www.liberoricercatore.it

( Storia, cultura e tradizioni stabiesi )

Castellammare di Stabia > Cultura > Pillole di cultura

@-mail

 

 

Pillole di Cultura

a cura del prof. Luigi Casale

 

 

Nella presente rubrica il prof. Casale, spiega l'etimologia di alcuni termini di uso comune. 

 

 

Istruzione

(omaggio a Gigi Nocera)

 

     Nell’ultima mia lettera, quella del 12 luglio rivolta a Gigi Nocera a commento del suo “ricordo” pubblicato il 10 luglio, dal titolo Confidenze... familiari, in cui egli – bontà sua – mi aveva gratificato (e lusingato) del titolo di “più istruito”, avevo annunciato una nuova pillola in suo omaggio, sulla parola istruzione. 
Istruzione – oggi – è essenzialmente formazione scolastica, e quindi: cultura, conoscenza, competenza, e, talvolta, anche abilità (vedi l’espressione “istruzioni per l’uso”). Lo confermano i significati delle altre parole con la medesima radice, come istruire e istruttore. Ma come si è arrivati alla formazione di questo significato? E a partire da quali parole?
Anche qui, come in moltissimi casi, partiamo dall’origine latina. Anche qui, tra i tanti possibili fenomeni (o cause dello spostamento del significato) assumiamo in maniera privilegiata quello che si chiama metafora (cioè uso della parola spostata dal suo ambito specifico, ad un altro ambito, vicino o lontano, affine oppure no, secondo un meccanismo apparentemente gratuito, che trova motivazioni nella testa (o nell’esperienza creativa e originale) del parlante secondo una più o meno evidente analogia. 
La parola latina è il verbo struo/strùere, alla quale possiamo assegnare i seguenti significati, esposti a gruppi in ordine di priorità: 1. Ammucchiare, accatastare, accumulare, ammassare; 2. Fabbricare, costruire, erigere, edificare; 3. Porre in ordine, disporre, schierare; 4. Ordinare, comporre. Da cui vengono le parole: stru-ctura, in-struere (quella che ci interessa), in-stru-mentum, con-struere, e anche: de-struere. In italiano: struttura, istruire, strumento, costruire, e distruggere [smontare]. Per indicarne solo alcune.
Ora in-struere (da cui in italiano: istruire, istruito, istruzione) significa tutto quello che abbiamo indicato nei punti dall’1 al 4 (significato di base), aggiungendovi però (per forza della preposizione “in”) l’idea che l’apporto dei materiali avvenga dall’esterno all’interno (della struttura). Nella metafora “questi materiali di accumulo” sarebbero gli elementi di conoscenza e/o di giudizio che l’uomo apprende. (Anche “apprendere” è un traslato, cioè usato per metafora). La stessa cosa avviene con la parola educazione, laddove “educare” [e-duco] significa originariamente “condurre fuori”. Ecco. Nel caso di istruire è la conoscenza che “entra”. In educazione è la persona formata che “esce”. 
Ora tutto questo “portar dentro” materiali e “condurre fuori” comportamenti consequenziali, se non avesse un riscontro morale e sociale sarebbe completamente inutile. Perché sterile.
Perciò, caro Gigi, accontentiamoci di quello che abbiamo portato dentro (istruzione) e di quello che siamo capaci di portar fuori (educazione), se, nel fare questo, siamo stati onesti e leali con noi stessi. Significa proprio questo istruito ed educato.

 

 

 

 

 

Statistiche       Effettua una donazione...    LiberoRicercatore è testato da McAfee (Sito sicuro).         

( Autore: Maurizio Cuomo - © Copyright 2002 www.liberoricercatore.it  )