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Escursionisti
stabiesi
(
L'impegno di vivere, salvaguardare e promuovere il nostro ambiente )
Ideata
da un gruppo di appassionati ricercatori locali, questa rubrica propone
studi
storico naturalistici ed itinerari escursionistici, fruibili sul
territorio stabiese.
Il
gruppo escursionisti stabiesi, annoterà in questo "diario
aperto" le
esperienze
di ricerca e gli studi effettuati sul territorio locale, al fine di
condividere
con
tutti voi le interessanti esperienze maturate.
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Schede
Tecniche di percorso:
"La
Croce al Monte Pendolo"
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PERCORSO |
SPECIFICA |
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Itinerario: |
Borgo Privati (chiesa di S. Eustachio) - Via Pendolo
(antico sentiero per la croce del M. Pendolo) - M. Pendolo - Pimonte - Tralia - Monte Coppola -
antica via Pimonte (il sentiero che da Monte Coppola
porta al borgo di Privati) - chiesa di S. Eustachio. |
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Durata: |
5 ore (con ampie soste di rilevamento e
ritorno). |
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Lunghezza: |
6,5
km circa. |
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Difficoltà: |
E
(Escursionistica - media difficoltà). |
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Dislivello: |
550 mt. |
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Tipo
di percorso: |
Questo
percorso
è caratterizzato da un
piano di calpestio misto. Ecco
a seguire la relativa specifica: il
tratto iniziale (chiesa di S. Eustachio - via Pendolo)
è di tipo urbano e come tale non presenta particolari
difficoltà. Giunti al ponticello attiguo ad un
vecchio casolare, ci dirigiamo verso destra imboccando
un antico camminamento (originariamente questo
camminamento era costituito da scaloni in pietra
calcarea, ma con profondo rammarico, rileviamo essere
allo stato attuale, quasi del tutto devastato da
inopinate colate di cemento e brecciato). Si continua
per un sentiero montano in sterrato, fino ad arrivare ad
un antico
rudere. Ancora poche decine di metri e risulta possibile
proseguire in due direzioni, quella più pratica e breve
punta a monte dritto verso la vetta, noi decidiamo
invece di ripercorrere in via esplorativa il vecchio
sentiero che si snoda lateralmente verso destra e che
risulta essere meno agevole e notevolmente
ostruito. Le tracce dell'antico sentiero, però, si
perdono ben presto nella rigogliosa vegetazione per cui
dopo il
consulto di una carta dei sentieri, decidiamo di tagliare a monte sul terrapieno. Poche minuti e ci ritroviamo a percorrere un
sentiero marcato fino ad arrivare alle zone
abitate del Pendolo. Proseguiamo per la ripida, ma
agevole strada rotabile, fino ad arrivare alla vetta e
alla Croce del Pendolo.
Al ritorno decidiamo di percorrere
in direzione Tralia un'antica
mulattiera consunta dal tempo (costituita da
una scalinata di vecchi lastroni calcarei). Proseguiamo
poi, per la vecchia via Pimonte a Monte Coppola e ci
dirigiamo a valle su di un sentiero sterrato, che si
snoda verso l'antico Terziere di Privati. |
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Punti
d'acqua: |
Fontane pubbliche al borgo di Privati e nel
comune di Pimonte - non mancano lungo il percorso
fontane private il cui uso viene gentilmente concesso
dagli abitanti del posto agli escursionisti. |
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Segnaletica: |
Il sentiero è privo di segnaletica escursionistica,
i tratti che attraversano le vie comunali sono
indicati con targhe toponomastiche. |
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Tipo
di vegetazione: |
Durante il tragitto d’andata si incontrano
prevalentemente coltivi ad ulivo e vite, nei punti non
interessati dai coltivi resistono lembi di macchia
mediterranea con le tipiche essenze di Leccio, Erica
arborea, Cisto, Ginestra. Il ritorno, nel tratto
Pimonte - Monte Coppola, è caratterizzato
prevalentemente da cedui a bosco misto e cedui a
Castagno. Nell’ultimo tratto da Monte Coppola ai
primi abitati del borgo Privati si incontrano coltivi
ad Ulivo e ampie zone di macchia mediterranea. |
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Punti
d'interesse: |
Antichi edifici del borgo Privati con
caratteristiche e belle edicole votive - Chiesa di S.
Eustachio - coltivi
a vite e ad ulivo - antichi
ruderi
di belle cascine, costruiti a secco con blocchi di
rocce calcaree -
pavimentazione, in lastroni di roccia calcarea, dei
sentieri - imponenti depositi fossiliferi di
“Calcare a Rudiste” - croce del Pendolo -
Splendido il panorama dal belvedere di Monte Pendolo
che domina il golfo di Napoli e la piana campana,
altrettanto interessante è il panorama sul crinale
del Monte Faito e sui tre pizzi di Monte S. Angelo. Spettacolari
sono anche i numerosi ruscelli e salti d'acqua, in
piena nel periodo primaverile, che accompagnano gran
parte dell'itinerario.
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Osservazioni: |
I tratti meglio conservati del percorso proiettano il viaggiatore in un
epoca ormai lontana quando l’antica mulattiera era
percorsa da contadini, pastori e boscaioli che
abitavano le antiche e caratteristiche cascine
disseminate lungo il sentiero. Un viaggio nel tempo
che sembra diventare reale quando si ha la fortuna di
incontrare qualche vecchio abitante del posto che come
un libro di storia vivente è capace di regalarti un
aneddoto di un'epoca ormai scomparsa. Straordinari
sono anche gli spunti naturalistici che l’itinerario
offre. Numerose orchidee crescono ai margini dei
coltivi e nella macchia mediterranea, bellissimi
sono i depositi di “Calcare a Rudiste”, particolarmente emozionante è il poter osservare
uno straordinario alveare
selvatico,
la Talpa
e l’infaticabile Scarabeo
stercorario. Queste potenziali attrattive, suscitano forti emozioni.
L’escursionista che intraprende
questo percorso, si estranea dal banale materialismo dei
chilometri da percorrere per immergersi in un viaggio
fantastico. |
note: le immagini di corredo sono (foto:
M. Cuomo & F. Fontanella)
Per info e contatti: escursionististabiesi@email.it
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