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Questa mattina nell’osservare il cielo intravedo
delle nuvolette rosa che vagano lente sul ponte azzurro. Così
definisco l’arco della volta celeste che unisce idealmente
la vetta del monte Faito a sud e la punta del triangolo del
Vesuvio a nord. La brezza di mare increspa appena il golfo e
fa oscillare gli alberi del litorale e della collina di
Quisisana.
L’ampio
seno di mare riverbera il prodigio dei colori di
Castellammare. Il giro del sole ravviva il profilo montuoso di
Pozzano e la linea d’orizzonte del Tirreno. La giornata
estiva spande intorno fragranze di mare, fiori e lavande.
Nelle
borgate delle falde l’atavico lavoro dei contadini segna il
ritmo delle ore e la corsa dei giorni.
Questa
natura stabiese, così affascinante e suggestiva, mi fa
immaginare la terra delle mie radici in un tempo antico e
tanto distante dal mio quotidiano.
Desidererei
vivere la quiete e la meraviglia, l’ambiente e i luoghi
primordiali di una estate così remota. Il fantastico viaggio
nel tempo mi farebbe comprendere l’essenza momentanea di
quella fase stagionale e i personaggi e le trame di tante
storie lontane.
Sono
sicuro che il mondo di oggi, così comodo, ma carente di
sentimenti e di valori, non sarà mai vagheggiato!
Purtroppo
certe volte, ma da poco tempo, la bella stagione delle vacanze
se ne va anonima tra le bizze climatiche del tempo e senza
lasciare alcuna traccia. Da qualche decennio le stagioni
sembrano stravolte nel loro ciclo naturale. Sovente, in
primavera, nel mese di aprile, abbiamo visto il Vesuvio col
cappuccio bianco di neve e la nostra montagna, il Monte Faito,
con la vetta
innevata. E’ pur vero che la primavera è la figlia
dell’inverno! Ma nel secolo scorso, almeno fino agli anni
settanta, ogni stagione era tale e non subiva né anticipi né
posticipi delle altre e addirittura non capitava che
l’inverno fosse caldo come l’estate. Già l’estate!
Appena ieri le temperature sfioravano i quaranta gradi e oggi
a pochi giorni dell’avvento autunnale il freddo anomalo ci
fa abbandonare le spiagge e costringe a modificare con
anticipo il cambio stagionale del nostro abbigliamento.
Mi
affascina quindi l’idea fantastica di vivere una di quelle
stagioni nella terra arcaica di Stabiae. Mi sentirei altresì
appagato se mi ritrovassi tra le ville romane antiche in una
splendida mattina di luglio generata nel giardino di luci tra
le colline e il mare di Castellammare di Stabia.

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