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Viaggio nella natura di Stabia

( Nota di conservazione della natura: Ferdinando Fontanella )

 

 

 

Pozzano, tutti in spiaggia per un tuffo tra i rifiuti e il degrado

Castellammare di Stabia, 22 giugno 2011, la spiaggia libera di Pozzano, uno dei pochi lidi pubblici rimasti in città, è letteralmente sommersa di rifiuti e di bagnanti.

 

 

      Il sole lambisce i ciottoli e la sabbia di Pozzano fin dal primo mattino, l’orologio non segna ancora le 7.00 che iniziano ad arrivare i bagnanti. I primi a scendere la ripida scalinata d’accesso sono gli anziani e gli sportivi, che d’abitudine si svegliano all’alba; poi le famiglie i papà, le mamme e i bambini attrezzati con palette, secchielli, sdraio, ombrelloni e vettovaglie; infine le giovani coppie e le comitive di ragazzi con radioline, carte napoletane, panini e tanta allegria. Pozzano è un lido pubblico e accedervi non costa nulla in termini di denaro. Si paga troppo, invece, in termini di dignità e salute. La spiaggia infatti, nonostante l’amenità naturale, è letteralmente ridotta ad una discarica a cielo aperto dove mancano i minimi requisiti per considerarla degna di un paese civile. Allertati dalle segnalazioni arrivate in redazione noi de “il Gazzettino Vesuviano” proviamo a dar voce ai bagnanti di Pozzano, stanchi di essere trattati come cittadini di “serie B” solo perché usufruiscono di un bene pubblico. “Manca tutto – si sfoga il sig. Giovanni, 74 anni – questa è la peggiore estate che io ricordi. Gli scorsi anni c’erano dei ragazzi che provvedevano alla pulizia, raccoglievano i rifiuti e con una carrucola li portavano nei cassonetti posti sulla Statale Sorrentina, gli stessi ragazzi provvedevano a fittare sdraio ed ombrelloni a chi ne faceva richiesta. Probabilmente esercitavano questo lavoro abusivamente ma offrivano un servizio che la pubblica amministrazione non è stata capace di garantirci”. “Noi anziani – interviene il sig. Mario, 65 anni – che da anni frequentiamo Pozzano cerchiamo di ripulire la spiaggia ammucchiando i rifiuti al muraglione, ma questo non basta perché nessuno provvede poi a portarli via, e la cosa grave è che ci sono persone che appiccano il fuoco all’immondizia pensando di risolvere il problema”. “Se potessi permettermelo pagherei per portare i miei figli ad un lido privato – ci confida Maria, 35 anni madre di 3 bimbi – mio marito purtroppo è tra gli operai dell’indotto Fincantieri e a stento possiamo permetterci gli spiccioli da dare al parcheggiatore abusivo”. “La cosa più squallida, oltre ai rifiuti – rivelano Sandro e Michela, fidanzati – è la mancanza dei servizi igienici, è impensabile che un luogo pubblico così affollato non abbia un bagno. Ed è schifoso dover sentire la puzza di urina e feci di chi fa i propri bisogni lungo le scale d’accesso alla spiaggia”. Dello stesso parere Maurizio 20 anni, che oltre a non sopportare più questo schifo, vorrebbe sapere dove vanno a fare il bagno il Sindaco di Castellammare e il resto dell’amministrazione comunale, “se i signori della politica portassero i figli a fare il bagno a Pozzano non credo che riuscirebbero a dormire tranquilli la notte”. “Ci sentiamo umiliati – conclude Roberta 25 anni studentessa universitaria – perché la discriminazione sociale è una brutta cosa. Il divario tra la nostra spiaggia pubblica e le adiacenti spiagge a pagamento è troppo marcato. Chi può permettersi di pagare gli esosi biglietti d’ingresso ha diritto a tutto, chi non può permettersi questo lusso non ha diritto a niente, nemmeno alla propria dignità. Addirittura i gestori dei lidi privati, in barba ai divieti e ai regolamenti vigenti, hanno provveduto a sistemare delle recinzioni in ferro che separano i poveri, che fanno il bagno tra i rifiuti, dai ricchi. E dire che il mare e la sabbia di Pozzano sono gli stessi per noi e per loro”.

Ferdinando Fontanella.

 

 

Un po' di foto "promozionali":

Comune di Castellammare di Stabia: POZZANO spiaggia libera (foto Ferdinando Fontanella).

Comune di Castellammare di Stabia: POZZANO spiaggia libera

 

  La maleodorante sorpresa ai piedi dello scalone di accesso (foto Ferdinando Fontanella).

La maleodorante sorpresa ai piedi dello scalone di accesso

 

Un mare di "monnezza" (foto Ferdinando Fontanella).

Un mare di "monnezza"

 

Un mare di "monnezza", da diversa prospettiva (foto Ferdinando Fontanella).

Un mare di "monnezza" (da diversa prospettiva)

 

Cumuli di rifiuti abbandonati (foto Ferdinando Fontanella).

Cumuli di rifiuti abbandonati

 

L'area doccia (foto Ferdinando Fontanella).

L'area doccia

 

Gli spogliatoi (foto Ferdinando Fontanella).

Gli spogliatoi

 

Nuovo combustibile per altri piccoli roghi (foto Ferdinando Fontanella).

Nuovo combustibile per altri piccoli roghi

 

Il cumulo che saluta i bagnanti al loro rincasare (foto Ferdinando Fontanella).

Il cumulo che saluta i bagnanti al loro rincasare

 

 

 

 

 

 

Per ulteriori informazioni e/o segnalazioni scrivere a: nandofnt@libero.it

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