Veduta
di Castellammare di Stabia (tratta da: G.B. Pacichelli, il Regno di
Napoli in prospettiva, 1703)
Correva l’anno 1535 quando tutta l’Italia trepidava all’annuncio che Ariadeno Barbarossa impadronitosi di Tunisi si apprestava alla conquista della Sicilia e del continente italiano.
Fu in questo clima che fu accolto con gioia da un capo all’altro dell’Europa, l’annunciò di Carlo V circa la spedizione a Tunisi; non pochi nobili cittadini di Castellammare accorsero a Napoli e dopo aver offerto, anche a nome della città, grosse somme all’imperatore, alcuni di essi si imbarcarono sulle navi in allestimento.
L’armata imperiale e molte altre squadre convenute (da Spagna e Germania) si riunirono in Sardegna, la flotta ammontava a circa 300 navi, Carlo V ne era alla guida, su una nave messa a “porpora e oro”, accompagnato da illustri personaggi dei suoi regni.
Imbarcate le truppe presso le rovine di Cartagine, mossero contro la Goletta.
Ostinata, lunga e feroce fu la resistenza che opposero gli “Infedeli”.
La città di Tunisi fu presa, Barbarossa messo in fuga, la sua armata disfatta e ventimila schiavi cristiani riacquistarono la libertà.
Carlo V quindi trionfatore, scioglieva le vele verso la Sicilia. Molti nobili napoletani lo supplicarono a degnarsi di visitare Napoli. L’imperatore acconsentì per fare tappa a Salerno e poi a Castellammare.
Indicibile fu la gioia degli stabiesi, tant’è che da più parti del regno accorrevano visitatori nelle città di transito. Immensa fu la folla accorsa a Castellammare.
Il 20 Novembre 1535, Carlo V entrava in Castellammare per portarsi a Napoli.
Il clero, i nobili ed una calca infinita di popolo lo aspettarono fuori la città, un illustre corteo dei principali baroni del
Regno, venuti da Napoli, tutti a cavallo, in gran pompa, con seguito di scudieri e paggi vennero ad incontrarlo a Castellammare.
Carlo accolse tutti con benevolo sorriso, al suo apparire le artiglierie dei forti rimbombarono, le campane suonarono a festa, mentre le voci d’una folla assiepata gridava “Viva Carlo V”. Furono preparati archi di trionfo, le vie furono addobbate di stoffe e preparate luminarie e feste.
Carlo V si trattenne per poche ore per proseguire poi per Napoli, ma nella breve sosta concesse e confermò alla
città di Castellammare tutti i privilegi di cui avevano goduto
innanzi (1).
NOTE:
(1)
La città di Castellammare di Stabia, all’epoca non possedeva un vero e proprio Statuto, bensì singole raccolte di Capitoli per le varie istituzioni che operavano sul territorio (denominate, nel loro complesso, Statuti). Vi erano infatti Capitoli per la Corte della
Bagliva, per la Portolanìa, per l'Erario, per la Zecca di pesi e misure, per la Dogana, senza contare quelli per le Arti e Mestieri. I Capitoli più antichi della Città che ci sono pervenuti sono quelli concessi dalla regina Giovanna II, il 7 agosto 1420, Capitoli che sarebbero andati distrutti se non li avesse trascritti lo storico stabiese dott. Gaetano
Martucci.