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Mia madre Maria conobbe
mio padre Salvatore proprietario del bar Petagna, erano tutti
e due vedovi con un figlio ciascuno e dopo hanno avuto 2
figlie, mia sorella Marisa ed io.
Mamma
collaborava molto con papà, la mattina presto apriva lei
(alle ore 6) e poi scendeva mio padre, mi ricordo che mi
portava nel passeggino e già da giovanissima ho partecipato
alla vita del bar costantemente, la sera si chiudeva molto
tardi, allora erano in pochi i bar, c'era Fontana, molto dopo
si aprì Cirillo (al Corso), noi eravamo vicini al garage e
pompa di benzina degli Ingenito, mia madre era stata sposata
con un Ingenito.
La
nostra attività era molto fiorente, presso di noi
stazionavano i proprietari delle auto che allora venivano
prese in affitto con o senza autista. Il nostro locale servì
da centro per le cabine telefoniche. Da noi erano di casa i
componenti della famiglia "Di Somma" (Catello e
figli), ma l'ambiente era molto tranquillo.

In
foto: mio padre al suo fianco mio fratello Nino.
Mio padre amava le innovazioni e anticipava i
tempi, fu il primo a mettere bigliardi e bigliardini, il primo
a comprare il televisore e ad attrezzare la sala per la
visione aperta tutti. Mia madre, durante la guerra andava a
Napoli a comprare il caffè di contrabbando e a volte si era
trovata sotto i bombardamenti, ma per fortuna di noi tutti
tornava sempre a casa. Una delle sue caratteristiche; la sera
iniziava a raccontare episodi riguardanti i fantasmi,
piacevano a tutti, tranne al ragazzo di mia sorella, col quale
poi si sposò, Renato Pappalardo.

In foto da sinistra: con i calzoni corti era mio
fratello Ciro Ingenito (figlio di mamma), il secondo potrebbe
essere Ciro Madonna, ma non ne sono sicura, il terzo era mio
fratello Nino Petagna (figlio di papà), il quarto, molto
alto, era Nello Pappalardo, diventato il cognato di mia
sorella che sposò Renato Pappalardo, l'ultimo sulla destra
non so chi sia.
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