altre realtà giovanili presenti sul territorio.

Gli Amici della Filangieri, in quanto parte integrante del “motore giovanile” stabiese, credono che dopo la chiusura della tratta FS Castellammare-Torre, tema che in questa sede non discutiamo, si debba destinare l’area e gli immobili della stazione ad un riutilizzo sociale. Creare dunque quel contenitore da sempre mancante a Castellammare. Contenitore che sarà il collante del tessuto sociale che in questa fase storica mondiale è pronto a frantumarsi nelle sfere del personalismo.

Restituire la stazione alla cittadinanza significa preservare un area da sempre al servizio di tutti i cittadini. Area che dovrebbe essere destinata al contenitore culturale e sociale che la città chiede da tempo, area che dovrebbe diventare un piccolo polmone verde per la città in pieno centro, sempre attanagliato dallo smog.

La nostra idea per la stazione Fs prevede:

La costituzione, negli immobili della Fs, di un museo archeologico per i ritrovamenti di Stabiae da sempre relegati nei sottoscala! L’istituzione di un servizio navetta, a basso costo, proprio per i collegamenti con gli scavi di Varano. 
L’installazione di un palco permanente, con la dotazione minima, affinché tutti i cittadini si possano esibire nella propria città a costi irrisori. 
La nascita di una sala prove. 
L’individuazione di un area da allestire come parco con giostrine per bambini e con attrezzature per attività fisiche. 
La costituzione di un area “bike” con bike-sharing ed un servizio di ciclofficina. 
Una struttura per acrobazie dei street-sport. 
Un area adibita a mostre di arti visive.
Il tutto renderebbe l’area fruibile a tutti i cittadini stabiesi, di tutte le fasce d’età, dai bambini agli anziani.

Si costituirebbe così quel luogo di confronto e di accrescimento culturale che le giovani e meno giovani generazioni chiedono da tempo per il riscatto della cittadinanza della nostra città, dove tutti i cittadini possono e devono dare il proprio contributo.

Pertanto la nostra Associazione si opporrà sempre e comunque a qualsiasi riutilizzo dell’area che non sia un Riutilizzo Sociale.

Chiediamo, dunque, all’Amministrazione Comunale quale idea o progetto ha per l’area e gli immobili della Stazione?

Gli Amici della Filangieri".

 

 

lunedì, 24 settembre 2012

(Antonio Ferrara)

"Scandalo a Castellammare megamarket al posto dei binari. La stazione chiusa per iniziativa del sindaco Bobbio dopo 170 anni di attività" (articolo del 23/09/2012).

(fonte: "laRepubblica.it"):

 

Chiuso!

Chiuso!

 

    Nella stazione senza treni puoi comprare un biglietto per andare a Napoli come a Milano, a Napoli Campi Flegrei come a Battipaglia. Ma non puoi partire. Benvenuti a Castellammare di Stabia, venti giorni dopo la soppressione della linea ferroviaria per Torre Annunziata dopo 170 anni di onorato servizio. Ma al posto di binari e pali presto potrebbero arrivare scaffali e depositi di un mega-centro commerciale che potrebbe occupare l'enorme area lasciata libera al centro della città.

Di questa ipotesi si vocifera da più parti nei corridoi di Palazzo Farnese, la sede del municipio, e l'idea non vedrebbe l'ostilità dell'amministrazione comunale del sindaco Luigi Bobbio, che per la soppressione dei treni e la conseguente chiusura della stazione si è battuto negli ultimi tempi. 

Linea soppressa, niente più treni dunque, servizio di autobus sostitutivo da e per Torre Annunziata con dodici corse al giorno, ma la biglietteria è ancora aperta, tecnicamente perché è un "centro produttivo": vuol dire che l'utenza locale e turistica che ha bisogno delle Ferrovie dello Stato in città esiste.

Non la pensano così, invece, oltre al sindaco Bobbio, anche i capigruppo della sua maggioranza di centrodestra, a rischio di disfacimento dopo due consigli comunali flop e il mancato voto sul bilancio. Otto firmatari hanno chiesto alla Regione di mantenere la decisione di eliminare i treni per il bar e il giornalaio. "Abbiamo avuto un calo del 40 per cento - confida la cassiera del punto di ristoro - non è vero che non c'erano i pendolari, ora qui rischia di diventare terra di nessuno, è una vergogna".

Sulla stessa lunghezza d'onda Anna Santoro, l'edicolante che per 40 anni, prima al seguito del papà, poi in proprio, ha venduto quotidiani e riviste ai viaggiatori di Castellammare. "Io stessa sono costretta a venire in auto ora, prima usavo il treno. In tanti che arrivano qui restano sbigottiti, lentamente i cittadini stanno iniziando a capire la gravità della cosa. E poi, scrivetelo: non è chiusa la stazione, ma hanno eliminato i treni".

Lo stesso Bobbio chiede un incontro con la Regione sostenendo che il numero di utenti è "risibile", la stazione contrasta con i piani di sviluppo cittadino della sua amministrazione e definisce un "fanta-allarme" il progetto speculativo sull'area.

Oggi la stazione è chiusa per chi vuole andare a Napoli o a Salerno, ma aperta per chi cerca biglietti o informazioni. Dei cinque dipendenti, i tre capistazione sono stati trasferiti in comuni vicini, mentre restano al loro posto i due responsabili della biglietteria, più un addetto alle pulizie. E la chiusura spalanca la porta al degrado.

Alcune sere fa sono stati segnalati gruppi di balordi che scorrazzavano indisturbati tra binari e banchine ferroviarie. Tutta l'area di accesso alla stazione è chiusa, ma risalendo i binari si può arrivare lì dove fino a venti giorni fa viaggiavano i vagoni. Nell'edificio aperto su piazza Matteotti, in pieno centro cittadino, restano aperti.

Sarà, ma l'effetto deserto è evidente. Fuori, tra i binari non più utilizzati, inizia a crescere la prima erbaccia. Qualcuno ha anche agganciato vasi di fiori alla strada ferrata. Tempo qualche settimana e anche l'area ferroviaria che fa gola a tanti si trasformerà in un vasto campo incolto. 

Così, con la Circumvesuviana in ginocchio e la benzina a 2 euro al litro, diventa praticamente impossibile spostarsi da Castellammare a prezzi accessibili: non è questa, forse, una interruzione di pubblico servizio? Non sarebbe stato logico incrementare le corse, invece di cancellarle? Oltretutto la stazione stabiese era l'ultimo terminale delle Ferrovie dello Stato in penisola sorrentina.

E come accaduto per la linea Castellammare-Gragnano, che si dirama dallo stesso terminale ferroviario, il colpo finale potrà arrivare dai furti di rame, che sempre più prendono di mira le tratte dismesse. A Gragnanoè già successo. La linea inoltre è già stata sommersa dalle erbacce e, com'era facile prevedere, diventerà in breve una discarica di rifiuti. E se Trenitalia si affretta ad affiggere locandine per informare che la biglietteria di Castellammare continua a funzionare, alla sede dell'Azienda di Cura, soggiorno e turismo costruita negli anni Sessanta proprio di fronte alla stazione, il responsabile Osvaldo Conte racconta di come continuino ad entrare nell'ufficio informazioni cittadini e turisti per sapere come fare a raggiungere Salerno o Pompei col treno, ora.

Il 9 settembre 2012, quando l'ultimo fischio è rimbombato sotto la pensilina della stazione, era perfino arrivato - dopo anni di attesa - un convoglio nuovo di zecca, ultimo acquisto di Trenitalia. Pulito, sedie comode, aria condizionata: un'illusione durata sette giorni. L'assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella annuncia un "approfondimento" con Trenitalia per "acquisire tutti i dati necessari ad una decisione definitiva, e per avere delucidazioni sui motivi che hanno portato alla chiusura della stazione". Si deduce che la stazione è stata chiusa, senza che la Regione neppure lo sapesse. 

Ma allora, chi ha deciso? Resta comunque un percorso di concertazione che ha visto, da ultimo, l'incontro dell'assessore con la Consulta dei pendolari. Forse la parola fine, per la stazione di Castellammare, potrebbe essere rinviata.

Antonio Ferrara".

 

 

giovedì, 13 settembre 2012

(Antonello Ferraro)

"Una realtà al tramonto" di Antonello Ferraro:

 

Cartolina d'epoca (coll. Enzo Cesarano).

Cartolina d'epoca (coll. Enzo Cesarano).

 

    Dai vecchi film western abbiamo imparato che nei villaggi quando arrivava la strada ferrata, o meglio il treno, arrivava la civiltà ed il benessere. Poteva essere un ospite indesiderato, ma sicuramente importante.
Oggi vedendo morire una tratta ferroviaria così antica e così importante non si può che domandarsi: “Cosa toglieremo ancora in futuro a questa Città?” Ai posteri l’ardua sentenza!
Cosa diventerà quel pezzo di tratta ferroviaria? Nascerà un nuovo parcheggio o ancora una volta, così come è avvenuto per la tratta Castellammare - Gragnano, nascerà una nuova giungla abitata da topi di tutte le dimensioni? Le credenze popolari sull’argomento sono proprio tante e fantasiose. Qualcuno parla di una pista ciclabile: ma dove stanno tutte queste biciclette?
Chi Vi scrive è stato un pendolare a partire dai 13 anni (studio prima, lavoro poi) e sui treni ha conosciuto un mondo bellissimo. Quanti amori e quante storie lungo quei chilometri di binari? Quanta umanità! Quanta vita, più o meno bella, ma tutta “vita vera”.
Oggi la logica del Dio Denaro impone certe rinunce, senza guardare al passato, e spesso neanche al presente, e vediamo sopprimere un collegamento importantissimo in un momento di estreme incertezze. I mezzi alternativi non offrono di certo grandi alternative a chi non possiede un’auto o una moto.
Soprattutto desidero sottolineare l’importanza di questa linea appena soppressa: stiamo parlando della storica linea che collegava Napoli – Portici – Gragnano, una linea che ha collegato, lasciatemi dire, tre secoli o meglio due millenni, scrivendo la storia della parte più importante della regione Campania.
A questo punto, spero solo che sopravviverà almeno il Museo delle Ferrovie dello Stato, sito presso Pietrarsa, una realtà di grande importanza storico/culturale, presso il quale si trovano le più antiche locomotive a carbone e tutto ciò che di storico può essere ricordato in materia di trasporto ferroviario. 
Non oso pensare cosa ne avrebbero pensato le persone che hanno passato una vita sul quel treno, negli anni ormai lontani. Di certo se amiamo noi stessi, dobbiamo necessariamente amare la nostra storia!

Antonello Ferraro".

 

 

domenica 9 settembre 2012

(Tonino Scala)

"C’era una volta il treno Castellammare - Torre" (post del 08/09/2012).

(fonte: "toninoscala.it"):

 

 

Immagine tratta dal blog toninoscala.it


    Tanto tuonò che piovve! Sono riusciti nel loro intento. Sono arrivati a cancellare una tratta ferroviaria. Bravi. Cui prodest? Mi viene da dire. Alla città? Ai cittadini che non avranno più passaggi livello e potranno finalmente usare le auto senza intoppi? Continuando così, mettendo al centro le auto e non le persone, arriveremo a cementificare anche la villa comunale! Sai che bello avere una strada a quattro corsie in Corso Garibaldi!!! C’era addirittura chi pensava di costruire un mega parcheggio sull’arenile: prendetelo come un suggerimento!!! Nel mondo, nei paesi avanzati e non, si studiano i modi per incentivare il mezzo pubblico. Nella mia città si eliminano tratte ferroviarie. Servirebbe un premio Nobel a questi scienziati. Erano anni che Trenitalia provava ad eliminare questa tratta. Erano anni che in tanti, con sforzi, erano riusciti ad evitare questa decisione. Poi è arrivato l’eroe dei due mondi che in battibaleno ha risolto il problema. Non lavorando con tutti gli enti preposti per rendere quel servizio più efficiente, con più corse, con più fermate, con mezzi, lasciatemi dire così, più leggeri, di meno impatto e più funzionali. Non lavorando per creare una linea moderna che potesse essere una ricchezza e non un disagio, ma proponendo ed ottenendo (la cosa più facile da avere) la chiusura. Che dire ho una moglie, un figlio, un parente che crea problemi alla mia famiglia che faccio, provo ad aiutarlo? No l’ammazzo!!! È bastata la miopia di una classe politica per fare questo bel regalo a Trenitalia e alla città! Bravi, non potevate fare meglio. La sfida era ed è quella di provare a ridurre le auto potenziando il trasporto su ferro e su gomma. Penso che sia ancora valido e possibile realizzare quel famoso progetto fermo nei cassetti del comune e della regione. Quello di trasformare la tratta in un tram leggero per poter collegare i due estremi della città: Rione Cmi e Acqua della Madonna. Invece… Ciò che resta è che la linea su ferro, nata nel 1839 sotto i Borbone, delle Ferrovie dello Stato che collega Castellammare a Torre Annunziata domenica sarà chiusa. Un grazie va agli irresponsabili che hanno prodotto questo gesto ignorante, retrogrado e anacronistico. Mentre nel mondo si aprano tratte ferroviarie, si costruiscono metropolitane, a Castellammare si chiudono. Non ho parole, mi indigno e questo non basta!

Tonino Scala".

 

 

lunedì 27 agosto 2012

(Aniello Lascialfari)

Lettera aperta su facebook: "A cosa sto pensando..." di Aniello Lascialfari 

(fonte: "facebook"):


    Voglio scrivere qualche cosa, non importa come, ma voglio scrivere e mi riallaccio a quello che ho commentato sul link “Salviamo i boschi di Quisisana” di Olimpia De Simone, dove ho ricordato quanto in quel parco, ora dimenticato dalla civiltà, ma non dai vandali, don Ciccio Pandolfi, ci regalò una giornata medievale, con l’elezione di una “Fiammetta”. L'evento fu intitolato "Le Ninfe del Bosco"; una riuscitissima manifestazione con la partecipazione di migliaia di persone provenienti da ogni parte d'Italia alla quale accorsero finanche stranieri, vista l'importanza che aveva C/mare in quel periodo (sia nel campo curativo che nel turismo vero e proprio). Alla fine della giornata, Don Ciccio Pandolfi, prese la parola, dicendo: “Sarò breve, voglio ricordare ai presenti, che con decreto interministeriale del 15/7/1953 n. 18752 al territorio di C/mare, per le sue caratteristiche peculiari, è stato riconfermato in via definitiva, il riconoscimento di “Stazione di Cura”, e le sono state attribuite le qualifiche di “Soggiorno e di Turismo”. Per la cronaca il Decreto ebbe la firma del Ministro degli Interni, Scelba e del Ministro delle Finanze, Vanoni”. Io non so quanti sindaci di C/mare che si sono succeduti in questi ultimi 40 anni sapevano di questo Decreto e ancor più trovo difficoltà a capire cosa abbiano fatto per non far ridurre la nostra città nello stato in cui versa ora. Di sicuro di questo Decreto non è a conoscenza il nostro ill.mo Sig. Sindaco, e mi spiego: molte volte mi reco a piedi per una passeggiata di piacere nel vicino Comune di Vico Equense, cittadina turistica, pulita, con territorio vastissimo, ebbene qui già da primavera si vede una operosità nella gestione pubblica che rasenta l'impresa di un privato: differenziata della spazzatura fatta nel vero senso della parola, mai un cumulo d'immondizia per le strade, solo al mattino presto si vedono i sacchetti, mentre i netturbini con i loro camioncini sono già pronti a raccoglierli; nel contempo per le strade, anche in quelle secondarie, come via Scrajo, trovi gruppi di giardinieri che falciano l'erba, raccogliendola all'istante, sono solo alcuni esempi, ne avrei altri, ma non mi voglio dilungare perché bastano ad evidenziare le differenze tra il nostro Comune “turistico, di cura e di soggiorno” (dove non viene più nessuno, e quei pochi che vengono fanno la cura e in mattinata vanno via) e la confinante Vico dalle cui strade noti subito la differenza. 

 

Il monologo di Aniello Lascialfari alle "Fontane del Re" (foto Maurizio Cuomo).

Il monologo di Aniello Lascialfari alle "Fontane del Re" (foto Maurizio Cuomo)

 

     Nel nostro comune invece si fa la pulizia dell'arenile alla fine di luglio raccogliendo l'immondizia accumulata per un anno intero, ed è triste vedere questo arenile che costeggia tutta la villa comunale, dal quale ci s’incanta nell’ammirare tramonti bellissimi, essere relegato ad una sorta di pattumiera, dove chi vuole scattare una foto deve alzare l'obiettivo per non inquadrare anche i cumuli d'immondizia. Che dire poi della manutenzione del verde pubblico stabiese: proprio in questi giorni (quindi fine agosto) si sta tagliando l'erba per via Panoramica, operazione di pulizia fatta con il massimo impegno, pensate che sabato 25 agosto, tagliavano le erbacce cresciute a dismisura, facendo inevitabilmente tanta polvere, tanto che qualche automobilista infastidito per la poca visibilità, li ha imbeccati, dicendo “Ma riposatevi, questi lavori non si fanno a fine agosto!”. Affermazione giustissima, ma dico io, cosa potevano rispondere quegli operai zuppi di sudore che solo adesso sono stati comandati?! E qua mi è venuto il dubbio: “Ma vuoi vedere che il nostro sig. Sindaco, fa fare certi lavori solo quando tutti lo notano? E fa ciò solo perché a lui interessa esclusivamente la sua visibilità e non il bene della città che amministra?!” Il dubbio mi ha pervaso per alcuni istanti, fin quando non ha preso il sopravvento la convinzione che lui, talmente preso dagli “impegni”, non sappia nemmeno che la nostra città è una Stazione di Cura, di Soggiorno e di Turismo, e che per accogliere nei migliori dei modi i forestieri, certi lavori vadano fatti a primavera e non sul finire della bella stagione!!!

Aniello Lascialfari".

 

 

mercoledì 15 agosto 2012

(Aniello Lascialfari)

Lettera aperta su facebook: "A cosa sto pensando..." di Aniello Lascialfari 

(fonte: "facebook"):


    Sto pensando a quel manifesto murale affisso in città ad opera di questa amministrazione comunale, dove si evincono i grandi numeri espressi da questa gestione "Bobbio". Insomma, sommando i numeri il totale riporta una normale manutenzione ordinaria a cui va sottoposta una città come la falciatura delle erbe che crescono ai bordi delle strade e dei giardini pubblici, il rattoppo di qualche buca, il rifacimento di un piccolo tratto stradale (diciamo una 30 di metri), dove la macchina di qualche notabile soffriva su un fondo sconnesso (come se a C/mare le strade fossero diverse...), ma noi sappiamo come vanno queste cose. E sappiamo pure, che qualcuno è stato multato (persona anziana sorpresa a depositare l'immondizia fuori orario), mentre invece non sappiamo se è stato multato, l'imprenditore che nel mese di dicembre 2011, fino alla fine di gennaio 2012, occupò con la sua struttura "mobile" (la pista sul ghiaccio per intenderci), parte dell'arenile, che poi lasciò in un totale scempio: spazzatura di ogni genere, centinaia di metri di stuoie per camminamento, che ancora negli ultimi giorni di luglio facevano cumulo sull'arenile assieme ad altra "monnezza" portata dal mare, ma un'altra cosa si permise di fare a questo signore, e qua mi riferisco ai verdi, con le loro manifestazioni, cosa hanno fatto per protestare mentre il fondo di pista ghiacciata, con i suoi componenti si dissolveva al freddo sole di febbraio su quell'arenile già avvelenato, Signori ci sono voluti diversi giorni prima che questa vergogna non sparisse agli occhi per far un sol corpo con la "sabbia", e qui mi tornano alla mente anche gli ultimi falò dell'Immacolata, per i quali la Multiservizi ha dovuto caricare con la pala meccanica decine di camion, e penso che gli stabiesi sanno se dico il vero. 

 

Aniello Lascialfari (foto Giuseppe Plaitano).

Aniello Lascialfari (foto Giuseppe Plaitano)

 

     Nel maggio del 2010 con a corredo 16 fotografie scrissi una lettera aperta al sig. Sindaco On. Luigi Bobbio, con dovuta conoscenza a tutti i consiglieri e componenti della giunta, in essa descrivevo come si è ridotta questa mia Piazza del Caporivo, il cui degrado parte dal lontano dopo terremoto... un dramma quello dell'80 che rivivo ogni giorno sotto agli occhi, perchè proprio di fronte al mio balcone c'è uno "sgarrupo", con tante erbacce, dove grossi ratti fanno da padrone; addirittura i colombi, a centinaia, per difendere i loro nidi da questi grossi roditori s'improvvisano falchi, scene quotidiane sotto gli occhi di tutti, questo ed altro scrissi al sig. Sindaco; ma niente, non ebbi nessuna risposta, né fatti. Poi il 24 aprile di quest'anno abbiamo avuto anche l'onore di una sua visita con tanto personale al seguito, Lui si pavoneggiava con la gente che gli voleva parlare (anzi per dirla tutta, dava soddisfazione solo a chi gli era simpatico), e poi con fare da capopopolo ad alta voce: "Ragioniere, prendete nota!", e i poveri funzionari annotavano. Poi non si è visto più nessuno. Ora il proclamo della "somma dei numeri".

Aniello Lascialfari".

 

 

venerdì 3 agosto 2012

(Ferdinando Fontanella)

La fontana del cuore, la speranza FAI per il recupero di Quisisana 

(fonte: "www.ilgazzettinovesuviano.com"):


    Castellammare di Stabia: un’alleanza di associazioni partecipa al sesto censimento “I luoghi del Cuore”, concorso nazionale indetto dal Fondo per l’Ambiente Italiano (FAI), proponendo le storiche Fontane del Re di Quisisana.

 

Conferenza "I Luoghi del Cuore" (foto Ferdinando Fontanella).


   Batte il cuore della città che non vuole morire, che non si arrende alla miseria quotidiana, che ancora spera di recuperare l’antico splendore. Fluisce il sangue ossigenato dall’entusiasmo dei cittadini che credono nel riscatto, che con forza chiedono che nulla resti intentato, aggrappandosi alla concreta speranza offerta dal concorso “I Luoghi del Cuore”. Il censimento nazionale promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo, che chiede ai cittadini di indicare i luoghi che sentono particolarmente cari e importanti e che vorrebbero fossero ricordati e conservati intatti per le generazioni future. L’appello è volto alla difesa di tesori piccoli e grandi, più o meno noti, che occupano un posto speciale nella vita di chi li ha a cuore.
Numerose associazioni cittadine coalizzate, sognano che si faccia uno sforzo comune affinché i Boschi di Quisisana e le Fontane del Re ricevano il più alto numero di segnalazioni. Votare è facile – spiegano i promotori – è possibile aderire on-line collegandosi al sito web www.iluoghidelcuore.it scegliendo la scheda “Boschi di Quisisana, le Fontane del Re”, oppure firmando gli appositi moduli che saranno disponibili nelle prossime settimane in diversi snodi e nelle manifestazioni della città. Fondamentale è anche la condivisione dell’iniziativa che è presente sui social network, in particolare su Facebook, alla pagina:

 

BoschiDiQuisisanaLeFontaneDelReILuoghiDelCuoreFai 

 

   Per il momento l’appello è stato ampiamente raccolto dai cittadini – proseguono orgogliosi i promotori – nella classifica on-line siamo piazzati tra i primi venti, su un totale di 5263 partecipanti, e già sono state raccolte più di duemila firme. È importante però che ci sia un crescendo nelle adesioni, perché numerosi e attrezzatissimi sono i contendenti dell’ambito premio finale.
Attraverso il censimento il FAI intende, infatti, sollecitare le Istituzioni locali e nazionali competenti affinché riconoscano il vivo interesse dei cittadini nei confronti delle bellezze del Paese e mettano a disposizione le forze necessarie per salvaguardarle così da rendere possibile il recupero di uno o più beni votati.
Sul successo dell’iniziativa pesa, purtroppo, proprio l’indifferenza delle istituzioni locali. Il sindaco di Castellammare Luigi Bobbio ha, infatti, preferito disertare la conferenza stampa di presentazione del progetto tenutasi nel locale Museo Diocesano, che dista appena due passi dal Palazzo Farnese, sede del governo cittadino. La mancanza non ha però turbato più di tanto l’alleanza delle associazioni, l’assenza del primo cittadino può essere colmata dalla presenza di tutti i cittadini che hanno veramente nel cuore le sorti della città.
La speranza e l’augurio è che il cuore della città continui a battere e che Castellammare riesca finalmente a rinascere, magari proprio con l’aiuto del FAI, a partire da Quisisana e dalle sue Fontane del Re.

Ferdinando Fontanella".

 

 

sabato 16 giugno 2012

(tratto dalla rete)

Antonio, dodici anni il 'terrone che puzza' (fonte: "La Voce di Lucca"):
"Ho trovato questo post in rete a firma Crespi. Lo voglio riproporre perché credo che non si debba mai abbassare la guardia di fronte all'idiozia. E siccome ogni tanto ne trovo anche qui ..... male non fa!
La madre di Antonio un dodicenne napoletano che frequentava la prima media a Treviso è sbottata davanti alle telecamere di Antenna tre Treviso: 'Hanno sbeffeggiato mio figlio per mesi. Dicevano che era un camorrista perchè era nato a Napoli. Lo emarginavano neppure fosse un appestato. Disinfettavano le penne dopo che lui le aveva toccate: dicevano che puzzavano”. 
Manco a dirlo Antonio è stato bocciato e questo traccia il livello di compiacente complicità dei professori che di certo non hanno tutelato un ragazzino che come unica colpa ha quella di essere nato a Napoli e di dover vivere a Treviso.
Io provo un po’ di vergogna ma mi rendo conto che la responsabilità non va imputata ai compagni di classe di Antonio, ma a chi ha consentito che questo atteggiamento, ignobile fosse tollerato, persone come Matteo Salvini che sarà certamente contento di sapere che gli undicenni trevisani cantavano ad Antonio lo stesso coro da stadio che a lui diverte tanto 'Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani'.
Chi semina vento raccoglie tempesta e chi tace e non reagisce è complice di questa nefandezza che ha portato ad Antonio una sofferenza non sua.
Antonio è un ragazzino timido, alto, ama leggere e la sua cameretta è piena di peluche. La mamma, separata e d'origini campane anche lei, è arrivata a Treviso due anni fa per lavorare in una scuola della zona. La città le piace ma suo figlio non piace ai figli di Treviso".

 

 

mercoledì 6 giugno 2012

(Olimpia de Simone)

Nella certezza possa essere utile tenerlo sempre bene a mente, a seguire proponiamo la prima parte di un condivisibilissimo promemoria della dott.ssa Olimpia de Simone, recentemente pubblicato (stralciato dalla pagina "La Città Armonica" di facebook):

"Negli ultimi giorni si sono accesi i riflettori sull'assurda sovrapposizione di nuclei abitativi della Collina di Varano. Mi sembra giusto che l'attuale Primo cittadino affronti il problema. Spero che, come per questo specifico segmento del Patrimonio culturale della mia Città/Territorio, si faccia carico anche di tutto ciò che è stato trascurato e abbandonato nel corso degli ultimi (5/6?) decenni.
Mi guardo intorno e non riesco a fare a meno di snocciolare uno ad uno i nodi di cui è composto il Patrimonio del millenario territorio stabiese e, parafrasando il ritornello rafforzato dalla coppia Fazio/Saviano e dai loro innumerevoli amici, provo a ricordare ai miei concittadini QUELLOCHEHO:

1. È il Mare – la mia Città è l'unica nella Provincia di Napoli ad avere il mare anche nel nome, segno distintivo e identitario.

2. È il Cantiere navale – il più antico d'Italia, di cui nel Museo di San Martino si racconta una parte della storia, la maestria della manovalanza e solo pochi esempi delle prestigiose navi a cui ha dato forma.

3. È il Castello, che è un simbolo della Città.

4. È la Reggia di Quisisana, una delle più antiche del Regno di Napoli ancora visibile, restaurata e restituita alla comunità.

5. Sono i boschi di Quisisana, il Monte Faito e la catena dei Monti Lattari, polmoni verdi della Città ricchi di flora e fauna da vivere ed esplorare.

6. Sono le acque termali più ricche d'Europa.

7. Sono gli stabilimenti termali che dalla seconda metà del '700 ai primi decenni del '900 hanno fatto la storia del turismo termale e del termalismo.

8. Sono i prodotti enogastronomici, frutto di terre particolarmente fertili per la prossimità del Vesuvio.

9. È il Centro Antico che racconta tradizioni con strade e piazze, antichi palazzi, ricche Chiese e l'Aura di Viviani, Denza e Ruccello ancora spessa e lucente.

10. Sono le associazioni teatrali e musicali che mantengono viva la tradizione delle arti performative.

11. È il Museo Diocesano Sorrentino Stabiese, che espone la parte del Patrimonio ecclesiastico cittadino, dall'evo antico a quello moderno, che non ha posto nelle antiche Chiese.

12. Sono le Ville Romane, abbandonate dopo l'eruzione del 79 d.C., solo in minima parte portate alla luce.

13. È l'Antiquarium Stabiano, che raccoglie i reperti scavati con le Ville negli anni '50 del XX secolo.

14. È Grotta San Biagio, Ipogeo del I secolo d.C. in cui i primi cristiani del territorio si riunivano per pregare al sicuro dalle aggressioni dei pagani.

15. È l'articolo 9 della Costituzione, “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.”

16. È l'articolo 1 della legge dello Stato Italiano n. 42 del 2004, “... La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura. Lo Stato, le regioni, le città metropolitane, le province e i comuni assicurano e sostengono la conservazione del patrimonio culturale e ne favoriscono la pubblica fruizione e la valorizzazione...”

 

Olimpia de Simone
Esperto di Patrimonio e Politiche Culturali per lo sviluppo del territorio
Presidente Partito Democratico Castellammare di Stabia".

 

 

lunedì 14 maggio 2012

(Gaetano Manco)

Oggi, vi proponiamo il pensiero di Gaetano Manco (Presidente della Coconuda Stabia, affiatatissima squadra di Basket femminile, che quest'anno ha nuovamente sfiorato la promozione in A2). Il pensiero è tratto dal fan club di facebook:

"Si è chiuso ufficialmente il campionato di Serie B.... è stato un anno lungo, estenuante, ma comunque ricco di soddisfazioni e successi. Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con noi gioie e sconfitte, a chi ci ha seguito dappertutto e a chi ha creduto nel nostro modo di fare sport, ma soprattutto grazie a Valentina, Patrizia, Raffaella, Debora, Rosaria, Denise, Barbara, Rosa, Flo, Maria, Lucia, alle piccoline che sono state con noi, grazie a Guglielmo, Giovanna, Sergio, Nadia... GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!!! Dimenticavo grazie anche a Lello e Maurizio, che hanno condiviso con me (l'organizzazione di) questo anno! E come ho già avuto modo di scrivere: l'epilogo di questo fine campionato, non è un punto di arrivo, ma di partenza. Dalla Finale usciamo sconfitti, ma comunque si può solo dire grazie a questo meraviglioso GRUPPO... sempre e solo FORZA STABIA!".

 

 

martedì 8 maggio 2012

(Catello Nastro)

Lo stabiese Catello Nastro (da numerosi anni emigrato nel cilentano), ci propone un suo simpatico, ma profondo scritto,  pubblicato sul N. 17 del 5 maggio 2012 di “UNICO SETTIMANALE” di Paestum:

"Una leggenda metropolitana da sfatare: L’ASINO E’ PIU’ INTELLIGENTE DEL CAVALLO: “Certe notti” è uno del locali più caratteristici di Via Patella. La strada intitolata al colonnello garibaldino Filippo Patella, peraltro prete, che seguì Garibaldi nella famosa “Spedizione dei Mille” in Sicilia e che fu, meritatamente, uno dei più grandi eroi del nostro Risorgimento Cilentano. Concetto contrastato dai fans di Carlo Pisacane che indicano il suddetto come eroe puro ed incontaminato che lottò (purtroppo invano) per la libertà del popolo cilentano. Il proprietario del locale seminotturno sopra citato, è di Capaccio. Non facciamo nomi per non fare pubblicità, anche se non politica sotto le elezioni, ma solamente commerciale. Il suddetto cittadino capaccese, persona simpatica, sincera e propenso alla comunicazione sociale, tra i tanti suoi beni, immobiliari, mobiliari, affettivi e zootecnici, possiede anche due asini che stima molto di più di certi candidati alle prossime elezioni amministrative. Il suddetto, con breve spiegazione, mi faceva notare che l’asino è più intelligente del cavallo perché prevede il pericolo. In parole povere se tu sproni un cavallo in montagna, alla cima di un burrone il suddetto quadrupede nella fattispecie equina, ubbidendo ai comandi del fantino, si butterà giù dalla scarpata senza pensarci due volte. Egli, il cavallo, equinamente pensa che se il padrone gli ha dato quell’ordine, lui lo deve eseguire. Nel baratro o strapiombo che dir si voglia, il cavallo può trovare la morte assieme al suo fantino, o anche senza se questo, meno stupido del cavallo, lascia il povero quadrupede ubbidiente suicidarsi, mentre egli si salva, magari saltando giù dalla sella un attimo prima del volo fatale. Sia ben chiaro che non stiamo parlando di cavalli alati, di leggendaria reminiscenza, che potrebbero sopravvivere. Il cavallo ubbidisce al padrone, l’asino no! L’asino, arrivato alla cima del burrone si ferma, guarda il fantino e sembra quasi dirgli: “Si te vuò menare abbascio tune, menate pure, ma io tengo la cioccia a la stalla che m’aspetta!!!”, Dopo questo animalesco enunciato quadrupede della specie equina, la domanda, anche al solito lettore attento ed oculato delle mie esternazioni senili, sorge spontanea: “ Ma, ‘nzomma, chi è cchiù ‘ntilligente, lu ciuccio o lu cavaddo???” Senza dubbio l’asino che si rifiuta di fare karakiri solo perché gli è stato ordinato dal padrone. Il cavallo ubbidisce, come certi servi fedeli al servizio dei magnati della politica, dalla mafia, della camorra, della ‘mdrangheta e di organizzazioni che predicano ben e razzolano mare. Insomma, concludendo, sei un asino andrebbe detto a coloro che ubbidiscono fino ad un certo punto. Sei un cavallo a coloro che ubbidiscono ciecamente al loro padrone, danneggiando il partito (già in dipartita) lo stato, il popolo, l’economia di una nazione. Mandare gli asini a dirigere? Forse farebbero meglio di certi politici, ma sicuramente meglio dei cavalli. Buone elezioni a tutti. Ricordatevi che il cavallo (anche quello di razza di fanfaniana memoria) può risultare dannoso per lo stato. L’asino che si impunta per non precipitare in un burrone, e non far precipitare una intera nazione, è senza dubbio preferibile. Specialmente in questo periodo di oscurantismo economico".

 

 

martedì 1 maggio 2012

(Francesca Tramparulo)

Il seguente post (un breve, ma accorato messaggio della dott. Francesca Tramparulo) è tratto da "Fincantieri e Indotto stabiese" di Facebook:

"Un anno fa veniva beatificato (Giovanni Paolo II). La beatificazione è venuta non a caso nel giorno dedicato al lavoro, perchè Lui è stato un operaio che ha sudato, ha faticato tanto e conosceva bene la dignità del lavoro e del lavoratore... Per questi motivi mi rivolgo a Lui e gli chiedo aiuto per le tante persone che oggi non hanno nulla da festeggiare, perché senza lavoro e alle quali sta venendo a mancare anche la speranza di un futuro migliore...".

 

 

 

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( Autore: Maurizio Cuomo - © Copyright 2002 www.liberoricercatore.it  )