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Ho frequentato la Seconda Media nel 1952, con la Prof.ssa Schettino,
insegnante manesca, la cui severità era per noi motivo di
orgoglio, perché assolutamente insuperabile; chi pensa di
aver avuto un insegnante severo, di certo non ha idea di cosa
riusciva a fare la Schettino! Ci puniva sempre alla
grande.
Ricordo che qualche volta portava in classe il suo unico figlio
"Luigino" (che poteva avere sette o al massimo otto
anni di età), in tali occasioni lo faceva sedere con noi.
Povero guaglione, quanti pizzichi e "scuzzettoni" ha
preso, ogni volta che la madre ci voltava le spalle, erano
mazzate accompagnate dalle intimazioni di stare zitto... e che lui per paura
di prendersi ulteriori botte puntualmente rimaneva in
silenzio. Ora Luigino dovrebbe avere 63 - 64 anni, chissà se
leggerà questo mio scritto, eventualmente lo facesse, gli
vorrei dire: "Caro mio scusaci, ma in
qualche modo ci dovevamo pure vendicare di tua madre".
Ma
a onor del vero bisogna dire che la Schettino era una
professoressa eccezionale, con l'unico difetto di essere manesca.
Grazie signora Schettino, grazie di cuore per quello che ci
hai insegnato (con le buone o le cattive).
Altro
personaggio imponente di quegli anni era il Preside Libero
D'Orsi, ricordo ancora le grosse scarpe che lui calzava,
sempre impolverate, perché come noto, era dedito agli scavi delle antiche ville di Stabiae. Ricordo bene quelle sue
scarpe perché avevo sempre paura che prima o poi mi avrebbe
dato un calcione forte da mandarmi in orbita. Questa mia paura
scaturiva dalla coscienza sporca che avevo, mi spiego: almeno una
volta al mese organizzavamo un "filone" a sfondo sportivo. Ci
mettevamo d'accordo con uno o due studenti per ogni classe
delle Medie e andavamo a giocare a calcio a Quisisana, nel
piazzale sopra la "Fontana del re". Così in otto o
dieci facevamo il famoso filone. La giustifica non ci
preoccupava, perché quella la scrivevamo di nostro pugno. Ma restava il
problema di andare dal Preside D'Orsi per ottenere la sua
firma di convalida. Problema
che comunque risolvemmo quando imparai a falsificare la sua
firma (credetemi, riuscivo a farla in modo impeccabile). Per
fortuna Preside Libero D'Orsi non lo venne mai a sapere, altrimenti
sono sicuro che andava a finire veramente male. Uno degli
amici che era solito partecipare a queste "avventure
calcistiche" era Sandrino Cosenza, che negli anni
Sessanta divenne uno dei migliori mediani che la Juve Stabia
abbia mai avuto, e
ciò mi onora di averlo avuto come compagno della mia
infanzia.
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