Le origini di questa tradizione
purtroppo sembra che non siano ben chiare, lo stabiese Ciro Alminni,
per spiegare tali origini, nel
libro "Antiche tradizioni stabiesi - Fratiélle e
surèlle" (anno 1999), riporta fedelmente così come dai
suoi ricordi, una suggestiva storia raccontatagli dalla sua bisnonna
Carolina (vissuta tra il 1800 e gli inizi del '900), con la
quale descrive il naufragio notturno di un peschereccio (paranziello)
coinvolto in una violenta tempesta di mare e dell'unico
superstite scampato alla tragedia, che in balia del mare, dopo ore di dura lotta tra le onde, mantenendosi a galla con un
legno dell'imbarcazione, rimase miracolosamente illeso
invocando la "Madonna". Giunta ormai l'alba, e a mare
acquietatosi, il pescatore, dolorante, stremato e infreddolito,
raggiunse l'arenile adiacente alla "Banchina 'e zì
Catiello". Notato da alcune persone che si trovavano sul
posto, fu subito soccorso con un primo fuoco per
riscaldare l'uomo. Il miracolato, riguadagnate un po' delle sue
forze, tra lo stupore degli astanti disse che era rimasto in
vita solo perché soccorso e accolto tra le braccia dell'Immacolata
Concezione (rif.: "Fratielle
e surelle"). Tale storia,
se vera e non di fantasia, daterebbe quindi questa tradizione
almeno agli anni di fine '800.
Volendo
fare una ricerca più approfondita, abbiamo chiesto alla nostra
"memoria storica", il carissimo amico Gigi Nocera (oggi
86enne), cosa ricordasse di questa tradizione e con nostro
stupore, lui ha detto di non ricordare affatto che a Castellammare
negli anni '30, vi fosse la tradizione dei "fuocaracchi".
Da
ciò qualcuno a ben pensato di traslare tale tradizione agli anni
del dopo guerra mondiale (asserendo che quella dell'amico Alminni
fosse solo storia inventata), ma se riflettiamo (e questa è una mia
personale teoria, plausibile e spero anche condivisibile),
entrambi le testimonianze possono essere prese per buone, anzi
quella di Gigi aggiungerebbe un tassello importante di cui ad
oggi non si è mai tenuto conto, ovvero che negli anni trenta (che tengo a sottolineare erano
gli anni del periodo "fascista" e del proibizionismo
restrittivo), questa tradizione molto probabilmente è stata
proibita o per meglio dire accantonata, per essere poi ripresa negli
anni a seguire il dopo guerra.
Buona
Immacolata a tutti (Maurizio Cuomo).