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Personaggi
illustri stabiesi
(
Brevi monografie, dedicate ai figli
illustri di Stabia e a tutti coloro
che
hanno dato lustro alla città di Castellammare di Stabia
)
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San
Catello
(
La storia del nostro Santo Patrono )
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La
storia di San Catello, vescovo di Stabia e patrono della città di
Castellammare di Stabia, purtroppo, non è ben chiara. Avvolta nel
mistero e per alcuni tratti contraddittoria, la vita del Santo, fu
trascritta per la prima volta dall'Anonimo sorrentino in un
manoscritto risalente alla fine del IX sec. Intento a raccontare
la storia di Sant'Antonino abate di Sorrento (strettamente collegata
alla vita di San Catello), l'anonimo nei suoi antichi scritti,
menzionando le vicissitudini che legano i due Santi, ha rilasciato
numerose tracce descrittive anche di San Catello. |
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L'incontro
tra i due Santi avvenne nella seconda metà del VI
secolo, quando Sant'Antonino
(monaco benedettino), scampato alla furia devastante
del popolo longobardo, dopo diversi giorni di profugo
cammino, giunto a Stabia, fu accolto dal vescovo
Catello. In seguito divisero le fatiche apostoliche;
ritiratisi eremiti sul monte Aureo, ebbero la celeste
visione dell'arcangelo Michele, dove fecero innalzare
un tempio in suo onore. Vittima di calunnia, con
la quale lo si accusava di aver abbandonato i fedeli e
la sua chiesa, il vescovo Catello fu sospeso e
condotto prigioniero nelle carceri di Roma perché
giudicato colpevole da Papa Pelagio II. Catello, uomo
di fede, accolse la momentanea ingiusta decisione con
estremo spirito di sopportazione chiudendosi in
contemplazione. |

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Stretto
in continua meditazione ed ispirato da sapere divino,
Catello predisse al diacono, (suo temporaneo custode
di cella) la sua futura elevazione a pontefice.
Alla
morte di Papa Pelagio II (anno 590), la predizione
fatta anni prima nelle carceri ebbe ad avverarsi: il
diacono carceriere, fu eletto Papa con il nome di
Gregorio Magno.
Leggenda
vuole che, Papa Gregorio Magno, grazie alle
rivelazioni avute in sogno da un monaco benedettino
(presumibilmente sant'Antonino), avendo in ricordo la
predizione di Catello (fatta anni addietro nelle
carceri), lo riconobbe innocente. Finalmente
scarcerato, Catello fu accolto festosamente dal popolo
stabiese.
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La
statua lignea (immagine a sinistra), in origine
interamente indorata, posta sull'altare nella
cappella di San Catello della Concattedrale di Santa
Maria Assunta e San Catello di Castellammare di
Stabia, viene portata in processione dai fedeli
stabiesi il 19 gennaio (festa liturgica) e la II
domenica di Maggio (celebrazione del patrocinio).
La statua del Santo Vescovo,
venne commissionata nel 1604 a uno scultore napoletano
di nome Giovanni Battista, e portata a Stabia il
16 Gennaio 1609. Il
Santo è inginocchiato su un cuscino, con la testa
fiera, eretta, con le braccia incrociate sul petto,
vestito con gli abiti pontificali (Mitra - Piviale -
Pastorale) in atteggiamento di preghiera a Dio e di
incoraggiamento e conforto al popolo. |
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Il
culto di San Catello fu approvato dalla Sacra
Congregazione dei Riti il 13 Settembre del 1729,
attribuendo la venerabilità di patrono di
Castellammare di Stabia.
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Nel
rispetto del culto del Santo Patrono stabiese,
trascriviamo la preghiera impressa sul retro
di una immaginetta sacra del
1904 (stampa in basso).
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Gloriosissimo
S. Catello, voi da lunghi secoli siete il padre di
questo popolo; siete proprio vivo col patrocinio in
mezzo a noi e noi come figli vi vogliamo un gran bene.
Deh non lasciate mai di parlarci e di guidarci. Voi
consigliateci, ammoniteci, scuoteteci, incoraggiateci
e benediteci. Se Iddio è sdegnato con noi, fatecelo
sapere voi e disponeteci al pentimento. Se i demonii
ci tramano insidie, indicatecele e confondeteli; se il
flagello si accosta alle nostre case fermatelo ed
alzate le mani per scongiurarlo. Salvateci la fede dei
nostri padri e soffiate potentemente nella carità dei
nostri cuori. A voi affidiamo la debolezza dei vecchi,
la forza dei giovani, la vivacità dei fanciulli, la
gravità delle madri, la fedeltà delle spose, la
modestia delle vergini, il genio degli artisti, la
onestà dei commercianti, il sudore degli agricoltori,
il coraggio dei naviganti. A voi raccomandiamo la
mente ed il cuore degli studiosi, il palpito dei
perseguitati, il pianto dei poveri, il gemito degli
infermi. Levatevi a volo e benedite ogni giorno i
nostri colli, la nostra marina, le nostre case, le
nostre vie, le nostre campagne. Presentatevi a Dio e
dite: questo popolo è figlio vostro, mostratevi a noi
chiaramente e fateci intendere che siamo figli di Dio.
E voi Gesù onnipotente, che ci avete dato questo gran
Padre, siateci propizio sempre che vi supplichiamo in
suo nome, esauditeci sempre che preghiamo in questo
luogo, mostrateci il vostro eterno sorriso e così
sia. |
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La curiosità:
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Catello
è un nome di origine latina, dapprima era un soprannome, poi
divenne un nome: Catellus, da catellus, diminutivo di catulus
che significa cucciolo.
(tratto
da: E. De Felice "Dizionario dei nomi italiani" -
Arnoldo Mondadori Editore).
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Galleria
iconografica di San Catello
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