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Castellammare di Stabia > l'Editoriale > 13 ottobre 2011

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l'Editoriale

a cura di Maurizio Cuomo & Ferdinando Fontanella

 

 

 

 

giovedì 13 ottobre 2011, ore 10,00

 

Legno e impegno per Castellammare...

( di Ferdinando Fontanella )

 

 

 

   Cari amici Liberi Ricercatori, ieri in una delle mie passeggiate ho notato che da qualche giorno è iniziata la raccolta di legname per i falò dell'Immacolata. Mancano più di cinquanta giorni per l'accensione dei tradizionali fuochi in onore della Madonna e i ragazzi dei rioni già si danno da fare. E allora mi chiedo e vi chiedo: non sarebbe questo il tempo per imbastire un programma serio per rendere la notte dell'Immacolata un momento di coesione sociale e promozione turistica per Castellammare? Continueranno i "gestori" della nostra città ad accorgersi dei falò solo in prossimità dell'otto dicembre?

 

Il falò dell'Immacolata sull'arenile di Castellammare (foto Martina Cesarano)

Il falò dell'Immacolata sull'arenile di Castellammare (foto Martina Cesarano).

 


   Chi organizza la vita di una città come la nostra ha il dovere di affrontare gli impegni per tempo, altrimenti l'Immacolata sarà per l'ennesimo anno una farsa. Lo stesso discorso vale ad esempio per la stagione balneare. 

 

La Spiaggia di Pozzano (foto Ferdinando Fontanella).

La Spiaggia di Pozzano (foto Ferdinando Fontanella). 

 

   Le spiagge di Pozzano, nei mesi autunnali, invernali e primaverili, versano in balia del più misero abbandono. Solo ad estate ormai inoltrata, mentre in altre località turistiche tutto è pronto da tempo, da noi qualcuno ha la brillante idea di voler regolamentare e rendere fruibili al pubblico le spiagge. Allora, mi chiedo e vi chiedo: non sarebbe questo il tempo per imbastire un programma serio per rendere la nostra estate 2012 finalmente degna di una città turistica? Mi fermo qua, ma un discorso simile potrebbe essere fatto per la cura del verde pubblico e tutti gli altri problemi che affliggono la nostra amata Castellammare di Stabia. 


 

P.S.: Che serva tempo per pianificare e per programmare è giusto e sacrosanto, questo non  lo si può negare a nessuno, di contro, però, il tempo stringe e per i motivi di cui sopra, ritengo che sia ormai giunto il momento di operare fattivamente. A suffragare ciò, trovo necessario e opportuno rispolverare il vecchio detto dialettale: "Mentre 'o miedeco sturéa, 'o malato se ne more!". Parole sagge, quelle del "vecchio antico", che oggi sembrano calzare a pennello per una Castellammare che rischia di soccombere e che urge di interventi.  

Nella più viva speranza e fiducioso che la presente venga letta per tempo e che soprattutto il messaggio arrivi a destinazione in modo limpido e diretto, nel rivolgermi senza polemica alcuna, a chi ha la facoltà di decidere e di programmare il futuro di Castellammare, dico: "M'arraccumanne, 'sta vota nun mettite 'e catenacce doppo arrubbate!!! 

 

 

Un caro saluto a tutti voi, il vostro naturalista e amico Nando Fontanella.

 

 

 

 

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