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Castellammare di Stabia > Lettere alla Redazione > Gioacchino Ruocco

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Lettere alla Redazione

( il resoconto scherzoso di un incontro non desiderato col punteruolo rosso )

           

Rif.: messaggio del 13 ottobre 2009

 

 

Ridendo e scherzando ho incontrato il "Punteruolo rosso"

 

     Tornando a casa, ieri sera, ho avuto un contatto ravvicinato con un il punteruolo rosso della palma (Rhynchophorus ferrugineus) coleottero curculionide originario dell'Asia, micidiale parassita di molte specie di palme, che, bello bello, con la sua livrea delle migliori occasioni, si era sistemato sul mio tavolo da lavoro, vicino alla tastiera del computer. Pur avendo fatto la sua conoscenza attraverso una foto rintracciata su un giornale di qualche tempo fa, l’ho riconosciuto subito e non mi sono meravigliato più di tanto della sua presenza perché siamo soliti, quando fa caldo, vivere il più possibile con le finestre aperte. Lo guardavo e lo ammiravo nel suo procedere lieve, forse in cerca di qualcosa di commestibile o di una palma sulla quale instaurarsi e procreare, ma al pensiero che fosse l’artefice, assieme a quelli dell’Ufficio Giardini, della distruzione di tutte le palme del lungomare di Ostia mi ha messo addosso la preoccupazione di come eliminarlo dalla mia abitazione. Fosse stato ‘o vaccariello ‘e San Giuvanne l’avrei accolto festosamente e ci avrei giocato come facevo da bambino schiacciandogli una delle zampe posteriori per fargli accelerare il passo per vincere la gara nella quale erano impegnati altri suoi simili delle scuderie avversarie. Non sempre, però, le cose vanno come vorresti. In ultimo, vincendo la naturale diffidenza che derivava solo dalla mia ignoranza sui comportamenti dell’animale, l’ho preso e lo messo fuori di casa un po’ schifato. Avevo paura, lo ammetto, di spappolarlo nel prenderlo e di trovarmelo tra le mani in condizioni precarie, ma il suo involucro si è dimostrato coriaceo contro la mia imperizia e resistente alla presa. Se avessi saputo quello che ho letto stamattina, che "presso gli Iatmul", una popolazione indigena della Papua Nuova Guinea, le larve di Rhynchophorus ferrugineus costituiscono un importante elemento della dieta, arrivando a rendere conto di circa il 30% del fabbisogno proteico e costituiscono la principale fonte di zinco e ferro, avrei riflettuto non poco prima di allontanarlo da casa: potevo valutare al meglio la sua visita e proporgli di impiantare un allevamento di larve per esportarle in nuova Guinea. Beata ignoranza! Per precauzione, però, prima di uscire di casa, se siete ignoranti come me, chiudete, comunque, gli infissi perché al ritorno non si sa mai….che tipo di curculionide potreste trovarvi in casa.  

 

 

 

 

  

( Autore: Maurizio Cuomo - © Copyright 2002 www.liberoricercatore.it  )