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Assolutamente
compiaciuto della preziosa collaborazione, così gentilmente
concessa dal prof. Giuseppe D'Angelo, mettiamo a vostra
disposizione un valido strumento con il quale si potrà
interagire direttamente con il noto e accreditato
esperto di storia locale.
Una
opportunità interessante e rara alla portata di tutti,
nella rubrica infatti convergeranno tutti i quesiti di
pertinenza storica (inerenti la città di Castellammare
di Stabia), ai quali sarà data risposta dal prof.
D'Angelo.
Certo che la presente
iniziativa possa risultare utile a tantissimi cultori,
agli studiosi e agli innumerevoli appassionati di storia
locale, "Libero Ricercatore" ringrazia il
prof. Giuseppe D'Angelo per la disponibilità accordata.
La
biografia del prof. Giuseppe
D'Angelo
Avvertenze:
al fine di dare spazio a tutti e di non abusare della
disponibilità del prof. D'Angelo,
i
richiedenti sono invitati a porre quesiti specifici e a
restringere il tema della domanda.
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lunedì 9
febbraio 2009 |
Domanda:
Spett. prof. Giuseppe D'Angelo, ho notato una
forte somiglianza architettonica tra il palazzo
della Capitaneria di porto di Castellammare e
la Reggia
di Quisisana. Mi chiedevo se questi due edifici,
recentemente restaurati, non avessero in passato
un legame istituzionale. Certo della sua cortese
attenzione. Voglia gradire i più distinti saluti.
F. Fontanella.
Risposta:
Alcun legame istituzionale. Va detto che la vecchia
Capitaneria era allocata nell'antica Torre Alfonsina
in Piazza Fontana Grande, demolita agli inizi del
'900 per il passaggio dei binari del tram per
Sorrento. La nuova Capitaneria, quindi l'attuale, é
opera dell'inizio del Novecento, costruita ex novo.
Evidentemente l'ignoto architetto ha un po' copiato
il Palazzo Reale di Quisisana. Cordiali saluti,
prof. G. D'Angelo. |
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lunedì 26
gennaio 2009 |
Domanda:
Chiedo scusa per il disturbo. Per caso ho
notato che nella biografia di Viviani ( pubblicata
su liberoricercatore.it ) avete
inserito come data di nascita il 9 gennaio. Ma
come asserito da egli stesso in "Dalla Vita
alle Scene", la sua autobiografia... è nato
la notte del 10 gennaio all' 1,20… In attesa di
delucidazioni, come sempre vi ringrazio.
Un saluto caro. Daniele Somma (da Caserta).
Risposta:
Allora
per prima cosa si chiamava Viviano e non Viviani.
Soltanto con sentenza del Tribunale civile di Napoli del
6 ottobre 1914, il cognome fu cambiato in Viviani,
mentre la sorella Luisella si chiamò sempre Viviano.
Secondo:
nacque alle ore 2,15 del 9 gennaio, mentre fu battezzato
il 10. Ora devi pensare che una volta le persone
dicevano sempre la data di battesimo e non quella reale
di nascita. Questo giustificherebbe l'errore commesso
dallo stesso Viviani nella sua autobiografia.
Saluti, prof. D'Angelo. |
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sabato 17 maggio
2008 |
Domanda:
Gentile Professore, in molte cartine d'epoca il
confine nord del Principato Citra con la provincia
di Napoli coincide con l'ultimo tratto del fiume
Sarno. Siccome in epoca longobarda Castellammare
era chiaramente parte del Ducato di Napoli, vorrei
sapere, in che periodo entrò a far parte della
provincia di Principato Citra, eventualmente a
seguito di quali vicende e quando è stata poi
riannessa alla provincia di Napoli. Grazie per la
cortese risposta. Cordiali saluti. Gennaro
Cesarano.
Risposta:
La nostra città per secoli in alcuni periodi
ha fatto parte del Principato Citra e per altri
periodi di Napoli. Ovviamente per Principato Citra
si intende, grosso modo, l'attuale Provincia di
Salerno. I motivi non sono chiari, ma la nostra
era una terra posta al confine di tre ducati:
Napoli, Amalfi-Salerno e Sorrento. Pertanto a volte veniva
incorporata con Napoli, altre volte con Amalfi-Salerno
ed altre volte con Sorrento. Per esempio molti
Ordini religiosi dipendevano, e ancora oggi
dipendono, da Salerno. Mise un po' d'ordine in
questo caos, il regime napoleonico che creò le
attuali Province, con Decreto di Giuseppe
Napoleone del 08 agosto 1806 (pubblicato il giorno
successivo) e Castellammare fu definitivamente
annessa alla Provincia di Napoli, divenendo
anche, insieme con Napoli e Pozzuoli, Capoluogo di
Distretto. Cordiali saluti. Prof. G. D'Angelo.
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venerdì 11
gennaio 2008 |
Domanda:
Caro Prof. chi ti scrive
è il dr. Fabio d'Apuzzo, oltre a farti
i complimenti per il bellissimo e
ricchissimo sito, mi domandavo con un po' di
orgoglio; perchè non parli anche delle altre
realtà industriali che la nostra città ha
avuto sin dall'inizio del secolo... Come per
esempio... il Molino e Pastificio costruito
dal mio bisnonno Cav. Giuseppe d'Apuzzo, oggi ahimè
sede dell'ASL ???? Sai che è stata la prima
industria della pasta “Automatica a
Vapore” d'Italia !!!!!!!! Sai che la nostra
pasta era consumata dal RE e fornita al Real
esercito Italiano negli anni '20 !!!!! E che
il piccolo artigianale pastificio Barilla...
lavorava producendo la nostra pasta... sai che fu premiata
a Parigi con Medaglia d'Oro e Medaglia d'Argento
dal RE d'Italia !!!! Medaglie che io oggi conservo
gelosamente !!!! Otre poi ad essere l'unica
industria stabiese a non essere distrutta dai
tedeschi in ritirata ??!!! Ringraziandoti per la
pazienza con la quale hai letto questa e-mail, e
rinnovandoti i complimenti spero che vorrai
menzionare l'opera di un grande industriale
stabiese, che potrà solo certo dare lustro alla
nostra Città, fatta di tante persone perbene che
le hanno dato tanto. Grazie, dr. Fabio d'Apuzzo.
Risposta:
Gentile dott. d'Apuzzo, la storia, anche se piccola,
si fa con i documenti. Io non ho trovato, nel
corso delle mie ricerche, granché sul pastificio
d'Apuzzo, per cui sarei ben lieto se volesse
inviarmi, ovviamente in copia, tutta la
documentazione da Lei conservata su tale opificio.
Ovviamente accompagnata dai Suoi ricordi e quelli
dei suoi ascendenti. Mi occuperei, poi, io di
stenderli a mo di storia. Lo storico non può fare
miracoli se non ha il materiale da cui attingere
le notizie. Mi metta in grado di conoscerle queste
notizie, ed io farò il resto. Cordiali saluti.
Prof. G. D'Angelo.
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domenica 16
dicembre 2007 |
Domanda:
Gentile professore potrebbe indicarmi dove era
ubicata e se ancora esiste dove si trova Villa
Antonietta? Poiché da questa
immagine si evince solo un grande
parco. Grazie!
Risposta:
Riporto quello che ho
scritto nel mio libro "I luoghi della memoria":
Questa villa, nel tempo, ha avuto vari nomi, legati tutti a quelli dei
proprietari: villa
Lieven, villa
Moliterno o Antonietta,
villa Pagliara, villa Petrella.
Il principe don Alessandro di Lieven, ministro plenipotenziario
(ambasciatore) russo nel Regno delle Due Sicilie,
d'estate soleva frequentare la reggia di Quisisana,
un po' come tutti i diplomatici accreditati presso
la Corte
borbonica. I luoghi, con l'andar del tempo,
dovettero piacergli particolarmente tanto da
spingerlo ad edificarvi la propria villa.
A tale scopo, acquistò da Pietro Paolo Coppola
un piccolo fabbricato con poco giardino e dalle
Suore di San Bartolomeo, nel 1842, "un
piccol giardino nel luogo detto S. Andrea"
ove edificò una splendida dacia con materiali e
manodopera fatti venire espressamente dalla
Russia. Infine per ingrandire il giardino, comprò
il 18.6.1845 da Francesco Grossi una grossa tenuta
limitrofa di 3 moggia e due terzi (mq. 12.221) per
il prezzo di 9.161 ducati e grana
66. A
questo punto, dopo aver ingrandito la dacia,
realizzò, anche, un vasto ed ameno parco.
In
questa villa soggiornarono molti personaggi di
rilievo, tra i quali il pittore Scedrin e la
zarina di Russia.
Purtroppo,
però, dopo alcuni anni il principe di Lieven
dovette andar via da Napoli, poichè dopo l'unità
d'Italia questa città non era più la capitale di
un Regno e, quindi non più sede d'Ambasciate. Fu
costretto, allora, a cedere la propria villa.
Difatti
il 24 dicembre 1868, alienò « ai
coniugi Principe e Principessa di Moliterno
Signori Giuseppe Gallone ed Antonietta Melodia
la Villa Casino
e Casamenti con tutti i mobili, mobilii ed
effetti mobiliari [...] per
la somma di Lire Centomila ».
Da
quest'epoca la villa diviene il centro mondano ed
intellettuale della città. La principessa
Antonietta difatti, molto vicina alla Corte
Sabauda, riceveva continuamente personaggi di alto
livello. Basti pensare che il principe ereditario
Umberto di Savoia, prima di ascendere al trono
d'Italia col nome di Umberto I, era già stato per
ben due volte, insieme alla sua promessa sposa
Margherita (la futura Regina Margherita), ospite
nella villa Moliterno. Memorabile, secondo le
cronache coeve, fu la festa data in questa villa
il 28 marzo del 1870 per la venuta dei due
principi: « Ieri
il principe di Moliterno raccoglieva oltre a 150
invitati nella sua amenissima villa a Quisisana.
Fra essi notavansi i Reali Principi che avevano
gentilmente accettato di far parte della scelta ed
allegra brigata. La città di Castellammare colse
questa occasione per fare le più liete e cordiali
accoglienze all'augusta coppia che visitava per la
terza volta quei luoghi di delizia. Dalla stazione
alla casina Moliterno si accalcava gran folla di
popolo al passaggio dei Principi, mentre gli
edifizi pubblici, le case private e le strade
tutte erano pavesate di bandiere dai
colori nazionali. Alla villa Antonietta, antica
villa Lieven, tutto era disposto con gusto
squisitissimo per parte dei signori Moliterno che
facevano gli onori di casa colla più franca
espansione. Dopo la colazione servita lautamente
sotto un padiglione costruitovi appositamente,
ebbero luogo le danze sul prato che vennero poscia
continuate fin quasi alle 7 nelle sale a
pianterreno della villa. In memoria della giornata
fu anche piantato un pino, secondochè
si usa in Inghilterra in simili circostanze.
L'albero porterà il nome di Principessa
Margherita. [...] La
musica della 2a legione della nostra
G.N. fu quella che venne prescelta per suonare durante la colazione e il
ballo. [...] Il
giovane maestro Tosti vi cantò una romanza
composta espressamente dal suo amico maestro Denza,
che lo accompagnava al pianoforte. Finalmente
la signora Moliterno con
squisita gentilezza creava un ordine novello,
quello della Villa Antonietta e ne insigniva tutt'i
suoi invitati con quella grazia che le è propria
». La presenza della famiglia Gallone, ben
introdotta a Corte, portò molteplici benefici
alla città, tanto che il 22 settembre del 1882
la Giunta Municipale
, in segno di riconoscenza, conferiva al
principe di Moliterno Giuseppe Gallone ed al
figlio Principe di Marsiconovo Giovanbattista
Gallone la cittadinanza onoraria di Castellammare.
Intanto
il 15 giugno 1893 Giuseppe Gallone e la moglie
Antonietta Melodia donarono la villa al loro
figlio Giovanbattista principe di Marsiconovo.
Giovanbattista
Gallone fu uomo di mondo, come suol dirsi;
frequentatore dei migliori salotti d'Europa,
animatore, come riferiscono le cronache, delle
estati stabiesi. Tra le tante iniziative di cui fu
promotore, vorrei qui segnalare quella della
fondazione del Circolo
Canottieri Stabiani, l'attuale Circolo
Nautico Stabia. Difatti in data 20 luglio 1881
inviò all'amministrazione comunale una missiva
nella quale comunicava la costituzione « ...del
Circolo Canottieri Stabiani, recentemente
istituito in questa città, nello scopo di animare
la gioventù all'esercizio del remo ed in
conseguenza alle regate. Sviluppare, nelle giovani
generazioni, il gusto delle cose
marittime torna utile a loro ed all'Italia;
già in molti luoghi, sorgono simili società,
accolte col plauso generale.» Certo il
principe non avrebbe mai immaginato che, a
distanza di un secolo, la società da lui fondata
sarebbe stata coronata dell'alloro mondiale e
olimpico.
Sul
finire del secolo il principe trasformò
la Villa
in un rinomato ed elegante albergo -l'Hotel
du Parc- lasciando, poi, definitivamente
Castellammare per ritornare in Puglia.
Negli anni '30 del nostro secolo
la Villa
fu acquistata dalla famiglia Pagliara, che da
pochi anni l'ha ceduta al comm. Errico Petrella,
attuale proprietario.
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lunedì 15 ottobre 2007 |
Domanda:
Gentile
Professore, ha presente la torre del palazzo
di Quisisana che è possibile ammirare in una
stampa su questo sito ( Collezione
di stampe antiche di Gaetano Fontana
):
qual è stata la sua sorte? Vi sono ancora tracce
della sua esistenza? Che funzione aveva? Grazie
per la risposta. Gennaro Cesarano.
Risposta:
Esiste ancora, ma é in pessime condizioni. Era una
voliera. Difatti Ferdinando IV (poi Ferdinando I)
e il nipote Ferdinando II erano ottimi cacciatori.
Purtroppo nell'attuale restauro di Palazzo Reale
non é compreso quello della voliera né il parco
arboreo. Cordialità. |
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lunedì 15 ottobre 2007 |
Domanda:
Su
una cartolina
(del 1928)
e su un vecchio opuscolo ho letto di due acque
minerali stabiesi: acqua Vesuvialis e acqua Fides;
queste acque sono sparite o hanno cambiato nome?
Risposta:
Per
quanto riguarda queste due sorgenti di acqua
minerale, la storia é lunga. In effetti a volte
credevano di aver scoperto una nuova sorgente, ma
poi, dopo le analisi, si accorgevano che erano
diramazioni di sorgenti già classificate. Le
mantenevano in vita per motivi pubblicitari e,
poi, le eliminavano.
Io, comunque, non le ho mai sentito nominare né
ho trovato riscontri documentali di queste due
acque. Cordialità,
D’Angelo. |
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sabato 13 ottobre 2007 |
Domanda:
Su una cartolina
dei primi del '900 si legge: Castellammare
d'Italia, c'è stato un periodo in cui la nostra
città aveva questo nome?
Risposta:
Sulla
cartolina é scritto: Castellamare (con una
"m") d'Italia.
Riporterò,
ora, quello che ho scritto in proposito nel mio
libro "I luoghi della memoria":
E'
dell'anno 1085 (e non 1086, come
riporta tutta la letteratura locale, e non solo
locale) il primo documento che parla di Castello
da mare. Successivamente compare la forma Castrum maris de Surrento ed infine Castrum maris de Stabia,
anche nella variante Castrummaris
de Stabia. Quindi dal sec. XIII e fino al sec. XVIII si ha Castrummaris de Stabia e Castellammare
di Stabia. Nel secolo successivo nei documenti
troviamo soltanto Castellammare
e dal periodo francese (1806‑1815) Castellamare
con una "m".
Sennonché
con Delibera Consiliare del 4 novembre 1862,
"considerando
che questo Comune ha origine dall'antica Città di
Stabia" si chiese al re il cambiamento in
Castellammare
di Stabia; ma il Decreto Reale del 22.1.1863
n. 1140, per un errore materiale, approvò il nome
di Castellamare
di Stabia con una sola "m".
E bisogna giungere al 1912 (Delib. Cons. Comun.
del 31 maggio) per riottenere Castellammare di
Stabia, con due "m"
questa volta.
Dopo
pochi anni, però, nel
1922 (Delib. Cons. Comun. del 16 dicembre)
il Comune pensò di mutare il nome in Stabia;
si decise si sottoporre la questione a referendum
popolare consultivo, cosa che
"regolarmente" non avvenne.
Nel
1935
la Società
"Dante Alighieri", con un'arruffata
relazione (...secondo
le direttive del Duce...; ...nell'interesse della
diffusione della lingua nazionale...) fece
propria la proposta del 1922, ma una nota
riservata della Prefettura di Napoli, del
3.11.1937, (...
per non sollevare vespai, viste le differenti
opinioni etc. si prega non farne più niente ...)
bloccò ogni iniziativa. Un tentativo, senza
esito, fu fatto anche nel 1961. Come si vede, una
storia molto tormentata.
Un'altra
curiosità: nella
foto si vede, sulla destra, lo Yacht Reale e,
sul fondo, la squadra navale, forse italiana.
Evidentemente la foto fu scattata in occasione di
un varo. Cordiali saluti. D'Angelo.
Note:
Il
prof. Catello Salvati, studiando il documento
edito da FILANGIERI RICCARDO, Codice
Diplomatico Amalfitano, Napoli, 1917-Trani,
1951, pp. 128-8, e da questi attribuito all'anno
1086, si avvide che non vi era la dovuta
corrispondenza tra giorno mese ed anno con
l'indizione. Difatti il documento è datato 15
novembre 1086 9a indizione; mentre la
nona indizione inizia il 1
settembre del 1085 e termina il 31 agosto
del 1086. E' evidente, quindi, che l'atto va
retrodatato e collocato al 15 novembre dell'anno
1085.
Fascicolo
Angioino 92, fol. 8: in
inquisitione facta castrorum imperialium tempore
Frederici II in castris Principatus (...) Castrum
maris de Surrento et castrum Scafati possunt
reparari (...); (Traduz. "Nell'inventario
dei castelli imperiali, all'epoca del re Federico
II di Svevia dei castelli del Principato, [vi
sono] il Castello a Mare di Sorrento e quello di
Scafati che devono essere riparati") Registro
Angioino 1274, B, n. 149, fol. 256v: pro
raparatione Castri ad mare de Surrento, 21 Julij
1275.
Registri
Angioini, passim.
ASC, passim.
ASC, Registro
delibere Consiglio, anno 1862 e 1863; ASC, Busta 305, inc. 13, doc. 1.
ASC, Fascc.
vari, in part. Busta
305.13.1‑2; Busta
305.13.3. |
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sabato 13 ottobre 2007 |
Domanda:
La
foto allegata è stata scattata a Piazza Municipio
nel 1948, secondo quanto afferma chi me l'ha
regalata, è possibile capire in quale occasione?
Risposta:
Per quanto riguarda la foto di Piazza Municipio é
quasi impossibile capire in che occasione sia
stata scattata. Dato l'anno, 1948, si può solo
ipotizzare che, poiché il 1 gennaio 1948 entrò
in vigore la nuova Costituzione repubblicana, vi
sia stata una pubblica manifestazione per
festeggiare l'avvenimento. D'altronde io faccio lo
storico, non il chiromante. Se non vi sono, oltre
alla foto, altri elementi di supporto, é
impossibile capire di cosa si tratti. Cordialità,
D’Angelo. |
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sabato 13 ottobre 2007 |
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Domanda:
In una nota cartolina di
Castellammare veduta dal Castello è visibile una squadra
di navi nel nostro porto; si tratta della squadra italiana
della marina o di quella inglese e se inglese, cosa ci
faceva a Castellammare? Anticipatamente ringrazio.
Giuseppe Zingone.
Risposta:
Io so questo:
nel 1880 fu varata a Castellammare la nave
"Italia" alla presenza di re Umberto I.
Erano presenti al varo: la squadra navale inglese e quella
italiana.
Comunque in occasione di vari importanti alla presenza del
Re, spesso era presente la squadra italiana. La presenza di
squadre navali in rada é da collegare sempre con vari
importanti di navi da guerra. Questo so. Per quanto
riguarda in particolare la foto, poiché non é certa la
data in cui é stata scattata,
é impossibile accertare se si tratti della squadra navale
italiana o inglese. Cordialità, prof. D'Angelo. |
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Info
& Contatti:
Sottoponi
un quesito all'esperto: liberoricercatore@email.it
Contatta
direttamente il prof. D'Angelo: gdangelo@libero.it
Consulta
il Sito personale del prof. D'Angelo: www.gdangelo.it
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