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Micro-storia
stabiese
In
una società fatta di grandi nomi, nella quale si ricordano
quasi esclusivamente storie di personaggi famosi, non è raro
che ci si dimentichi del normale quotidiano, per meglio capirci,
le scene vissute con semplicità da persone comuni, che
trascorsa una vita di sacrifici, alla loro scomparsa, finiscono
per confondersi nell'anonimato della grande massa. Con "Libero
Ricercatore", ripeschiamo dai ricordi una micro-storia
stabiese, posta alla nostra attenzione dal nostro valido ed
indispensabile collaboratore Catello, con la speranza possa
renderci partecipe di qualche attimo della sua infanzia.
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Per
maggiore chiarezza va detto che a casa di Catello,
ad una parete del corridoio è affisso in bella
mostra un piccolo quadro, che suo padre Filippo ebbe
in regalo dal pittore Vincenzo D'Angelo, suo amico.
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Il
disegno fu realizzato in occasione di uno dei tanti
incontri che Filippo, Vincenzo ed altri inseparabili
amici, erano soliti fare al "bar Spagnuolo"
(punto di ritrovo del gruppo). Visto il potenziale
valore del disegno (raffigurante
l'autoritratto dell'autore), Filippo,
alla morte dell'amico Vincenzo, per il quale nutriva
profonda stima, decise di aggiungere una cornice per
preservare l'integrità dell'opera. Attualmente
l'opera è gelosamente custodita da Catello, per lo
straordinario valore affettivo che lega il quadro
al ricordo di suo padre Filippo
(purtroppo, non più
in vita). Da una
prima
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analisi,
ricavata dagli elementi visibili, si evince che il
disegno fu realizzato su di un semplice
supporto in cartoncino, mediante una penna ad
inchiostro. I tratteggi disordinati, la velocità
con la quale sono stati eseguiti e l'apparente
esecuzione infantile, evidenziano la spontaneità
con la quale l'autore ha operato, mostrando in
modo tangibile ed inconscio
la straordinaria semplicità
del proprio essere.
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Catello
ricordava perfettamente che il supporto cartaceo del
disegno, in realtà era un vecchio biglietto della
Circumvesuviana, per cui, spinti dallo spirito di
ricerca, con il quale siamo soliti operare all'interno
del "Libero Ricercatore", decidemmo di
verificare se il retro dell'immagine potesse fornire
ulteriori notizie utili (una dedica, una data o ad
esempio una semplice sigla distintiva). All'apertura
della cornice, tra i diversi dati stampigliati sul
vecchio biglietto, notevole valore ha la data,
attestante con molta probabilità, che il disegno sia
stato realizzato il giorno 8 agosto del 1976.
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La
seguente immagine è stata gentilmente concessa dal
sig. Luigi Canzanella.
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Per
completezza descrittiva riportiamo a seguire una breve
nota biografica del pittore Vincenzo D'Angelo,
estrapolata dal libro "Castellammare di Stabia,
luogo d'arte, cultura e tradizioni".
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VINCENZO
D'ANGELO: (pittore, poeta e scrittore)
Nato
a Pozzuoli il 9 marzo 1906, già abile pittore, all'età
di ventiquattro anni si trasferì a Castellammare di
Stabia, ove, nel 1936 in memoria del pittore stabiese
Errico Gaeta, fondò la Scuola dei Pittori di
Quisisana e successivamente, quella di via Coppola.
Nella sua lunga carriera artistica ebbe modo di
esporre alla Quadriennale di Roma (1937, 1951) ed alla
Biennale di Venezia (1950), di indubbio livello
internazionale espose anche a: Praga, Varsavia,
Cracovia, Bucarest, Sofia, Bruxelles, ed Helsinki. Si
spense a Castellammare di Stabia il 10 gennaio 1984.
Riconosciuto cittadino stabiese illustre, gli è stata
intitolata la Passeggiata del lungomare
Garibaldi di Castellammare di
Stabia.
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