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La
regina Giovanna II
Il 17 agosto 1420, la regina Giovanna II, dal Castel Nuovo di Napoli, in premio per la fedeltà e devozione degli stabiesi nella lotta contro i d'Angiò, conferì alla città il titolo di fedelissima:
“Che dessa città in perpetuo demanio fosse senza potersi giammai alienare, pignorare, vendere o donare dai suoi successori, che i suoi cittadini e la cittadinanza godessero di qualunque altra città del regno e specialmente di Napoli con tutti i suoi oneri e privilegi rispettivi; che i cittadini non solo, ma qualunque abitante di questa città non potessero per qualunque causa civile o criminale essere arrestati, né colla forza menati o citati innanzi a qualunque tribunale se non avanti al magistrato della medesima città; che per qualunque urgentissima cagione non dovesse la città di Castellamare al Real Tesoro pagare oltre a 60 once annualmente, cioè trenta per la generale sovvenzione e trenta per sussidi, etc, etc.”.
Ovviamente questi “regal privilegi” vennero accolti in Castellammare con una grandissima festa, ed i cittadini invocarono con ansia un’occasione per poter dimostrare alla regina la loro riconoscenza per quei preziosi benefici loro concessi.
Poco tempo trascorse allorché una circostanza assai funesta però (per certo ne avrebbero fatto a meno) venne a mettere alla prova quel loro sentimento di riconoscenza ed affetto.
Una tremenda pestilenza colpì Napoli, in pochi giorni moltissime furono le vittime.
Presa dallo spavento la regina volle cercare rifugio contro quel terribile flagello e sentendosi più al sicuro, scelse come asilo proprio Castellammare, non solo perché storicamente a differenza delle altre città del regno era rimasta quasi sempre immune da peste, ma anche perché in situazioni analoghe i reali di Napoli avevano prescelto Castellammare come loro ricovero.
Insieme dunque ad Alfonso, da lei adottato, la regina si portò in Castellammare seguita da una parte della corte. I cittadini stabiesi le andarono incontro con le più sincere ed affettuose manifestazioni di gioia. Giovanna ed Alfonso si trattennero in Castellammare fino a che in Napoli cessò interamente il contagio, tornarono quindi alla reggia della capitale dalla quale la regina impartì nuovi e generosi benefici alla fedelissima città in ricambio alla amorevole devozione mostratale durante il soggiorno a
Quisisana.
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