www.liberoricercatore.it

( Storia, cultura e tradizioni stabiesi )

Castellammare di Stabia > Storia & Ricerche > Una reliquia di San Gennaro...

@-mail

 

 

Una reliquia di San Gennaro a Castellammare
( poco nota, ma da sempre sotto gli occhi di tutti )

 

del dott. Giuseppe Plaitano

 

 

 

 

 

 

    Forse solo gli addetti ai lavori e qualche storico locale che ha scritto della reliquia di San Gennaro sa che è sempre stata lì, sotto gli occhi di tutti, nella chiesa di San Bartolomeo di Castellammare di Stabia. 

 

La chiesa di San Bartolomeo (foto Giuseppe Plaitano)

 

    A ricordarlo è una lapide dell’annesso monastero di suore, che in tempi a noi lontanissimi ricevette in dono un pezzo del costato di San Gennaro martire nientedimeno che dalle mani di Roberto d'Angiò (re dal 1309 al 1343).

 

PRETIOSIORA INTER PIGNORA

ILLUSTRE HOC COENOBIUM CONDECORANTIA

MAXIMA PRAESTANTISSIMAQUE

PARS PELLIS COSTARUMQUE SANCTI BARTTHOLOMAEI

APOSTOLI

UNAQUE E COSTIS SANCTI JANUARII EPISCOPUI

ET MARTYRIS

A ROBERTO DUODECIMO ANDEGAVENSI

REGALI MUNIFICENTIA EIDEM LARGITA

ATQUE A MONIALIBUS RELIGIOSISSIME ADSERVATA

 

 

Il busto di San Gennaro

 

 

     Circa tale reliquia, il Padre Girolamo Maria di Sant’Anna dei Carmelitani Scalzi, nell’anno 1707 testualmente scrisse: “Nella città di Castello a mare fondata dalle ruine dell’antica Stabia, si trova un monastero di monache dell’ordine di san Francesco, nella di cui chiesa si conserva un pezzo della costa di san Gennaro”.

Il Tutini storico napoletano in "Memorie della vita miracoli e culto di S. Gianuano Martire, vescovo di Benevento e principal protettore della città di Napoli”, pubblicato in Napoli nel 1633, dice che la preziosa reliquia fu ritrovata in un’antichissima chiesa, che stava all’incontro il palagio detto Casanova, che fu edificato da Roberto re di Napoli, e spesso dimorar vi soleva per la bontà dell’aria di quel luogo, e pensa lui che da detto re fu donata alla suddetta chiesa dalla quale fu trasportata nel detto monastero.

Monastero, come dice il Capaccio, fondato dallo stesso re e riferendosi alla Santa reliquia quale sta ora collocata in una ricca statua del Santo e nelle pubbliche necessità ed universali bisogni, suol portarsi processionalmente per la città”.

Monastero non più esistente in prossimità dell'attuale chiesa della Sanità, a Quisisana; luogo non molto distante dal Palazzo Reale, frequentato appunto dal re.

Roberto d'Angiò era molto devoto a San Gennaro (forse anche di San Bartolomeo, alle monache donò pure una reliquia di questo santo, consistente in una parte della sua pelle).

Fu lui, infatti, a far costruire la teca d'argento destinata a contenere le famose ampolle col sangue, oltre al tabernacolo per riporvele insieme all'imbusto, anch'esso d'argento.

San Gennaro, fu decapitato nel 305 vicino Pozzuoli. Il suo corpo fu poi traslato e seppellito in  località Marciano, sulla quale molti studiosi si sono cimentati con ipotesi più o meno azzeccate.

In effetti esisteva un monastero in località Marciano in Campania, di pertinenza della diocesi di Nocera. Per dover di cronaca occorre dire che il 13 aprile del 431, detto corpo fu da Giovanni I, vescovo di Napoli, trasferito nelle catacombe di Capodimonte (note poi come di san Gennaro).

Nell' 831, il duca longobardo Sicone, mentre assediava Napoli, si prese il corpo di San Gennaro e se lo portò a Benevento, invece la testa e le ampolle col sangue si trovavano già da un'altra parte e cioè nei sotterranei della Chiesa della Stefania, accosto alla basilica di santa Restituta.

Nel 1156 Guglielmo I il Normanno fece trasferire le sante spoglie da Benevento al Monastero di Montevergine, dove furono riposte ed in seguito smarrite. Furono ritrovate solo nel 1480, murate sotto l'altare maggiore. 

 

Interno della chiesa di San Bartolomeo (foto Giuseppe Plaitano)

 

     Il pezzo di costa di san Gennaro, dunque, deve essere stato donato da Re Roberto alle Clarisse di Castellammare tra il 1309 e il 1343. Evidentemente in questo arco di tempo il corpo era ancora individuabile e accessibile se, come è probabile, la reliquia fu staccata proprio allora.

Altra ipotesi è che il re possedesse già la reliquia dai frammenti che venivano di prassi asportati prima che il corpo di un santo fosse tumulato e, probabilmente, nel 1156, cioè durante il trasferimento da Benevento a Montevergine.

Oggi l'imbusto è collocato nella seconda cappella a destra nella chiesa di San Bartolomeo, incassata in alto a sinistra in una nicchia, i tratti somatici richiamano il busto di marmo che si conserva a Pozzuoli, busto  scolpito tra il XIII e il XIV secolo.

 

 

 

Statistiche       Effettua una donazione...    LiberoRicercatore è testato da McAfee (Sito sicuro).         

( Autore: Maurizio Cuomo - © Copyright 2002 www.liberoricercatore.it  )