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Facendo seguito ad una segnalazione del
naturalista stabiese Ferdinando Fontanella,
cogliamo l’occasione per condividere e
commentare con tutti gli affezionati
lettori, alcuni “strani” comportamenti
di quella che dovrebbe essere la più
importante istituzione di protezione della
natura e promozione turistica del nostro
territorio, ossia l’Ente Parco Regionale
dei Monti Lattari.
A
molti sarà noto che tra i comuni
dell’Ente Parco, Castellammare con circa
65.000 abitanti, è quello più grande.
Appurato ciò, vediamo però, qual è il
livello di considerazione che i
“Dirigenti” del Parco hanno per la
celebre “Città delle Acque”.
La
prima delle incongruenze/disattenzioni, è
facilmente verificabile direttamente nel
sito ufficiale: www.parcodeimontilattari.it,
dove nella rubrica interna denominata “I
Comuni del Parco”,
la città di Castellammare di Stabia è
annoverata con una sola “m”
(Castellamare); qualcuno potrà pensare ad
una banale distrazione, ed è esattamente ciò
che gli autori del portale stabiese
www.liberoricercatore.it (tra cui lo stesso
Fontanella) pensarono prima di prendersi la
briga di segnalare, a più riprese, il
suddetto errore alla redazione del sito del
“Parco”, ma tali missive e ogni
qualsivoglia ulteriore tentativo di
comunicazione fatto per amore di
Castellammare e del giusto, purtroppo, ad
oggi è rimasto tristemente inascoltato…
che pensare quindi: “Noncuranza, mancata
ottemperanza lavorativa o più semplicemente
beata ignoranza?!”
Ma
non è stata certamente questa “banale”
distrazione ortografica, che ci ha spinto ad
impaginare il presente articolo/denuncia,
veniamo quindi alle nuove, strabilianti
iniziative dell’Ente Parco che ci
dimostrano quanto questa neonata
Istituzione, sia presente, conosca e abbia
veramente a cuore la tutela del vasto
patrimonio storico/naturalistico di
Castellammare. Ecco i fatti: da qualche
giorno all’ingresso di via Quisisana (per
intenderci la salita che conduce ai rinomati
boschi di Quisisana e al viale degli
Ippocastani del Palazzo Reale), campeggiano in bella mostra due
nuovissimi cartelli stradali, appositamente
studiati dal Parco Regionale dei Monti
Lattari per segnalare due importanti realtà
del territorio stabiese.
Il
primo di questi cartelli segnala che da
Castellammare è possibile prendere una
strada per il Faito, e fin qui tutto bene
(Castellammare è collegata al Faito),
peccato solo che appena pochi tornanti più
su, questa strada, che per anni ha deliziato
gli amanti del "verde", oggi
risulta essere pericolosissima per la
mancanza di un costone franato, che ha
ristretto o meglio dimezzato la carreggiata,
particolare questo, assolutamente da non
trascurare che ne pregiudica la normale
percorribilità: facciamo notare che poco
distante dalla frana è stata inopinatamente
divelta e spostata sul ciglio della strada la
transenna di sbarramento,
sulla quale vi è un cartello che attesta
che la strada dovrebbe essere chiusa al pubblico
passaggio, così come disposto da ordinanza
comunale. Immaginate quindi un povero
turista o un qualsiasi altro sventurato che
seguendo le indicazioni dell’Ente Parco
tenta di salire al Faito da Castellammare e
di punto in bianco, magari proprio in un
momento di distrazione o di rilassamento, si
trova a dover affrontare il tratto
di strada franata…
Il
secondo cartello invece indica che a
Quisisana esiste un fantomatico “Albergo
Reale”. Chi vive a Castellammare e conosce
tutte le strutture ricettive, sa bene che
questo albergo non esiste, e che il cartello
verosimilmente fa riferimento al “Palazzo
Reale di Quisisana” (peraltro ancora in
ultimazione di restauro); con ogni
probabilità, chi ha commissionato il cartello ha confuso, o
meglio ha erroneamente messo in risalto l'aspetto meno importante della lunga e decorosa
storia del Palazzo, prendendo a riferimento
un aspetto marginale che ha caratterizzato per un breve periodo questa struttura, quando in un certo periodo del
‘900 il Palazzo Reale di Quisisana
(originariamente residenza estiva dei
regnanti di casa Borbone e polo attrattivo
di tutta la nobiltà d'epoca), è divenuto
sul calare della sua "Reale"
esistenza, albergo Royal.
Mettetevi però,
nei panni dell'ignaro turista ed immaginate
l’effetto fuorviante che la suddetta
cartellonistica può sortire, se il turista
è interessato ad un pernottamento. Alla
luce dei fatti esposti, le conclusioni
risultano più che chiare: l’Ente Parco
Regionale dei Monti Lattari ha impiantato i
nuovi cartelli (ciò è lodevole), ma non si
è affatto preoccupata di approfondire la
conoscenza, le attuali problematiche e le
esigenze del territorio stabiano. La cartellonistica, che risulta essere inesatta
o quanto meno inadeguata e non attendibile,
potrebbe rivelarsi addirittura pericolosa
per la pubblica incolumità, si fa pertanto
appello ai responsabili dell’Ente Parco e
agli Amministratori cittadini di rimuovere
quanto prima i fuorvianti cartelli prima che
si verifichi l’irreparabile. Si attende
quindi con fiducia un pronto intervento
risolutore.
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