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Terminologia stabiese

Per il piacere di rispolverare ed apprezzare le vecchie parole dimenticate dal tempo, che per l'inevitabile disuso, purtroppo, sono in via di estinzione, nella rubrica delle tradizioni proponiamo una pagina della terminologia stabiese. I caratteristici modi di dire e i termini dialettali (passati e recenti in uso a Castellammare di Stabia), che riportiamo nella sottostante tabella sono frutto di piacevoli chiacchierate con anziani stabiesi (patrimonio inestimabile, troppo spesso sottovalutato). La pagina è in continua evoluzione,  per cui consigliamo di prendere visione degli eventuali aggiornamenti.

"Dedico questo modesto lavoro a mio padre Domenico, da sempre appassionato lettore  ed autentico ricercatore di scritti e poemi dialettali".

Libero Ricercatore

 

 

 

 

 

Modi di dire     

( le frasi dialettali più significative in uso a Castellammare )

 

Termini dialettali

( una selezione di caratteristiche parole dialettali stabiesi )

 

 

 

 

 

 

La voce del dialetto, la casa del cuore

     La chiamata del dialetto risulta inesorabile e urgente per chi, lontano dalla propria terra o lontano dall’accesso al dialettale, ha costruito le sue prime relazioni affettive e ludiche nel terreno linguistico locale:  i giochi, i pianti, i primi baci nascosti, gli odori dell'infanzia, le figure dei giochi e le sue parole. Interi scenari si sedimentano nella memoria del cuore. Non si potrebbe chiamare altrimenti, visto che le memorie che verranno dopo saranno articolate in una catena associativa di più labile impressione. Provate a chiacchierare con un anziano nel pieno delle sue funzioni o anche in situazione di malattia, troverete una traccia della sua presenza là, nel linguaggio dialettale, in dei proverbi antichi che egli vi elargirà come caramelle dolci di un tempo. Là troverete, quell'appiglio che vi permette di partire e abitare il suo mondo così lontano, così vicino. Tutto si costruisce nella nostra memoria come uno scheletro emozionale incancellabile. Ma le parole del dialetto  sono mondi mentali di diversa natura, esperienze prime in cui il nostro vissuto del mondo si è acceso al divenire. Il dialetto è la casa del cuore. È un'inesorabilità a cui non sfugge nessuno. L' emigrato che costruisce canzoni dialettali napoletane alla sua amata lontana pur parlando correntemente la lingua locale o straniera. La lacrima dell'intellettuale in terra straniera o nel proprio territorio all'ascolto di un'espressione antica. Non è solo una questione di fatto linguistico o di vita pratica,  il dialetto è un modo di pensare il mondo. Un mondo dove il corpo era libero di forgiarsi con il cuore che palpitava, dove il flusso di immagini, colori, parole e voci potevano liberamente circolare in noi, liberi da qualsiasi struttura costituita. Potremmo addirittura osare dire di più, il dialetto è l'accesso piú libero al mondo e a noi stessi! Quando il dialetto arriva all’arte, allora tutto può accadere. La musica e la poesia già nei loro ritmi narrativi organizzano le nostre sensorialità nelle forme più disparate: e piangi, e ridi, e danzi, e rallenti il respiro e tu bimbo attendi in suspence l’ultima rima di quella fiaba o filastrocca. E quando tali narrazione si fondano sul dialettale, possiamo vivere quell'esperienza tragica e necessaria di sentirci viventi nel nostro corpo: il cuore batte forte, si accenna una lacrima, un calore ci riempie il sorriso e il viso. La memoria del cuore, quell’antica casa di senso pieno e misterioso ci rapisce in un’esperienza globale e multisensoriale. Si è presenti a se stessi. Un poeta o un musicista che sceglie il dialetto, sceglie non solo un linguaggio, ma un'esperienza basilare del mondo: la libera onda dell’infanzia. Un libero ricercatore che sceglie di raccogliere i significati e gli usi del dialetto chiede al lettore di tessere e ritessere una  mitologia della storia personale e collettiva, chiede un’interrogazione forte sul chi eravamo e su come oggi siamo presenti al mondo, alla luce di quella lontana casa del cuore, in cui abita il dialettale.

Alfonso Santarpia

psicologo clinico

Dottorando in psicologia clinica e psicopatologia   Il corpo e la parola

Attaché temporaire d’enseignement e de recherche Università Paris8

Sito italiano di ricerca universitaria e arte http://www.lemetaforedelcorpo.net/

 

 

 

 

 

  

( Autore: Maurizio Cuomo - © Copyright 2002 www.liberoricercatore.it  )