In tale luogo, ove
esisteva una delle Porte della città, la Porta del
Quartuccio, si esigeva un diritto di passo su tutti i
carri che immettevano in città legumi, frutta, orzo
ed altre vettovaglie.
Questa Gabella di origine angioina, fu introdotta in
Castellammare nell'anno 1299. Il quartuccio era
un'antica misura napoletana, che corrispondeva a poco
più di due chili (2,294 kg), ed evidentemente
l'importo della gabella era equiparato a tale misura.
Questa piazza mantenne l'antica fisionomia fino agli
inizi dell'Ottocento, quando, per la demolizione delle
mura difensive, ormai inutili, la città inizia la
propria espansione verso nord.
Viene ampliato l'antico palazzo Martingano (angolo
piazza Principe Umberto - via Mazzini), vengono
edificati al lato est della piazza le case del
generale Avitabile; su antiche fabbriche, iniziate nel
1793 per il nuovo palazzo comunale, il palazzo Rispoli,
costruito nel 1829 (ex bar Cirillo), e nel 1831 il
palazzo, prima di proprietà Stanzione, poi Meneghini,
poi Spagnuolo ed infine Cardone (angolo corso
Garibaldi e Vittorio Emanuele.