Di antichissima origine (sannitica, etrusca, greca,
romana) Castellammare è oggi una città moderna e
attiva. Grazie al mite clima, alla riparata posizione
del porto e, innanzitutto, all'abbondanza e alla
qualità delle sue acque sorgive, fu sempre
intensamente abitata e frequentata da patrizi e
potenti, che vi costruirono residenze fastose.
Stabiae fu conquistata da Roma nel 340 a.C. Il poeta
latino Silio Italico ricorda la partecipazione di
giovani stabiesi alla II guerra punica su una nave
della flotta di Marcello. Distrutta da Lucio Cornelio
Silla nell'89 a.C., alla fine della guerra sociale,
Stabiae risorse non più come città fortificata,
racchiusa e difesa da mura, ma in un aggregato di
ville. Nel 62 d.C. fu devastata dal terremoto; poi,
nel 79 d.C. si ebbe la seconda distruzione ad opera
del Vesuvio. Durante il Medio Evo, dopo aver subito le
invasioni barbariche, fu sotto il dominio degli
Angioini (dalla seconda metà del XIII secolo) e degli
Aragonesi, i quali la cinsero di mura (dalla Porta del
Quartuccio o di S. Catello alla Porta Fontana Grande),
ingrandirono il porto e le concessero amplissimi
privilegi. Essi, come dice lo storico Capaccio,
spinsero molte famiglie nobili dei paesi vicini a
prendere domicilio nella nostra città.
Il nome di Castello a Mare si ritrova per la prima
volta in un documento del 1086.
Nel 1541 l'imperatore Carlo V, che vi entrò il 20
novembre 1535 accolto festosamente dal popolo, diede
la città in feudo ad Ottavio Farnese quale dote della
figlia naturale Margherita d'Austria. La sede del
governatore di Casa Farnese fu l'omonimo palazzo ora
sede del Comune.
Nel 1542 il famoso pirata algerino Dragut saccheggiò
la città e rapì ottanta persone che poi, tranne una
fanciulla trattenuta dal comandante per la sua rara
bellezza, furono riscattate dagli stabiesi.
Dal 13 al 26 novembre 1654 fu occupata e saccheggiata
da Arrigo di Lorena, Duca di Guisa, lontano
discendente degli Angioini, il quale dopo brevissimo
tempo, fu costretto a fuggire dalla città e a
ritornare in Francia.
Dal 1707, Castellammare diventò possesso del re Carlo
d'Austria. Passò, infine, nel 1734, sotto il governo
di Carlo di Borbone. Questi era figlio di Filippo V di
Spagna e di Elisabetta Farnese, per cui, quale erede
dei Farnese, venne in possesso della città, abbellì
il palazzo reale di Quisisana ed iniziò gli scavi di
Pompei, Ercolano e Stabia. Suo figlio, Ferdinando IV,
fece costruire i celeberrimi Cantieri Navali. La
dinastia borbonica governò il Regno delle Due Sicilie
dal 1735 al 1860, certamente il miglior periodo della
storia della città.
Durante il regno di Gioacchino Murat, furono eretti a
Castellammare alcuni alberi della libertà, sotto i
quali veniva amministrata giustizia. Al termine del
regime francese, il Clero - ritenendo profani tali
luoghi - sostituì a detti alberi, in piazza Orologio,
ai piedi di Vico Crocifisso (che dà su via Brin) e al
Largo Caporivo, tre caratteristici crocifissi.
Nel maggio del 1844 fu inaugurata la strada ferrata
Napoli - Portici - Torre Annunziata - Castellammare,
che contribuì all'insediamento di complessi
industriali.
Negli anni dal 1930 al 1935 furono distrutti i ruderi
di una poderosa
torre, costruita nel 1635, che sorgeva
in località Portocarello, sulla riva del mare, poco
prima di Pozzano (tale torre, si precisa, che non ha
nulla a che vedere né con il Castello
Medioevale, né
con la torre di guardia i cui avanzi dovrebbero essere
ancora
visibili nel parco delle Antiche Terme stabiane). Con
ciò scomparve irrimediabilmente uno degli aspetti
romantici più caratteristici del paesaggio stabiese.