www.liberoricercatore.it

( Storia, cultura e tradizioni stabiesi )

Castellammare di Stabia > Tradizioni > Castellammare si racconta > Ciccio 'a ri sorde

@-mail

 

 

Castellammare si racconta

( Storie stabiesi di vita vissuta )

 

 

 

 

Ciccio 'a ri sorde

di Alfredo Volpe (24 marzo 2009)

 

 

     Desidero segnalare una  ministoria cittadina (che qualche lettore forse già conoscerà), di un nostro benemerito concittadino stabiese morto, alcuni anni fa, a oltre novant'anni.  

Questo nostro conterraneo di nome  Francesco Paolo Cimmino, personaggio molto mite, con spessi  occhiali da miope, era soprannominato  “Ciccio 'a ri sorde”.

Costui  è stato  un antesignano (quando non c’erano ancora le mense gestite dal  volontariato della Caritas o dalle Parrocchie), e suppliva  in quegli  anni, senza saperlo a queste. 

I più grandi, come il Signor Gigi Nocera (assiduo collaboratore di Libero Ricercatore, e memoria storica della città), ricorderanno che questi gestiva alla Calata del Gesù  (dagli  anni '30  ai  '50)  una rivendita di  vino con annessa  povera trattoria, dove gli abitanti del centro storico cittadino, soli ed anziani e i braccianti del vicino porto, andavano  a consumare un pasto caldo. Pagavano come potevano, con pochi spiccioli, molti spesso anche gratis. Da ciò è nata la  leggenda del nome “Ciccio 'a ri sorde” cioè da Ciccio si mangia con due soldi.

A questo breve racconto aggiungo che girava anche una voce, ma non ho mai saputo, se questa era una facezia o una cattiveria, ma la trascrivo così come mi è giunta all'orecchio: “Ciccio 'a ri sorde”, cucinando dei poveri piatti, era solito confezionare delle braciole di cotica di maiale in sugo o fritte, legate con fil di ferro. Oggi questa modesta ministoria  popolare stabiese rischia di essere dimenticata. 

 

 

 

 

  

( Autore: Maurizio Cuomo - © Copyright 2002 www.liberoricercatore.it  )