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Escursionisti
stabiesi
(
L'impegno di vivere, salvaguardare e promuovere il nostro ambiente )
Ideata
da un gruppo di appassionati ricercatori locali, questa rubrica propone
studi
storico naturalistici ed itinerari escursionistici, fruibili sul
territorio stabiese.
Il
gruppo escursionisti stabiesi, annoterà in questo "diario
aperto" le
esperienze
di ricerca e gli studi effettuati sul territorio locale, al fine di
condividere
con
tutti voi le interessanti esperienze maturate.
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Schede
Tecniche di percorso:
"Le
antiche calcare stabiesi (anno 2012)"
( Visualizza
la brochure dell'itinerario
)
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PERCORSO |
SPECIFICA |
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Itinerario: |
Ritrovo e partenza in Via Acton (altezza ex colonia ferrovieri); S.S. Sorrentina; Pozzano; Vico Pozzano, Via Vecchia Pozzano; boschi di
Quisisana. |
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Durata: |
4 ore (con ampie soste di rilevamento e
ritorno). |
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Lunghezza: |
5,5
km circa. |
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Difficoltà: |
E
(Escursionistica). |
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Dislivello: |
150
mt. |
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Tipo
di percorso: |
Escursione
che ripercorre l'antica strada che
da Pozzano conduce ai boschi di Quisisana. Il percorso
si snoda su camminamenti agevoli che seppur mal curati (è infatti palese
la mancata manutenzione al suolo di calpestio),
sono praticabili e possono essere considerati discretamente
sicuri. |
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Segnaletica: |
Il sentiero è sprovvisto di segnaletica e percorre in
parte i viali dei boschi di Quisisana. |
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Tipo
di vegetazione: |
Prevalentemente bosco misto ceduo e macchia
mediterranea, da rilevare anche
numerosi coltivi. |
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Punti
d'interesse: |
Reggia
di Quisisana - parco della Reggia con bellissimi
Castagni secolari - via Tuoro a Monte Coppola
ombreggiata con stupendi Lecci secolari - antica
calcara nei pressi della sorgente di S. Bartolomeo
- antica calcara nei pressi di Fontana del Re e
antica
calcara di Pozzano.
Particolarmente interessanti gli spunti naturalistici che il percorso
offre,
con i ruscelli e
i salti d’acqua caratteristici dei numerosi
impluvi (Rivi).
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Osservazioni: |
Un percorso suggestivo e particolarmente
interessante, con
caratteristiche diverse in base al periodo dell’anno
in cui viene affrontato. Particolarmente affascinante
nel periodo “fine inverno, inizio primavera”
quando i numerosi ruscelli che scorrono negli impluvi
sono in piena, in alcuni tratti l’acqua affronta
spettacolari salti tra tutti il più bello è quello
di Monte Coppola una vera e propria cascata. Di
rilevante interesse è anche la presenza di alcuni
esemplari di Pteride di creta e di altre numerose
specie di felci ricordiamo: la Scolopendria
comune, la Cedracca comune, la Felce
maschio (che genera i
nuovi getti a forma di pastorale vescovile), il Capelvenere,
l'Asplenio tricomane.
Numerose anche le entità di muschio ed epatiche.
Interessante è anche la presenza di numerosi
affioramenti di conglomerati
delle tipiche rocce sedimentarie della zona.
Particolarmente belli e suggestivi e non rari da
ritrovare sul percorso sono
anche i
depositi di travertino. Da segnalare infine
la presenza del picchio che spesso allieta il cammino
dell’escursionista col suo ritmico tamburellare. |
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Ulteriori
INFO: |
A guardarle con occhi sognanti alcune di queste strutture somigliano a piccoli castelli medioevali, costruite in muratura a secco, con splendidi archi portanti, sono in realtà fornaci per la cottura della roccia calcarea e la produzione di calce viva. Mario Rigoni Stern, grande narratore della natura del nostro paese, scrisse che il lavoro in queste fornaci, di gruppi di compaesani ex partigiani o reduci scalcagnati che ancora avevano un po' di forza e tanta volontà di lavorare, contribuì a ricostruire l'Italia distrutta dalla seconda guerra mondiale, l'ultimo grande sforzo di una generazione valorosa ormai quasi “sparita” nei capitoli di storia. La produzione di calce in alcune calcare del comprensorio stabiano continuò fino ai primi anni sessanta del novecento per poi estinguersi con l'avvento dei moderni cementi industriali, da questo momento le fornaci sono diventate la testimonianza tangibile di un paese che non c'è più.
La visita a queste strutture, ottimo esempio di archeologia industriale, darà la possibilità di discutere del contesto socio/economico in cui le calcare funzionarono e fornirà stimolanti spunti naturalistici per spiegare la dinamica dei processi legati alla produzione della calce. Interessante sarà, infine, discutere possibili opportunità per proporre un recupero e una valorizzazione di una parte significativa della nostra storia, cosicché diventi un pezzo integrante del nostro
futuro. |
note: le immagini di corredo sono (foto:
M. Cuomo & F. Fontanella)
Per info e contatti: escursionististabiesi@email.it
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