Per la sua
conformazione orografica, la città di Castellammare
è, per così dire, strutturata su due livelli. Una
collina a forma semicircolare che la avvolge - da
Pozzano, le Fratte, Quisisana, Monte Coppola, Scanzano,
Varano - e una pianura, stretta all'inizio, sul lato
sud, che man mano si amplia, procedendo verso nord,
formata prevalentemente da una serie di piattaforme
alluvionali. E' da presumere che nell'antichità la
pianura fosse molto più esigua di oggi, per cui i
primi abitanti delle nostre terre edificarono le
proprie abitazioni proprio sulla collina. A conferma
di ciò, va ricordato che gli scavi effettuati - sia
sistematicamente, sia a caso - hanno riportato alla
luce antichi reperti proprio a Pozzano (nel XVI
secolo), le Fratte, Quisisana (secc. XVIII - XX),
monte Coppola (sec. XX) e principalmente a Varano
(secc. XVIII - XX), anche se ritrovamenti sporadici
vengono segnalati sin dal secolo XVI.
Distrutta dapprima da Silla e, poi, dall'eruzione del
79 d.C., l'antica Stabia fu ricostruita per la terza
volta. Il nucleo più consistente di stabiesi,
sfuggito alla furia sterminatrice del Vesuvio,
edificò la cosiddetta terza Stabia appunto
sulla collina di Varano, che da est sovrasta la
città.
Sulla passeggiata archeologica, partendo dal ponte di
S. Marco, dopo poche centinaia di metri, sulla destra,
troviamo la prima di due stupende ville imperiali:
villa S. Marco. Dopo trecento metri, sullo stesso
lato, ci imbattiamo in villa Arianna. Esse furono
riportate alla luce negli anni cinquanta dal preside
Libero d'Orsi. Sempre sulla destra c'é l'ottocentesca
villa Medusa, attualmente adibita ad albergo.
Ai piedi di Varano possiamo ammirare la grotta di S.
Biagio. Infine, scendendo dalla collina, dopo poche
centinaia di metri, ci troviamo di fronte alla
ottocentesca villa Weiss, il cui fabbricato oggi è un
condominio privato.