Ipocisto, una piccola pianta che rischia di sparire dai monti di Stabia

Il Cytinus hypocistis L. (ipocisto comune) è una piccola pianta ( 3-8 cm.) che cresce nella macchia mediterranea a quote comprese tra 0 e 800 metri e fiorisce nel periodo Aprile-Maggio. Non essendo in grado di fare la fotosintesi questa specie è adattata per selezione naturale a vivere parassitando le piante del genere Cistus (Cisti) sulle cui radici inserisce i fusti carnosi del diametro di 6-12 mm, un adattamento che permette di ricavare dalla pianta parassitata tutte le sostanze nutritive necessarie.

Cytinus hypocistis (ipocisto comune)

Cytinus hypocistis (ipocisto comune)

Si tratta di una specie abbastanza rara in Italia. Nel comprensorio stabiano era stata segnalata nel 1800 in una stazione lungo il litorale di Castellammare (Tenore M., 1833, in Guadagno M., 1926), stazione non riconfermata in studi successivi (Guadagno M., 1926. Caputo G. et al., 1994).

 

La scorsa primavera ho dedicato molto del mio tempo libero alla ricerca di questa piccola pianta, ho esplorato gran parte della zona montana di Castellammare e una bella mattina di maggio l’ho ritrovata. Una piccola popolazione cresce tra la macchia mediterranea alle spalle del santuario della Madonna della Libera. Da quel giorno più e più volte sono ritornato ad osservarla e adesso rileggendo gli appunti di campo mi accorgo che ad ogni escursione ho annotato sempre la stessa frase “la pianta rischia di sparire dal territorio cittadino”. Una preoccupazione giustificata da una serie di circostanze concomitanti, prima tra tutte l’esiguità della popolazione, pochi esemplari che crescono localizzati in una piccola porzione di territorio, anche la vicinanza del santuario è un grosso fattore di rischio negli ultimi anni questo luogo di culto è stato al centro di uno sconsiderato abusivismo edilizio, una parte della montagna è stata letteralmente sbriciolata per costruire case, ostelli, parcheggi, strade e tante altre “comodità” che hanno deturpato irrimediabilmente l’intero paesaggio, purtroppo il caso del santuario abusivo non è l’unico scempio che si può “ammirare”, numerosi sono gli edifici del circondario costruiti senza nessun tipo di autorizzazione. Un’altra minaccia da considerare sono i periodici incendi che divampano in zona, spesso causati dall’uso insensato di fuochi d’artificio esplosi per festeggiare liete ricorrenze come matrimoni, comunioni e feste comandate. Appare ovvio che se lo scempio dovesse continuare la vicina popolazione di Citinus ipocistis L. verrebbe spazzata via definitivamente. A quanti amano la natura e condividono le mie stesse preoccupazioni non resta che sperare. Sperare nel risveglio del senso della giustizia delle istituzioni che per tanti troppi anni hanno permesso la sistematica distruzione dei beni naturali.

N.d.A. 2007 – In una recente escursione fatta col Gruppo ‘Escursionisti Stabiesi’, lungo i sentieri tra i monti che da Castellammare portano a Vico Equense ho avuto modo di osservare diversi esemplari di Ipocisto comune. Questa nuova scoperta, per quanto lieta ed importante, non alleggerisce la grave situazione in cui versano gli esemplari di Monte S. Cataldo.

Ferdinando Fontanella
Twitter: @nandofnt


Testi consultati:

  • CAPUTO G., LA VALVA V., NAZZARO R., RICCIARDI M., 1994. La flora della Penisola Sorrentina. Delpinoa, n.s., 31-32: 3-97.
  • GUADAGNO M., 1926 . La vegetazione della Penisola Sorrentina (IV Parte) [puntata 2a]. Boll. R. Orto Botanico della R. Università di Napoli, vol. VIII, pag. 246.
  • PIGNATTI S., 1982. Flora d’Italia. vol. I Edagricole, Bologna

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Collaboratore di Redazione

Naturalista e giornalista pubblicista, è laureato in Scienze della Natura, con specializzazione in Divulgazione naturalistica e Museologia scientifica, presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

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