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I monologhi

di Lino Di Capua e Gelda Vollono

 

 

 

15 agosto 1807: Castellammare in festa

 

Gli apparati festivi, intesi come macchine da festa, videro la luce nel XVI secolo, raggiungendo in breve tempo un’espressione artistica di straordinario livello in tutta Europa.

Tuttavia queste vere e proprie opere d’arte, tanto belle quanto effimere, al termine delle manifestazioni erano smontate di modo che oggi è possibile ammirarle solamente  in dipinti e stampe coevi. Si può parlare di vere e proprie opere d’arte perché alla loro realizzazione contribuirono i maggiori ingegneri, scultori e pittori del valore di LEONARDO, del PALLADIO, del BRUNELLESCHI, del VASARI, del BERNINI, del SANFELICE, del VACCARO e tantissimi altri ancora.

L’uso di macchine in occasione di feste o cerimonie  nel 600 e 700 si diffuse nelle maggiori città italiane ed europee e certamente non lasciò indifferente la Castellammare di fine ‘700 che, grazie alla politica illuminata dei Borboni, pensiamo alla costruzione del Regio Arsenale, agli scavi archeologici, alla Reggia di Quisisana, era presente sulla scena nazionale ed internazionale: la  macchina per l’esposizione del SS. Sacramento che si può ancora ammirare nella chiesa del Gesù e che rappresenta per di più l’unica superba testimonianza attualmente esistente in Campania di un apparato festivo barocco, ci fa intuire la portata del coinvolgimento della nostra città a questa forma d’arte che certamente non dovette essere di scarsa importanza e che sicuramente dovette entrare nella tradizione popolare. 

 

 Ciò malgrado in nessuna cerimonia, religiosa o profana che fosse, era stata a tutto oggi trovata notizia in fonte documentale, letteraria o grafica dell’impiego di macchine da festa. L’aver quindi reperito la cronaca minuziosa di una festa con impiego di allestimenti trionfali organizzata dal Comune di Castellammare il 15 agosto 1807 per ringraziare Dio della pace ritrovata in Europa e per celebrare l’onomastico di Napoleone 1.,  è di una tale importanza ed eccezionalità che abbiamo ritenuto opportuno riportarla integralmente.

 

“Sabato 15 del corrente Agosto 1807 in adempimento de’ Sovrani ordini la Comune di Castellammare celebrò con tutta pompa, e singolare dimostrazione festa di ringraziamento a Dio per l’ottenuta pace del continente, e  per la felicitazione dell’ Augusto Imperador de’ Francesi, e Re d’ Italia ricorrendo il lieto dì del suo nome. (1)

Per tre sere tutta la città fu illuminata a giorno, ed in due luoghi della medesima s’eressero due magnifiche macchine esprimenti le glorie del gran NAPOLEONE, quella eretta nel largo lungo la strada della marina (2) rappresentava il Tempio della Gloria circondato da un grande Anfiteatro, ed ornato di colonne,statue,archi, ed iscrizioni analoghe a ciò che si voleva esprimere, nel mezzo del Tempio eravi un gruppo di Genj, e la Fama che sostenevano graziosamente i ritratti in basso rilievo dell’ Imperatore, e di GIUSEPPE PRIMO (3) nostro Augusto Sovrano, i quali venivano dalla Gloria coronati. Quella macchina poi ch’era eretta nel largo del Quartuccio (4) all’entrata della città rappresentava due magnifici archi trionfali circondati quanto è lunga la strada di altri più piccioli archi ornati di trofei, bandiere, ed iscrizioni, che formavano benanche un vago, e lungo anfiteatro. Bello era veder poi queste macchine illuminate, e gli armonici concerti di musica che s’udivano dove queste erano situate, come tutta la Città illuminata ancora, quando non solo le case de’ particolari cittadini si vedevan ornate di lumi, ma sebbene tutte le Chiese, e tutti gli edificj pubblici; tra le quali si distinsero la casa del Sottintendente del Distretto, quella del Sindaco Presidente della Comune, e l’illuminazione fatta dal Comandante di Marina sul prospetto del Real Cantiere, come pure il frontespizio, ed il campanile della Chiesa Cattedrale.

Sabato poi il Duomo era vagamente ornato col più prezioso arredo; su tutt’e tre le porte di essa Chiesa eranvi opposte delle Iscrizioni (5) indicanti la lieta circostanza della Solennità, le quali stavano adorne di veli, drappi, e damaschi. Alle dieci antimeridiane poi v’intervennero il Sottintendente, il Sindaco Presidente (6), il Comandante di Piazza, e tutte le altre autorità Civili, e Militari, come pure l’ intero Decurionato, tutt’i Funzionarj pubblici, il Clero, gli Ordini Religiosi sistenti nella Città, le figliuole dell’ Orfanotrofio di S. Anna, ed i Cittadini d’ ogni ordine, e classe, cosichè si vide riempito a gran folla tutto il vase della Chiesa d’ un popolo immenso; indi si celebrò solennemente la messa da questo Monsignor Vicario Capitolare (7) assistita da tutto il Capitolo, e cantata da sceltissima musica; dopo la Messa montò sul pulpito l’ Abate D. Diego Longobardi (8), e recitò con entusiasmo una orazione tutta analoga alla lieta circostanza, con la quale destò negli animi di tutti gli Ascoltanti il più grande trasporto che si leggeva nella fronte di essi, e sotto voce si udivano gli applausi loro a ciò che diceva l’Oratore. Recitata l’orazione, si espose il Venerabile, e quindi si cantò solennemente da Musici l’Inno Ambrosiano, e finalmente terminò la sacra funzione con la benedizione del Santissimo.

Tutto il tempo di questa lieta funzione s’intesero suonare a festa tutte le campane della Città, e continue salve di mortari ch’eccitavano negli animi di tutti la più viva gioja; cosichè bello era vedere i Cittadini d’ ogni ordine, sesso, e condizione felicitarsi l’ un con l’altro, e porger fervidi voti all’Altissimo per la prosperità, e felicitazioni delle auguste Persone del Gran NAPOLEONE Imperador dè Francesi, e Re d’Italia, e per il suo degno Germano GIUSEPPE NAPOLEONE primo nostro amabile Monarca, e ringraziarlo sinceramente per l’ottenuta pace del continente. 

Il giorno poi il Sottointendente del Distretto per mostrare l’attaccamento, e l’allegrezza di cui era animato fece a prò dè bisognosi della Città una pubblica largizione, disponendo per tale oggetto, e della gratificazione di docati 50, che per Real Munificenza gli è stata accordata in questo lieto rincontro, e di altra non poca somma da lui aggiuntavi, della quale ne furon dotate due orfane povere, ne parteciparono pure le figliuole dell’Orfanotrofio di S. Anna, molte oneste famiglie bisognose, e tutti i mendici della Città, ai quali furon dispensati grossi pani, e somme di denari. 

Finalmente la sera si pose fine alla festa con un decoroso appartamento dato dalla Comune, che cominciò alle nove pomeridiane, e terminò alle quattro antimeridiane dove v’intervennero tutte le autorità costituite Civili, e Militari, tutti i Funzionarj pubblici, e tutti i Signori, e le Signore tanto Cittadine, quanto quelle Forestiere che trovansi in Città. In questa festa fuvvi divertimento di musica, ballo, e diversi giuochi, e riposto aperto a tutti, la quale riuscì brillantissima, e con piacere, e gradimento di ognuno degl’ intervenuti.”

 

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(1) Il nome Napoleone, di origine latina,  significa proveniente da Napoli  ed è festeggiato oltre che il 27 luglio anche il 15agosto in onore della data di nascita di Napoleone Bonaparte.

(2) Attuale via Bonito.

(3) Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone, fu re di Napoli dal 1806 al 1808.

(4) Tale largo è quello che oggi si trova antistante la  farmacia del Leone.

(5) Sono riportate alla fine della cronaca.

(6) Trattasi di  Crescenzo Longobardi.

(7) Si parla del Can. e Arcidiacono U.I.D. Antonio Girace (1743-1818),  nominato Vicario Capitolare il 31 Marzo 1804 e morto ancora in carica il 24 febbraio 1818. Infatti dopo la morte del Vescovo Monsignor Ferdinando Crispo Doria, avvenuta il 5 agosto 1800, la sede di Castellammare rimase vacante fino al 1. gennaio 1819 quando prese possesso della diocesi il  Vescovo Monsignor  Bernardo Della Torre.

(8) L’Abate D. Diego Longobardi autore di questa minuziosa cronaca, è lo stesso che nel 1800 , nella Chiesa del Gesù, recitò un’orazione funebre in onore del già citato vescovo Monsignor  Ferdinando Crispo Doria.

 

 

 

Trascrizione facsimilare delle iscrizioni apposte sulle porte della Cattedrale:

 

v      su quella maggiore:

A . DIO . SOMMO.  DATORE

ALL. AUGUSTO. IMP. NAPOLEONE

QUI. STABIA. RICONOSCENTE

QUAL

MERCE. LE. PROFUSIONI. DIVINE

LE . GLORIOSE . VITTORIE

DEL . GALLO . EROE

IL . CONTINENTE . DI . EUROPA

 TABILE . BRAMATA . PACE

CON . GIOJA . RESPIRA

O. D. C.

 

 

v      sulla minore destra:

A. DIO. DELLA. PACE

AL. GENEROSO. IMP. DELLE. GALLIE

RICONESCENZA. ETERNA

 

 

v      sulla minore sinistra:

A. DIO. DEGLI. ESERCITI

A. BONAPARTE. INVITTO

APPLAUSI. IMMORTALI

 

 

 

Trascrizione facsimilare delle iscrizioni apposte sulle macchine

 

I.   Tempio della Gloria in via Marina:

 

 

v      sotto ai ritratti di Napoleone e del fratello Giuseppe:

 

L. IMPERADOR. NAPOLEONE

FIGLIO. DELLA. GLORIA

DALLA. VITTORIA. PRECEDUTO

DALLA. PACE. CORONATO

ED

IL. GIUSTO. SAGGIO. VIRTUOSO

GIUSEPPE. NAPOLEONE . PRIMO

RE. DELLE. SICILIE

SUO. DEGNO. GERMANO

 

v      sotto la statua della Pace:

DOVE. QUESTA. RIPOSA

IVI. LA. FELICITA. REGNA

 

v      sotto la statua della Vittoria:

DOVE. QUESTA. TRIONFA

IVI. LA. GLORIA. SPLENDE

 

v      sotto la base della macchina:

ALL. AUGUSTO. IMP. NAPOLEONE

APPORTATOR. DI. AMICA. PACE

QUESTO. MONUMENTO

DI. ETERNA. RICONOSCENZA

I. CITTADINI. DI. STABIA.

DD. DD. DD.

 

v      sulla sommità della macchina:

AL. MONARCA. DELLE. SICILIE

SUO. GERMANO

STABIA. FEDELE

IN. SEGNO

DI. RISPETTOSO. ATTACCAMENTO

O. D. C.

 

v      Ai lati dell’Anfiteatro che circondava il Tempio, sotto i quattro bellici trofei:

I

AL. GLORIOSO. VINCITOR. DI. MARENGO (9)

GRAZIE. IMMORTALI

 

II

AL. CELEBRE. TRIONFATOR

DI. AUSTERLIZ(10)

SINCERA. GRATITUDINE

 

III

ALL. INVITTO. EROE. DI. JENA (11)

ETERNI. EVVIVA

 

IV

ALL. INESPUGNABILE. GUERRIERO

DI. FRIEDLAND (12)

APPLAUSI. UNIVERSALI

 

____________________________________________

 

(9) La battaglia di Marengo ebbe luogo il 14 giugno 1800, alle porte della città di Alessandria e vide fronteggiarsi l'armata d'Italia, comandata da Napoleone Bonaparte e le truppe austriache comandate dal generale Melas. Si concluse con la vittoria di Napoleone che riconquistò il dominio dell' Italia.

(10) La battaglia di Austerlitz , chiamata spesso la  Battaglia dei tre Imperatori perché simboleggia lo scontro tra l'Imperatore Napoleone I, lo Zar Alessandro I di Russia, e l'imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I, fu combattuta il 2 dicembre 1805 presso l'attuale Slakov, in Moravia, e si risolse con la vittoria di Napoleone contro gli Austro-Russi. Con essa il Bonaparte  obbligò i Russi a ritirarsi dall’Austria e contemporaneamente gli austriaci furono costretti a firmare il 26 dicembre il Trattato di Pressbourg concedendo molti territori ai francesi.

(11) La battaglia di Jena, la più sanguinosa delle campagne napoleoniche, fu  combattuta insieme con quella di Auerstadt il 14 ottobre 1806 contro la Prussia di Guglielmo III che sconfitto fu costretto a concedere una parte importante dei suoi territori a Napoleone.

(12) La Battaglia di Friedland,  svoltasi il 14 giugno 1807, nell’attuale territorio russo di Kaliningrad, un tempo chiamato Köningsberg, sancì la supremazia di Napoleone sulla Russia.

 

 

II.   Quella del largo del Quartuccio:

 

 

v      Sul primo arco grande:

 

SE

LE. CELEBRI. VITTORIE

DEL. GRAN. GENIO. DEL. SECOLO

LA. POSTERITA. RENDONO.ATTONITA

ED

A. POPOLI. DONANO

PACE. TRANQUILLITA

ORA

CON. GIUSTO. ENTUSIASMO

QUESTI. VIVAMENTE. MANIFESTANO

GIOJA. TRIPUDIO. GAUDIO

 

v      Sul grande arco di fronte a questo:

STABIA. FEDELE

LE. GLORIE. CELEBRANDO

DELL. AUGUSTO. IMP. NAPOLEONE

RENDE

GIUSTIZIA. AL. MERITO

OFFRE

TRIBUTI. ALLA. VIRTU

 

v       Sul grande arco di fronte a questo:

POPOLI. NELL’INVITTO. NAPOLEONE

AMMIRATE. IL. MAGGIOR. DE. MORTALI

 

v       Su quelli del lato sinistro:

PARTENOPE. SEI. VERAMENTE. FELICE

GIUSEPPE. NAPOLEONE. REGNA

SU. LE. TUE CONTRADE

 

 

 

 

    

( Autore: Maurizio Cuomo - © Copyright 2002 www.liberoricercatore.it  )