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Cari Amici, a seguito dell’articolo a mia firma in cui si denuncia l’ennesimo abuso che degrada e umilia l’importante sito naturalistico dell’Acqua Santa, nel cuore del Parco Regionale dei Monti Lattari; scritto
e pubblicato nel sito web de “il Gazzettino Vesuviano” e ripreso da
Liberoricercatore.it, Positanonews.it, Gragnanochannel.it, Vivicentro.org, e diversi blog, che
danno un importante contribuito alla diffusione della notizia
tramite i loro canali; molti di voi mi avete contattato esprimendo il vostro rammarico per la costruzione dell’edicola votiva incriminata,
manifestando una certa collera nell’intenzione di voler distruggere immediatamente e personalmente l’abuso.
Non vi nascondo che anche io, nell’immediato, sono stato
tentato di prendere un martello e, con quattro colpi bene assestati, eliminare croce, madonnina e mattonella. La rabbia, però, è una cattiva consigliera e non porta a nulla di concreto e duraturo,
concedendomi qualche attimo di riflessione, ho pensato quindi che demolire l’edicola
votiva, potesse essere la cosa più sbagliata da fare, perché le operazioni di smantellamento eseguite
in fretta e furia e, senza effettiva cognizione potrebbero arrecare ulteriori danni al sito e
soprattutto perché eliminando la struttura non abbiamo di certo eliminato il problema,
perché la disinformazione è tanta e la possibilità che nuove,
simili costruzioni vengano riedificate è comunque
altissima. Realizzando ciò, son venuto alla convinzione
che più utile sarebbe stato costringere chi di dovere ad intervenire legalmente e nei modi più opportuni alla rimozione dell’abuso,
denuncia utile a mettere in luce eventuali responsabilità e negligenze e
sicuramente più confacente per avviare un vero e
proprio approntamento di misure volte a scongiurare
futuri simili episodi.
Questa mattina, quindi, mi sono recato alla caserma del Corpo Forestale dello Stato di Castellammare di Stabia per denunciare l’episodio e sentire il parere dell’autorità competente.
Gli agenti della Forestale mi hanno assicurato che entro i primi di settembre provvederanno a fare un sopralluogo per accertare l’illecito e a denunciare l’accaduto alla Procura della Repubblica, che dovrà per forza aprire un’indagine e magari ravvisare una certa colpevolezza anche nella totale inefficienza (allo stato attuale) dell’Ente
Parco che palesemente ha lasciato il territorio nell’abbandono. Ho lasciato i miei recapiti personali agli agenti e mi sono offerto di accompagnarli di persona alla sorgente dell’Acqua Santa (la località, ahimè,
anche a loro non era a nota). Spero vivamente che a queste parole seguano i fatti, nell’attesa quello che possiamo fare noi è reagire al degrado del nostro territorio (l’Acqua Santa è solo una goccia del mare che si sta prosciugando!) impegnandoci per educare e sensibilizzare i cittadini, spronare le istituzioni, raccogliere dati attraverso la ricerca. Magari chi si ostina ad abusare e a sfregiare il nostro patrimonio naturalistico lo fa perché è incosciente delle proprie azioni, e se così fosse la sola repressione dei singoli abusi si rivelerebbe inutile.
Tra di noi ci sono le competenze necessarie, per erigere un argine di civiltà e conoscenza capace di contenere la straripante inciviltà ed ignoranza.
Un caro saluto a tutti voi, il vostro naturalista e amico Nando Fontanella.
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