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L'antico
Crocifisso di piazza "Orologio"
A pochi giorni dall'avvenuta messa in posa
dell'antico Crocifisso (operazione ritardata per i lavori di
rifacimento della facciata del palazzo) di piazza "Orologio",
già piazza Mercato, luogo che la toponomastica stradale, oggi,
riconosce ufficialmente come piazza Cristoforo Colombo, mi è doveroso spendere qualche parola per
informare, della pregevole iniziativa, grazie alla quale oggi si
può ammirare nuovamente questa antica opera lignea in
esposizione.
Ma
procediamo per gradi, soprattutto per dare il giusto merito a
colui che ha fortemente voluto il restauro ed il ripristino
espositivo in loco del Crocifisso.
Come
molti di voi sapranno, il Crocifisso è mancato alla naturale
esposizione per numerosi anni, perché conservato in ambiente
chiuso per preservarlo da una possibile rovinosa fine, in attesa
dei fondi necessari per operare un opportuno restauro
conservativo.
Tralasciando
come e dove il Crocifisso, in questi anni, sia stato conservato
per sottrarlo alle intemperie e di conseguenza, purtroppo, anche
alla pubblica fruizione (sono moltissimi i residenti devoti a
questa sacra effigie), come detto focalizziamo questo modesto
articolo per commemorare, a giusta ragione, il dott. Francesco

Saverio
Santoro, artefice e finanziatore dell'avvenuto restauro, che in
tal modo ha voluto restituire alla cittadinanza questo antico
emblema religioso di fine '700. Per meglio delineare e far
conoscere quale storia porta con sé, l'antico Crocifisso,
trascriviamo un breve passo, tratto dal volume "Stabiae e
Castellammare di Stabia" del compianto ispettore Palumbo,
ecco quanto l'autore ebbe modo di scrivere a pag. 220 del suo
libro: "... il prof. Maiuri diceva che al tempo
dell'occupazione francese, regnando a Napoli Gioacchino Murat,
in detta piazza, e così pure al Largo Spirito Santo e al Largo
della salita Visanola, sorgeva l'albero della libertà e
vi funzionava il tribunale per il popolo. La parola libertà
e i provvedimenti restrittivi del Governo contro il Clero,
facevano ritenere profanati questi posti, per cui caduto il
regime napoleonico e tornati i Borbone, al fine di sanare il non
gradito ricordo del passato, vi furono erette delle edicole, con
entro l'immagine del Crocefisso... In origine nella nostra
piazza Mercato le edicole erano due: una con l'immagine della
Madonna e l'altra con quella del Crocefisso; ma nel 1935,
rimodernato il frontone del palazzo di proprietà della famiglia
Quartuccio, su cui si appoggiavano, le edicole, vi fu sistemata
la sola immagine del Crocefisso che attualmente si vede...".
In
origine lo scopo del Crocifisso, fu quindi quello di voler
risanare l'offesa giacobina sgradita al Clero e al popolo. Da
quel momento in poi il Crocifisso divenne un vero e proprio
punto di riferimento e oggetto di culto per la popolazione
stabiese. Alla luce di questi trascorsi, il dott. Santoro, da
esperto conoscitore della storia locale, ha voluto preservare da
sicuro oblio, restaurando e donando rinnovato splendore alla
settecentesca opera lignea (autentico pezzo di storia stabiese).
Per far ciò, si è quindi avvalso della collaborazione
dell'arch. Nello Spagnuolo (coordinatore dei lavori di restauro)
e dell'esperienza della ditta Las Restauri S.n.c. di
Castellammare, specializzata nel restauro di elementi lignei
pregiati.

I
lavori di restauro (durati circa un anno), riconsegnano alla
nostra Città, in luglio 2010, un'opera lignea di circa 133 x
233 cm, esposta in una elegante teca di fine fattura in vetro e
ferro battuto.
La
redazione tutta di liberoricercatore.it, a nome della
cittadinanza, volge un sincero plauso al dott. Francesco Saverio
Santoro, encomiabile per l'apprezzatissima iniziativa, nella
speranza che il suo operato sia da esempio alle future
generazioni.
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