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Escursionisti
stabiesi
(
L'impegno di vivere, salvaguardare e promuovere il nostro ambiente )
Ideata
da un gruppo di appassionati ricercatori locali, questa rubrica propone
studi
storico naturalistici ed itinerari escursionistici, fruibili sul
territorio stabiese.
Il
gruppo escursionisti stabiesi, annoterà in questo "diario
aperto" le
esperienze
di ricerca e gli studi effettuati sul territorio locale, al fine di
condividere
con
tutti voi le interessanti esperienze maturate.
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Schede
Tecniche di percorso:
"Il
vallone Scurorillo"
( Visualizza
la brochure dell'itinerario
)
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PERCORSO |
SPECIFICA |
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Itinerario: |
Basilica di S. Maria di Pozzano -
Borgo di Pozzano -
Vallone Scurorillo - Palazzo Notari - Antico borgo
delle Camarelle - Via Madonna della Libera - Via
Vecchia Pozzano - Basilica di S. Maria di
Pozzano. |
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Durata: |
4 ore e 10 min. (con ampie soste di rilevamento e
ritorno). |
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Lunghezza: |
4
km circa (Andata e Ritorno). |
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Difficoltà: |
EE
(Escursionisti Esperti). |
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Dislivello: |
250 mt. |
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Tipo
di percorso: |
Il
percorso
è caratterizzato da un
piano di calpestio misto. Ecco
a seguire la relativa specifica: dalla
storica Basilica di Pozzano percorriamo a monte il
prospiciente Vico
Pozzano (questo primo breve tratto in salita
è a carattere urbano), lasciamo questa strada carrabile in
prossimità di un'antica
calcara che segna l'accesso al Vallone
Scurorillo, pochi metri oltre la calcara incontriamo un
bivio che imbocchiamo sulla sinistra. Il primo tratto a
carattere roccioso è notevolmente inquinato da un paio
di discariche abusive provenienti dagli abitati
soprastanti dai quali sono stati sversati inopinatamente
rifiuti e materiali di ogni genere e consistenza che
ostacolano pericolosamente il naturale calpestio del
percorso. Nel primo tratto è presente inoltre un punto
di difficile attraversamento (uno "scalone"
roccioso di circa due metri e mezzo di altezza), da
scalare con attenzione, preferibilmente con l'aiuto dei
compagni di escursione e per il quale è richiesto un
minimo di preparazione fisica. Poche
centinaia di metri oltre questo primo ostacolo naturale
e si giunge ad un crocevia importante che delimita in
direzione sud-est l'imbocco al rinomato sentiero dello
"Scalandrone". Da questo punto in poi lo
"Scurorillo" offre all'escursionista un
percorso pulito ed incontaminato ricco di attrattive
naturalistiche. Proseguendo in salita lungo il letto
roccioso del ruscello è possibile scorgere sulla destra
(al di sopra di una collinetta) un interessante riparo
sottoroccia con stalagmiti ed alcune interessanti
cavità (purtroppo inaccessibili perchè situate a
qualche metro di altezza). Riscendendo la
collinetta (che segnaliamo essere molto friabile e
scivolosa per la presenza di granuli di lapillo) si
riprende il cammino in salita, fin quando (a circa
quindici minuti), si raggiunge la parte terminale del
percorso riconoscibile per la presenza di un secondo
"scalone" di roccia (di circa due metri di
altezza), superato il quale si giunge alla parete
rocciosa del Faito. Per il ritorno ci s'incammina a
ritroso fino al crocevia dello "Scalandrone",
precedentemente citato, di fronte al quale imbocchiamo
il sentiero ripido in sterrato per Villa Notari,
raggiunto questo storico edificio, ci s'incammina su di
una stradina agevole in direzione del Santuario di
Madonna della Libera, si prosegue per via Vecchia
Pozzano fino a raggiungere la Basilica di Pozzano. |
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Punti
d'acqua: |
Basilica di S. Maria di Pozzano e al Santuario di
Madonna della Libera. |
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Segnaletica: |
Il sentiero è privo di segnaletica escursionistica. |
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Tipo
di vegetazione: |
Nella risalita del Vallone Scurorillo s'incontra prevalentemente
vegetazione tipica di ambienti umidi e ombrosi.
Numerose sono le specie di Felci, Epatiche e Muschi.
Non mancano entità floristiche caratteristiche di
ambienti antropizzati, segno questo del pericoloso
“malessere ambientale” che attanaglia la forra. Il
restante percorso è caratterizzato da zone a
macchia mediterranea e zone a bosco misto
ceduo. Mentre i caratteristici terrazzamenti agricoli
sono coltivati ad ulivo, vite, agrumi e noci. |
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Punti
d'interesse: |
Borgo di Pozzano con antichi edifici e stupenda
Basilica pontificia – Antica calcara – Vallone
Scurorillo, per l’unicità paesaggistica e
naturalistica, offre all’escursionista numerosi
spunti d’interesse basti pensare: alla rigogliosa
popolazione di Pteride di
Creta, ai ripari sottoroccia
con splendide incrostazioni calcaree, agli imponenti
depositi di “Conglomerati piroclastici”
(pomici e
lapilli cementati dal calcare) – Palazzo Notari e
antiche vasche per la cura delle castagne – Antico
borgo delle Camarelle – Santuario di Madonna
della Libera – Via Vecchia Pozzano – Stupendo il
panorama sul Vesuvio ed il golfo di Napoli e sulla città di
Castellammare.
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Osservazioni: |
L’itinerario attraversa luoghi ricchi di storia come il borgo di Pozzano e quello delle Camarelle a cui si affianca la
maestosità dello Scurorillo, spettacolare vallone
costiero, che si trova a due passi dal centro storico
della città. A guardarlo dal belvedere di Monte Faito
sembra una profonda ferita nel fianco della montagna
che da una quota di circa
550 metri, con un percorso pressoché rettilineo, degrada fino
al mar tirreno dove sfocia in località Marina di
Pozzano.
Un percorso suggestivo da
affrontare soprattutto nel periodo primavera-estate
quando le piogge sono meno frequenti e il letto del
ruscello che scorre nel vallone è asciutto. La parte iniziale del vallone, dal mare fino ad arrivare alle spalle
dell’abitato di Pozzano, è purtroppo largamente
compromessa dall’operato umano e non è praticabile.
Meglio conservata è la parte mediana e finale;
infatti, dall’abitato di Pozzano è possibile
entrare nel vallone e risalire così verso monte Faito.
Lungo la risalita di questo tratto non mancano,
purtroppo,
scarichi di acque reflue e rifiuti di ogni genere
provenienti dagli abitati circostanti, molti dei quali
costruiti abusivamente, che rovinano e offendono
l’amenità di questo luogo.
Per chi si
avventura per la prima volta in questo itinerario è
inevitabile provare un senso di rimpicciolimento, la
strana sensazione è causata dal confronto con le
ripide e maestose pareti calcaree. Lo Scurorillo si
presenta come una stretta e profonda forra in cui la
luce del sole, ostacolata anche da una rigogliosa
vegetazione, fatica ad entrare generando così una
penombra perenne che ha ispirato il toponimo.
Scurorillo deriva da scuro ossia privo di luce.
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note: le foto di corredo sono di (M.
Cuomo, F. Fontanella, G. Cesarano & A. Stinca)
Per info e contatti: escursionististabiesi@email.it
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