|
Anagrafe
stabiese
Caro Maurizio, mi rifaccio all'episodio narrato dal
Signor Alessandro per esporre anch'io un fatto che capitò
a mio padre quando si sposò nel lontano 1920.
Bisogna
premettere che una volta per accontentare i nonni, paterni e
materni, alla nascita ogni bambino si vedeva appioppare
due o tre nomi, oltre a quello, diciamo, principale. Cosa che puntualmente
capitò anche a mio padre, inconscio pargoletto che ignorava
quanto avevano fatto i suoi genitori.
Mio
padre si doveva sposare e si recò in Comune per espletare le
relative pratiche. Nell'anticamera dell'ufficio preposto,
assieme ad altre coppie aspettava che lo chiamassero per
completare l'iter. Dopo aver atteso parecchio tempo e dopo che
tutti gli altri.... aspiranti sposi avevano esaurite le
incombenze, mio padre si rivolse all'incaricato chiedendo il
perché solo lui mancava all'appello. Ed ecco il colloquio,
riferitomi diverse volte da mio padre, che si svolse tra lui e
il commesso:
Mio
padre: "Scusate, pecché a me nun m'avito chiammato?"
Commesso:
"Scusate, ma vuie comme vi chiammate?"
Mio
padre: "Nocera Francesco"
Commesso:
"...Ma io v'aggio chiammato tanti vote!"
Mio
padre, convinto: "No, guardate, vuie nun m'avite mai
chiammato!"
Commesso:
"Vostro padre comme si chiamma?"
Mio
padre: "Nocera Andrea"
Commesso:
"Allora, vuie site Nocera Francesco Paolo Mario
Taddeo!"
Mio
padre: "No, guardate, io songo sulo Francesco Nocera"
Commesso:
"Diciteme almeno comme se chiamma vostra madre"
Mio
padre: "Genoveffa Salerno"
Commesso:
"Allora vuie site Francesco Paolo Mario Taddeo!"
Mio
padre, rassegnato e non convinto: "E si ‘o dicite
vuie.....!"
E
fu così che Francesco Paolo Mario Taddeo sposò Gemma Suarato,
i quali poi generarono questo bel tipo.
Gigi
Nocera
|