Al posto
dell'attuale Palazzo del Fascio vi esisteva un antico
spiazzo, da sempre chiamato Ponticello. Senonchè, nel
1909, l'avv. Giuseppe de Rosa fece richiesta al Comune
di censirgli tale suolo per costruire il proprio
villino.
Questa
circostanza fece riflettere il Comune che, nello
stesso anno, decise di trasformare la piazzetta - nel
frattempo ribattezzata Nino Bixio - in un giardino,
con ringhiera in ferro.
Ma
inopinatamente, negli anni '40 del '900, la piazzetta
fu definitivamente occupata dalla severa e stereotipa
Casa del Fascio. Al termine del periodo fascista e
quindi in tempi a noi più vicini, il palazzo, fu
dapprima sede della biblioteca Comunale per poi essere
occupato per numerosi anni da alcune famiglie
terremotate senza tetto che lo presero a
ricovero.
Liberato
poi (da qualche anno) dall'improprio ruolo di civile
abitazione, il palazzo oggi è in attesa di essere
destinato alla realizzazione di uno dei tanti progetti
(depositati negli uffici comunali) che lo vedono
protagonista.